domenica 14 giugno 2009

Master of puppets

Dal blog di Massimiliano Frassi, scopriamo nell'articolo di ieri che il presidente di Prometeo onlus e sedicente esperto di pedofilia, sarebbe in possesso addirittura di ben 4 titoli di master:
  • "Durante il mio terzo master in criminologia (terzo di quattro!) studiai, presso l’università di Bristol, la relazione tra il sexual offender e l’ambiente che lo circondava".
Quattro master son proprio tanti tanti. E se c'è il punto esclamativo, allora dev'essere certamente vero.
Poco importa se all'Università di Bristol non risultano master in criminologia, si vede che c'erano quando Frassi vi studiò. O forse Frassi sta confondendo il termine "master" con qualcos'altro, sarebbe utile che chiarisse meglio.
Difficile invero trovare università dove si rilascino tanto facilmente al primo venuto dei titoli di studio specialistico in criminologia, senza richiedere come prerequisito nemmeno il possesso di una laurea in legge/medicina/scienzeumane. Per chi come Frassi ne fosse sprovvisto, l'Università di Bristol indica come entry requirements ai programmi LLM (master in legge) almeno "a recognised professional legal qualification". Per accedere ad un Advanced Award in Legal Studies (che non sarebbe comunque equiparabile ad un master), la politica accademica prevede invece maglie più larghe, ai candidati basta "demonstrate that they have sufficient experience and education to benefit from the programme".

Può darsi che Frassi li abbia convinti mostrando la medaglia dell'FBI.
O forse sta solo sparando fanfaronate galattiche.

Purtroppo dovremo tenerci la curiosità, sappiamo che Massimiliano Frassi non ama la trasparenza e difficilmente vorrà accettare di rendere pubblici i propri titoli di studio, a cominciare dalla laurea conseguita. Ci auguriamo però che il prossimo funzionario o politico che vorrà assegnare a Frassi un pubblico incarico (sia esso un corso alla Polizia, o una perizia), prima gli chieda almeno di documentare il proprio curriculum con carte timbrate e non solo con punti esclamativi.

- - -

Comunque sia, non nutriamo dubbi che Frassi un po' di criminologia a Bristol la possa aver studiata davvero, anche perchè egli nel brano immediatamente successivo del suo sgangherato articolo, riesce ad esprimere finalmente un concetto sensato e competente. Vediamo quale.

Frassi si rivolge qui ai membri di un comitato di cittadini reggiani, nato spontaneamente a difesa di un indagato per pedofilia, ammonendoli affinché essi non trasformino il proprio umano sostegno, in una battaglia troppo urlata ed irrigidita sulla pregiudiziale ipotesi della sua innocenza.
L'abusologo bergamasco li avverte del rischio che, così facendo, essi stiano impostando un potenziale conflitto di lealtà ed una eccessiva identificazione con un falso Sé, col risultato di bruciare il terreno attorno al loro protetto e precludergli ogni futura possibilità di ravvedimento, o di elaborazione di una colpa, che andrebbe considerata possibile almeno in linea di principio. Frassi cita loro l'esempio di un sex offender, abile a dissimulare sotto inchiesta:
  • "Paradossalmente tanto più la gente gli credeva (grazie anche al fatto che lui era stato bravo a proclamarsi innocente…la spiego male e velocemente per brevità, ma sono certo che mi capirete), tanto più a condanna avvenuta lo stesso tentava il suicidio. Perché a condanna avvenuta il castello creato incominciava ad incrinarsi, la facciata a crollare e lui, per difendersi, si toglieva di mezzo. Parlo ovviamente di pedofili accertati e non mi rivolgo al vostro caso, noooo….però vi suggerirei un altro tipo di approccio. Perché questo, quello cioè che avete in corso, potrebbe un giorno diventare pericolosissimo per il vostro assistito. E non vi libererete dai sensi di colpa, se allora darete la colpa a chi l’ha attaccato…… Vi consiglio pertanto di stargli vicino (ci mancherebbe altro, nessuno lo criticherebbe), ma da privati cittadini. Senza manifestazioni di piazza o altro, avrete peraltro tutto il tempo per farle se si scoprirà essere un povero innocente. Portare i processi in piazza, organizzare corsi dal titolo “Chi è il bambino”, attaccare associazioni anti pedofili….bhè non sono certo atteggiamenti scaltri, rispettosi ed intelligenti, tutt’altro……"
Questa raccomandazione di Frassi difficilmente potrà toccare i cuori di Michela e Federica, le due donne del comitato che si erano lamentate della sua pregiudizialità e a cui il sedicente abusologo si è degnato adesso di dedicare una risposta piena di infantile sarcasmo, dopo che egli già in passato ne aveva insultato più volte il comitato, talvolta anche con mezzi immondi.
Se egli avesse voluto tenere un canale di riflessione con questo comitato, forse avrebbe prima dovuto evitare di sbattere per mesi il loro tutelato già come un orco sulle pagine del proprio blog, in mancanza finora di qualsiasi pronunciamento di condanna. E' irritante sentire proprio uno come Frassi, pontificare adesso sull'importanza di non inchiodarsi da soli a verità pregiudiziali.

Ciò non toglie che, in astratto, il consiglio di Frassi rispetta una logica fondata e per una volta almeno rivela uno spunto di vera competenza criminologica.
Ma allora... perchè Frassi non si accorge che, a parti invertite, proprio il suo medesimo ragionamento dimostra anche la pericolosa gravità dei comportamenti tenuti dall'associazione Prometeo, nei casi giudiziari di cui si occupa?



Da questo pulpito?

Il 27 maggio scorso, la Corte di Appello di Brescia presieduta dal giudice Mario Sannite ha nuovamente assolto le due suore Orsoline, che furono accusate di orrendi stupri collettivi verso i bambini dell'asilo che gestivano a Cazzano Sant'Andrea (Bergamo).
La loro condanna in primo grado fece pensare ad un nuovo asilo degli orrori, un altro caso di presunto "satanic ritual abuse", che alla prova dei fatti si dissolve invece come una bolla di sapone e mostra la sua vera natura di fenomeno di suggestione collettiva, basata su isterismi popolari e cialtroneria del sistema inquirente.

Le prime (infondate) segnalazioni di due famiglie bergamasche contro le suore, furono raccolte nel 1999 proprio dallo sportello di Prometeo onlus, forse da Frassi in persona, e girate ai suoi amici in polizia giudiziaria. La pubblica accusa venne poi condotta dalla PM Carmen Pugliese, amica personale di Frassi e regolare ospite dei convegni di Prometeo, la stessa che nel gennaio 2009 scopriva improvvisamente il rischio di false accuse di violenza sessuale, ma nel 2000 dava ancora straordinario credito alle fantasie pedosataniste di Frassi ed alle bizzarre dichiarazioni riportate dalle mamme di quei bambini.

Deontologia vorrebbe che, se un'associazione antipedofilia segnala un caso alle autorità giudiziarie e smista le famiglie a servizi di cura psicologica, su quel caso si mantenga poi un rigoroso riserbo e una disinteressata astensione.
Niente di tutto ciò per Frassi, che scatenò invece più volte il suo blog e i suoi collaboratori al linciaggio pubblico delle suore, solo per attirare altra attenzione su di sé. In seguito più volte vi furono pubbliche prese di posizione contro Prometeo, ad esempio il 3/07/04 in un articolo sull'Eco Di Bergamo gli si intimava di chiedere scusa:
  • "(...) per tre anni le religiose non si sono dovute difendere solo dalle accuse mosse dai magistrati, ma anche dai giudizi (e pregiudizi) velenosi di chi è abituato a emettere sentenze irrevocabili prima ancora che la giustizia abbia fatto il suo corso. Sui siti internet di rumorosi paladini dell’antipedofilia si possono ancora oggi leggere ingiurie infamanti nei confronti delle due religiose ultrassessantenni"
Scuse mai pervenute. Son passati 5 anni e altre due sentenze, ma Frassi resta lì impalato, sempre uguale a sé stesso ed alle proprie peggiori fantasie. Sul suo blog, i vecchi articoli che parlano del caso sono ancora taggati sotto la voce "suore pedofile".

Si badi che in questo caso, la critica a Frassi e Prometeo onlus non è relativo mica solo a una questione di mala-propaganda e diffamazione sistematica delle suore; visto il suo comportamento successivo, appaiono leciti dubbi anche sulla obiettività delle delicate operazioni iniziali di raccolta anamnestica e segnalazione giudiziaria, che associazioni come Prometeo e soggetti non qualificati come Frassi, si arrogano in base a non-si-sa-quale ruolo istituzionale.

Della nuova assoluzione delle due suore Orsoline ne ha dato notizia anche il blog di Frassi. A denti stretti, per minimizzare l'assoluzione si reinventa però una categoria giuridica ormai da tempo cancellata dal nostro ordinamento giudiziario:
  • "PROVE INSUFFICIENTI! Come previsto assolte ieri le suore, con la seguente motivazione: insufficienza di prove."
Forse a Bristol, di certo non in Italia. Poco male, non scopriamo certo adesso l'ignoranza giuridica e la partigianeria del Frassi.
Furioso per la seconda sconfitta giudiziaria in pochi giorni, per entrambi i suoi cavalli di battaglia dell'abuso pedosatanista collettivo (dopo la recentissima conferma dell'assoluzione anche in appello per le maestre dell'asilo Sorelli di Brescia), Frassi sembra reagire stavolta in modo ancor più scomposto del solito e, in una sorta di psicodramma privato, urla al mondo che Prometeo non ha perso proprio nulla e che i suoi scopi non erano mica stati compresi:
  • "C’è probabilmente gente che pensa che il nostro lavoro sia quello di fare la caccia ai pedofili. Festeggiando a caviale e champagne quando vengono condannati e cadendo in depressione quando sono assolti. Inutile dire come questa gente (solitamente minoritaria e di parte, ma questo è un altro discorso) non abbia capito, per dirla con un francesismo, un cazzo! Poiché il nostro compito non è quello di fare processi di piazza, o caccia alle streghe, bensì di dare voce alle vittime (spesso con toni volutamente alti, frutto più di un grido di dolore che di arroganza!!!!!) e di dare sostegno alle stesse. Questo il nostro compito. Inutile, peggio, ridicolo, attribuircene altri."
In questa affermazione, Frassi stesso parrebbe confermare che gli operatori di Prometeo non stappano la classica bottiglia di champagne, quando festeggiano le condanne di presunti pedofili nei processi in cui sono interessati.
Il resto lascia invece delusi: dunque Frassi non avrebbe mai voluto dare, anzi "fare" la caccia ai pedofili, maddai? Come glielo spieghiamo adesso a tutti quei suoi fans, che l'anno scorso hanno perfino comprato da Prometeo la maglietta "I'm a pedohunter"? Son previsti rimborsi?
I lettori del suo mondo-blog dovranno abituarsi a tempi di magra, niente pù processi di piazza né mostri sbattuti in prima pagina?
Non è un caso se Frassi adesso schiuma contro quei cloni, che sul web lo stanno superando a destra:
  • "Non siamo un blog fatto di articoli copia e incolla, né la vetrina per poveri frustrati analfabeti che nella vita non sanno cosa fare e si danno identità e ruoli, che non hanno, né si meriterebbero….."
Non è la prima volta che ci rammarichiamo che a Frassi manchi uno specchio, quando lancia certe invettive. Fortuna che nel suo caso ci son ben quattro master in criminologia a legittimare il suo ruolo, no?

Di sicuro, nessun altro blogger potrà mai battere Frassi per punteggiatura pulp, dagli "esclamativi di garanzia", a tutte quelle serie di puntini, raramente tre alla volta come prassi, ma in sequenze creative, degne di un dialetto morse ... .. ...... .. .... (le stesse che si ritrovano anche in molte delle anonime "storie vere di abuso" che vengono pubblicate nella sezione "Le vostre testimonianze" del sito di Prometeo).
  • [P.S.: che siano i puntini messi a casaccio, il famoso sintomo patognomonico mancante della sindrome da vittimizzazione da abuso sessuale?]

Se c'è qualcosa di tragicamente ridicolo in questa storia, è la faccia tosta di un improvvisato scrittore, che per un decennio ha cercato con ogni mezzo di diventare il punto di riferimento italiano per tutte le cacce alle streghe pedofile e oggi rinnega il proprio passato, senza però chiedere scusa e rifondere i danni.


Dalla parte dei bambini, sempre?

Pur di distogliere l'attenzione dalle fallimentari crociate di Prometeo, Frassi fa finta di preoccuparsi oggi del comitato reggiano. Eppure egli nemmeno sa se, in caso di eventuale dimostrazione di colpa e condanna (il processo è in corso), essi vorranno magari cambiare registro ed aiutare il proprio protetto ad elaborare un diverso percorso. Valido il consiglio, ma lasciamogli almeno il beneficio del dubbio, no?

Invece, di Frassi e Prometeo purtroppo già abbiamo visto che neanche dopo la dimostrazione dell'errore, essi sospendono la cavalcata del delirio, né iniziano ad occuparsi del vero problema di quei bambini.
Stiamo parlando proprio del danno da impropria vittimizzazione giudiziaria dei bambini protagonisti delle vicende di falso abuso collettivo in tre asili tra Bergamo e Brescia, sui quali la Prometeo si è catapultata.
Entusiasta di poter gridare anzitempo al pedofilo, Frassi come un burattinaio ha organizzato le famiglie, indirizzato bambini a psicologi selezionati, preparato le loro audizioni, brigato con i procuratori e gli agenti di polizia giudiziaria, montato una durissima campagna mediatica, in cui perfino molti degli stessi genitori sono stati irresponsabilmente reclutati come collaboratori attivi.

Le stesse parole con cui Frassi oggi fa la predica al comitato reggiano sui rischi del pregiudizio, a rileggerle dovrebbero suonare sinistre anche per lo stesso abusologo:
  • quello cioè che avete in corso, potrebbe un giorno diventare pericolosissimo per il vostro assistito. E non vi libererete dai sensi di colpa, se allora darete la colpa a chi l’ha attaccato……
Non è esattamente ciò che razzola tanto male a Bergamo e Brescia?

Per capirne qualcosa di più su cosa combina l'Associazione Prometeo, vediamo il riassunto che ne dava Frassi stesso in un articolo tratto da Famiglia Cristiana:
  • "Composto da una trentina di volontari, tra i quali medici, psicologi, insegnanti, ma anche genitori toccati dalla piaga della pedofilia, "Prometeo", che collabora stabilmente con le Procure di Milano, Bergamo e Brescia, si è dotata di un centro d’ascolto che offre consulenza, accompagnamento del minore abusato, preparazione del bambino al colloquio e alle udienze in tribunale, che a volte possono rappresentare un’ulteriore violenza sulla piccola vittima. Di recente l’associazione ha inaugurato nella zona del Basso Sebino anche un "gruppo di auto-aiuto" per genitori di figli abusati: «Una specie di piccolo consultorio, in cui il condividere e verbalizzare l’esperienza traumatica contribuisce a far superare l’inevitabile fortissimo senso di colpa che accompagna queste coppie, e a far sopportare i tempi lunghissimi dei processi», spiegano a "Prometeo".
Oppure, da una intervista a Massimiliano Frassi:
  • D: Ti ho visto spesso insieme ai tuoi operatori fuori dalle aule di Tribunale. In paziente attesa. Cosa fate esattamente e puoi aiutarci a capire chi è il pedofilo che vi ritrovate ad affrontare al giorno d’oggi?
  • R: «Cosa facciamo?! Aspettiamo. Non così pazienti come dici di vederci, ma aspettiamo. Che finisca il processo, le vittime escano e possano trovare qualcuno che le accolga. Le accompagni fuori, anche solo per un caffé. Si faccia carico della loro sofferenza. Delle loro lacrime. Di quei racconti che hanno fatto loro rivivere tutto quanto. Ampliandone il dolore. Magari mentre a pochi metri di distanza “lui” il predatore sbadigliava annoiato o le sfidava, ridendo…..»
Frassi ammette di aver raccolto in molti casi le "anamnesi" ed i racconti dei bambini, addirittura prima che questi venissero sentiti dalle autorità giudiziarie:
  • «In alcuni casi precedenti abbiamo realizzato anamnesi sui bambini, e poi inviato un fascicolo con i loro racconti in procura».
Quanta sollecitudine, forse temeva che le procure non avessero i mezzi per compiere da sole quelle delicate operazioni irripetibili? E siamo certi che l'associazione Prometeo si sia avvalsa sempre di professionisti certificati per tali operazioni, o se ne sarà occupato Frassi in persona?
Non riteniamo che i master di Bristol lo abilitino all'esercizio delle professioni medico/psicologiche.

- - -

I maxi-processi di Bergamo e Brescia si stanno concludendo, dimostrando inequivocabilmente l'errore di genitori ed inquirenti della prima ora. Eppure gli stessi, forse comprensibilmente incapaci di liberarsi di un soverchiante senso di colpa, ancora danno la colpa dei sintomi fittizi dei minori, agli stessi fantomatici pedofili che senza successo hanno finora accusato. E trovano conforto solo rinchiudendosi nell'abbraccio di Mr. Prometeo, che li pettina con la propria becera partigianeria criminologica:
  • "Per questo quando si sente parlare di “genitori che si contagiano autoconvincendosi che i propri figli abbiano subito abusi” non si può che ridere. Amaramente".
Invece di studiarsi le sentenze e dotarsi di consulenti davvero preparati a 360°, che possano fornire un sostegno valido ai loro assistiti, oggi Frassi e i collaboratori di Prometeo inchiodano ancora quei bambini in una realtà ormai disconfermata.
"Dare voce alle vittime" non è mica sempre sinonimo di sostegno, né è sempre compatibile con la deontologia psichiatrica, ma questo Frassi non sembra averlo mai studiato a Bristol, e non mostra alcuna intenzione di cambiare marcia.
Stiamo parlando di parecchie decine di bambini lombardi, molti dei quali nel frattempo si saranno definitivamente lasciati convincere di aver vissuto traumi raccapriccianti, solo per evitare un conflitto di lealtà con le isteriche aspettative dei propri genitori.
Peggio ancora, per alcuni di essi si teme che ad anni di distanza possano essere ancora sottoposti a dannose psicoterapie antiabuso, per una diagnosi sbagliata dalla quale non vengono liberati solo per non contrariare Frassi e le psicologhe di fiducia di Prometeo.

Questa è la vera immane tragedia, di cui oggi le autorità giudiziarie e socio-assistenziali lombarde dovrebbero occuparsi almeno un minuto, dopo aver speso anni e milioni di euro appresso a criminologie e processi strampalati. Mentre le suore e le maestre indagate escono a testa alta dal tribunale, molti di quei bambini vanno ancora aiutati ad uscire fuori dal delirio pedosatanista in cui sono stati sprofondati.
Intanto la Procura di Bergamo, che pure avrebbe già tutti gli atti in mano, ancora dorme. Certo che, se dovessero decidere di scoperchiare finalmente il pentolone, la procura dovrebbe innanzitutto spiegarci quali siano stati i criteri per i quali Massimiliano Frassi e Prometeo onlus sono stati identificati come partner dell'azione giudiziaria di tutela minorile. Ma che non vengano a parlarci di troppi master in criminologia.

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Parafrasando Frassi stesso, agli operatori di Prometeo onlus e delle altre associazioni anti-pedofilia che si occupano di bambini vittime di presunti abusi,
  • consiglio pertanto di stargli vicino (ci mancherebbe altro, nessuno lo criticherebbe), ma da privati cittadini. Senza blog o altre piazzate, avrete peraltro tutto il tempo per farle se si scoprirà essere davvero una povera vittima. Portare i bambini da certi psicoterapeuti, sputtanare gli imputati a Montecitorio, organizzare centri di "preparazione" dei bambini alla udienza, diffamare gli avvocati della difesa….bhè non sono certo atteggiamenti scaltri, rispettosi ed intelligenti, tutt’altro……"
Forza, Frassi. Una embrionale logica di base dimostra di averla appresa, ci sembra che serva però almeno un altro master. Al quinto, forse gli insegneranno anche qualcosa sui pericoli dei falsi abusi e sui gravi danni che possono compiere le associazioni anti-pedofilia e di sedicente tutela dei bambini, sequestrandoli a vita in una sola verità potenzialmente dannosa e non revisionabile.

Ugo

109 commenti:

Ugo ha detto...

Sull'assoluzione delle suore di Cazzano, la reazione del blog di Roberta Lerici è stata se possibile ancor più indegna di quella di Frassi.
La notizia viene copia-incollata all'interno di un profluvio di vecchie sendenze di condanna e morbose dichiarazioni di abuso, sottolineate come se la Lerici non sapesse che il processo ha dimostrato che erano false e nemmeno venivano dalle bocche dei bambini.

In fondo è un bene che la Lerici ogni tanto voglia ricordarci che è una tricoteuse, in cerca di attenzione a scapito dei concittadini.
Non per nulla, fu lei quella che nel 2006 contattò Frassi, per importare a Rignano Flaminio i suoi stessi tragici errori.

Che Lerici si studiasse le sentenze, invece di far finta di essere esperta di tutela minorile.
Qui avrebbe ragione Frassi, a ricordarle che saper fare un copia incolla non sostituisce quattro master in criminologia.

Anonimo ha detto...

Frassi sarebbe un burattinaio? E le marionette? La Lerici? Se è così sono quelli che li temono ad avere qualche problema...

Anonimo ha detto...
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il-giustiziere ha detto...

@ ugo

Ti butto una provocazione??

E se fosse colpa nostra???
Se Frassone "FOURMASTERS" avesse intenzione di maturare un altro sè (liberandosi di quello falso) che le nostre prese impedirebbero?????????

Urge riflessione....

Juliette ha detto...

Ho notato una cosa...

Nel blog della signora di Rignano, la scrivente negherebbe o quantomeno ridimensionerebbe certe sue dichiarazioni "a caldo" riportate dalla stampa e dal libro di Cerasa, ovvero quella - che a me personalmente fa rabbrividire e stare male, e che mai e poi mai sarebbe il caso di divulgare in pubblico o usare a mo' di slogan - sulle "sei bambine deflorate".

Insomma, 2 anni dopo che - se Dio vuole - gli esami medici hanno dimostrato che i bambini di Rignano sono intatti, la signora fa retromarcia. Lei non avrebbe mai detto questo. Che dire, il vizio della smentita è trasversale agli schieramenti.

Poi però in un altro post calca ancora (contraddizione?) su presunte atroci lesioni fisiche patite dai bambini di Rignano (e mai notate dai genitori che andavano a riprenderli a scuola, ma solo dopo, a denunzia sporta, vale a dire mesi dopo... ma tant'è...)e a questo punto non ci si capisce più niente.

Mistero della fede!

A volte vorrei anche commentare quel blog - porre domande alla signora - ma poi mi trattengo perché qualcosa mi dice che instaurare un dialogo accettando di avere dei dubbi non sia qualcosa che ella contempla...

Gianni Perfetti ha detto...
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Anonimo ha detto...

"Don Stefano, per umiliare i bambini che abusava, faceva mangiar loro i propri escrementi"
Il riferimento è chiaramente a Don Stefano Bertoni, curato dell’oratorio di San Faustino a Brescia, che nell'ambito del processo per i casi dell'asilo "Sorelli" era stato accusato di aver partecipato agli abusi sui bimbi ed anche di gesti particolarmente turpi come quello che riporta Frassi. Frassi riferisce il fatto come se fosse vero, nonostante sappia benissimo che proprio lo scorso mese di aprile Don ''''

Suor ...... mi voleva far leccare la cacca sulla mutandina. Io non l'ho fatto perchè mi fa schifo e lei mi ha picchiato...mi ha infilato un il ditino dentro la patatina e mi ha fatto tanto male...
Sempre riferito dai genitori...
Indovinate di quale caso si parla e chi sarà stato l'ispiratore?

Ugo ha detto...

@ Giustiziere: sei sagace

@ Perfetti: perdona, ma sai che cancello anche le vs risposte

@ ultimo anonimo: osservazione molto acuta. Se ben comprendo, lei sta mettendo a confronto una dichiarazione relativa al caso Brescia-Sorelli (che Frassi declamò a Montecitorio), con una delle dichiarazioni di abuso che comparvero contro le suore di Cazzano.
Effettivamente esse condividono il bizzarro dettaglio della costrizione dei bambini a mangiare escrementi (ricordiamolo, son falsità ormai dimostrate, che vennero riferite dai genitori dei bambini).
Sarebbe una vera rarità criminologica, molto strano ritrovarla quasi uguale in due processi diversi, per due casi del tutto separati.

In entrambi i casi, fu Prometeo onlus e Massimiliano Frassi a intervenire sulle famiglie. Può essere che vi sia stato un contagio dichiarativo fra i bimbi di Cazzano e quelli Brescia?
Sarebbe interessante seguire questa pista, bisogna verificare però tempi e modi, prima di saltare alle conclusioni.
Chissà se Carmen Pugliese avrebbe tempo di scartabellare...

Ugo ha detto...

L'aiutiamo proponendo due possibilità, puramente in linea di principio:

1) contagio diretto tra due o più bimbi coinvolti rispettivamente in casi diversi (avvenuto magari casualmente o per grave distrazione all'interno di qualche "centro di ascolto e preparazione del minore"). Qualcosa di simile è stato ipotizzato (ma mancano verifiche) per spiegare un possibile contagio dichiarativo tra i bimbi di Vallo della Lucania e quelli di Rignano, in quanto almeno uno dei primi avrebbe seguito il percorso Girasole al Bambin Gesù, forse negli stessi giorni in cui erano in valutazione quelli dell'Olga Rovere.

2) contagio indiretto, ovvero portato ad entrambi da parte di un unico operatore del sistema socio-giudiziario, venuto in contatto con i diversi bambini/famiglie in tempi diversi. Il fattoide passerebbe non direttamente tra bambini ("a reticolo"), ma verrebbe indotto in entrambe le occasioni dallo stesso operatore mediante domande suggestive o simili, basate sulla conferma di propri pregiudizi.
In questo caso, il dettaglio degli escrementi leccati/mangiati sarebbe indicativo soprattutto delle fantasie e dei temi morbosi preferenziali dell'operatore.

Oltre a Massimiliano Frassi (ed eventuali psicologi/operatori di Prometeo), esistono altri che hanno avuto contatti sia coi bimbi di Cazzano che con quelli del Sorelli/Brescia?

Ugo ha detto...

(o coi loro genitori, visto che poi è da lì che arrivano le dichiarazioni)

Anonimo ha detto...

@ugo
l'anonimo delle 16.59 si riferisce proprio al caso Vallo della Lucania:
E questo è il terzo caso che si parla di escrementi:
Decisamente un po' troppi

ivan il terribile ha detto...

Escrementi sono quegli individui che vedono il male dove non c'è!!! Pretendono di inghiottire nella propria oscurità anche gli altri per non interrogarsi sull'inutile esistenza che conducono...

Ugo ha detto...

Scusate, allora ho fatto confusione, il dettaglio sarebbe in comune ai casi di Brescia-Sorelli e Vallo della Lucania.
Cazzano dunque l'ho tirato in ballo io per sbaglio, non c'entra (niente per la PM Pugliese). O forse anche a Cazzano era uscita la stessa storia degli escrementi leccati?

Comunque, se fosse un contagio tra Brescia e Vallo Lucania, l'ipotesi più probabile sarebbe la seconda delle due che ho riassunto sopra (contagio indiretto per causa di un operatore). I soliti sospetti.

[opportuno ricordare cmq che a Vallo il quadro probatorio non è stato ancora vagliato in un processo, a rigor di giustizia non può ancora dirsi accertata la falsità delle accuse]

Sarvan '70 ha detto...

Anche a Cazzano era venuta fuori una storia di orge escrementizie: i bambini avevano «raccontato» di essere stati costretti a fare giochi in cui defecavano e orinavano gli uni addosso agli altri.

La coprofagia è una costante nei racconti dei cosiddetti «survivors». Può darsi che Frassi ne abbia sentito parlare da Ray Wyre, chi lo sa. Sta di fatto che i riferimenti scatologici, nel suo mondo-blog, sono diffusi e piuttosto disgustosi (ricordo per esempio la vignetta che mostra un galeotto in procinto di annegare letteralmente in un deposito di materia fecale; inoltre, il sostantivo «merda» ricorre con preoccupante frequenza negli sproloqui frassiani).

Dal momento che il ripugnante blog del Frassi, pur dichiarando di essere destinato a un pubblico adulto, si rivolge, sporadicamente, anche ai bambini (con il Flipper show), non si può non essere preoccupati.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Anche a Rignano si parla di coprofagia e coprofilia, Mansi non si è fatto mancare nulla e non vuole essere da meno dei suoi colleghi.
Insomma alla fine queste indagini finiscono nella merda....

Anonimo ha detto...

Bene, ben detto!

Anonimo ha detto...

@ultimi anonimi
...indagini cominciate con la merda , finiranno con la m....!!!

@UGO (che Frassi declamò a Montecitorio),presente e intervenuto
il sig. Del Gaudio, padre di una bambina di Vallo della Lucania,
accompagnata, per sua pubblica ammissione nel torrido giugno 2006
al B/Ghttp://www.radioradicale.it/scheda/228895/la-repressione-sessuale-una-politica-che-genera-violenza-basta-con-le-omerta-vaticane

Ugo ha detto...

@ ultimo anonimo:
non comprendo bene, e temo che il suo commento possa risultare ingiustamente diffamatorio.
Forse deve solo spiegarsi meglio, ma lo faccia al più presto, altrimenti cancello: ripeta per favore usando più parole, sia più dettagliato (per non lasciare dubbi su ciò che intende) e citi più chiaramente la fonte.
Grazie.


P.S. per tutti: per cortesia dateci un taglio a certe espressioni volgari, per quanto siano solo battute. Non aiuta nessuno e la delicatezza del tema ci impone comunque toni misurati.

Anonimo ha detto...

@UGO
mi scuso se sono stato poco chiaro.
Volevo solo evidenziare il rapporto
tra Frassi e questo genitore di Vallo, che nell'occasione tengono una conferenza insieme e dove Frassi parla dell'episodio di Don Stefano.
Cmq per non generare confusione ha ragione lei, è meglio cancellare.
Chiedo scusa.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Ma non sono passati un po' troppi anni tra un caso e l'altro per parlare di contagio? Troppi anni e troppi chilometri, miei cari. Vi stimo molto, ma questa volta la vostra teoria non reggerebbe neppure in un'aula scolastica. Non vi viene in mente una spiegazione più credibile?

Anonimo ha detto...

La musa ispiratrice è sempre la stessa,i trucchi del mestiere uno non li dimentica mai.
Oltretutto Vallo e Rignano sono quasi un parto gemellare.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

"Paradossalmente tanto più la gente gli credeva (grazie anche al fatto che lui era stato bravo a proclamarli colpevoli...) tanto più, ad assoluzioni avvenute, il castello creato incominciava ad incrinarsi,la facciata a crollare e lui, per difendersi, si toglieva di mezzo".
Con qualche piccola modifica, aderente peraltro alla realtà dei fatti, Frassi profetizza su se stesso.

Anonimo ha detto...

Coprofagia, sangue fatto bere ai bambini e altri particolari dei riti satanici raccolti nei verbali delle varie vicende ricordate, sono tutte presenti in letteratura, ovvero in tutti i libri che raccontano di questo argomento. I libri americani, inglesi e pure quelli in italiano.
Il fatto che ritornino nelle dichiarazioni dei bambini, o meglio in quelle dei loro genitori, non può stupire.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

@ Anonimo

"Il fatto che ritornino nelle dichiarazioni dei bambini, o meglio in quelle dei loro genitori, non può stupire".

Ben detto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Il fatto grave è che non ritornano
così,genericamente.
Vengono indicati come fatti ben circostanziati e dai quali vorrebbero far partire una indagine.
@all'anonimo delle 9.55

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Salve...vediamo se posso esservi di aiuto nel decodificare alcune cose di cui state analizzando.. Anche nel primo caso di Brescia e cioè il caso "Abba" uscì la storia della mer..dagli atti:..a un minore fecero dire..'e dichiara di essere stata legata in classe ad una sedia in orario di lezione e trasportata in quella posizione da una classe ad un’altra. Che la facevano uscire scavalcando la ringhiera del muro di cinta alto oltre 1 metro e 70. Che le facevano mangiare la cacca e bere la pipì, ma anche poi assaggiare pesce, ed inoltre è stata obbligata ad uccidere un uccellino.ancora..e ancora: Alla fine di marzo (..) affermava che quelle persone le davano le palline di cacca e che, dopo averle mangiate, non vedeva bene, faceva fatica a camminare e quando si svegliava aveva croci sul petto...e ancora...Il capo di imputazione fa riferimento a sostanze narcotiche di cui si sarebbero avvalsi i correi nel compimento dei gravi delitti di abuso sessuale. Le “palline di cacca” di cui parla xxxxx, nell’ipotesi accusatoria sarebbero dunque pastiglie contenti del sonnifero, o altro genere di droga, utilizzate per stordire la piccola durante il compimento dei riti orgiastici.

Come vedete il fattore M 'mer..' emerge inseguito anche nel caso Sorelli sempre a Brescia.
Attenzione l'elemento 'cacca'(in italia) nasce nel caso delle Suore di Bergamo, si trasferisce a Brescia nei casi Abba e Sorelli, passa poi a Rigneno Flaminio e se qualcosa non mi è sfuggito non è niente che la semplice impronta digitale del passaggio di frassi.
Certamente il giornalista Matteo Pandini amico del nostro cavaliere bergamasco potrebbe essere più preciso..

Anonimo ha detto...

Se l'ordine degli psicologi del Lazio adotta le proprie linee guida nella propria regione, mi chiedo se le sentenze dei tribunali di quella regione saranno lette ancora nel nome del Popolo Italiano o nel nome de "ste Burini Laziali?"

Anonimo ha detto...

E' la solita caciottara...

Anonimo ha detto...

Invece di buttarla in caciara l'hanno buttata in caciotta....
Complimenti a Marialori Zaccaria presidente del disordine degli psicologi del Lazio.

Anonimo ha detto...

Non si accordano tra di loro nemmeno sulle regole da seguire e si pretende che diano un parere al giudice secondo "scienza e coscienza". Vadano a pascolare i bovi...

toni ha detto...
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http://www.google.it/url?sa=t&source=web&ct=res&cd=5&url=http%3A%2F%2Fsocietapsicologiagiuridica.org%2Fuploads%2Fosservazioni_ordine_lazio(1).pdf&ei=q0Y7SpPKLdmNsAbsuIVj&usg=AFQjCNHyshaQlaRnhN4xl_7aQyZPFO3gdw&sig2=ziAYkswLDuxQdLbdKhHQAw

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Perché indagare solo sul tribunale fallimentare di Mila­no?

Perché non estendere le indagini anche su altre sezioni dello stesso tribunale e su altri tribunali per accertare (oggi come in passato) i criteri e il contesto delle nomine dei consulenti da parte dei magi­strati???

E' un caso che nei casi di presunti abusi circolino sempre gli stessi nomi tra gli avvocati di parte civile e tra i periti della pubblica accusa???

Perché i professionisti di questo settore, in­vece di lasciar correre eventuali voci di corri­doio, non mettono anche loro per iscritto dettagliate confidenze???

Nel supremo interesse dei minori non si dovrebbe indagare sempre e comunque, anche in questa direzione?

Anonimo ha detto...
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Ugo ha detto...

@ Toni
Ho dovuto cancellare nuovamente un paio di tuoi messaggi di contenuto ingiurioso, con l'aggravante di essere stavolta del tutto privi di contenuti al di là dell'invettiva.
Su questo blog si possono riportare e discutere anche notizie relative al tuo caso, ma non sono disposto a diventare tribuna per semplici sfoghi personali, ai limiti del reato.
Immagino la tua sofferenza e sto ancora applicando un margine di tolleranza, ma ti ho già pregato due volte di non insistere su questa linea, mi auguravo di non doverlo ripetere.

Se fosse tua intenzione utilizzare davvero il web per mettere alla berlina una ingiustizia e l'incompetenza di chi ti ha danneggiato, ti invito ad aprire tu stesso un blog personale di denuncia, assumendoti tutte le responsabilità di ciò che fai.
In tal caso ti seguiremo con attenzione e se possibile ti sosterremo.

A questo si aggiunge che hai cominciato pure a litigare coi troll, alimentando flames inutili che sai bene non concedo. Poi rispondi alle cancellazioni con altri messaggi in cui chiedi spiegazioni, aggiungendo solo OT su OT.
Ti invito ad interrompere subito questo atteggiamento.

Cancello ogni risposta o successivo messaggio sull'argomento.
Se Toni o altri vogliono saperne di più sulle scelte della moderazione o segnalare sbagli, scrivete una email e riceverete una attenta risposta.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Commento eliminato ha detto...
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DagoRed ha detto...
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Ugo ha detto...

Mi era sfuggito un articolo pubblicato su Tempi del 9 giugno, che tratta del caso di Don Ruggero Conti.
Viene messo in evidenza il ruolo de "La onlus che gliel’ha giurata" (ovvero Caramella Buona), l'intento dell'autrice Clara Petri appare scettico, se non francamente critico verso la loro azione e verso l'altro prete, accusatore di Don Conti.
Il nocciolo dell'articolo resta comunque solo allusivo, senza fornire chiari elementi concreti di contestazione. O sbaglio?

Gianni Perfetti ha detto...

Caro Ugo , a me l'articolo non era sfuggito! e direi che non sbagli! E' un articolo di quelli che si basa unicamente sul principio che "noi lo conosciamo e non può avere fatto quelle cose". Un po' poco per articolare una difesa credibile (e trovo giusto che da parte tua rifiuti, data l'impostazione del blog). Certo che, l'Onlus "che gliel'ha giurata" e "il prete con il vizio della denuncia" potrebbero far venire dei dubbi! Rimaniamo comunque garantisti in ossequio al principio (inderogabile...) che è all'accusa, e sempre, solo, all'accusa che spetta l'onere della prova!

Gianni Perfetti ha detto...
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toni ha detto...

A volte accadono cose di segno opposto del tipo: certo un tipo strano, dalle idee anticonformiste, una personalità contorta, nevrosi, depressione....
Talvolta basta e avanza per abbozzare un dilettantistico "criminal profiling", trovare il nesso causale e dirimere la faccenda in favore dell'accusa.

DagoRed ha detto...

la verità è che è sempre difficile dare giudizi su vicende sulle quali, per forza di cose, si hanno notizie sommarie e di parte, anche se in genere sono notizie provenienti dall'accusa, che ha un vantaggio enorme nell'accesso alla comunicazione, almeno fino all'inizio del processo.
I contrasti tra Conti e il suo vice erano già noti, ma il fatto che questi sia stato allontanato a ragione dall'incarico non dimostra che le sue accuse non siano vere.
Sulla presunta persecuzione della onlus bisognerebbe saperne di più, mentre l'articolo si mantiene, appunto, sul tono allusivo, anche per evitare grane legali, suppongo.

Anonimo ha detto...

uno scritto del genere non dovrebbe, a mio parere, essere definito articolo in quanto ben lontano dalla pura e asettica informazione e vicino altresì ad un commento del tutto personale e privo di riscontri oggettivi.
il caso, proprio per la sua delicatezza, dovrebbe essere trattato da vero giornalista, "da manuale" insomma, evitando quindi pareri e allusioni personali.
A differenza del Frassi, la onlus Caramella Buona, da quanto si legge nei propri comunicati, non si presta al metodo frassiano e riporta correttamente la situazione facendo trapelare chiaramente la sua posizione ma restando comunque in attesa di un verdetto che non spetta alla onlus, riconosciuta tra l'altro, parte civile. Parte civile a tutti gli effetti, lo specifico, poichè alcuni sostengono di essere riconosciuti tali solo perchè assistono al processo e fanno volantinaggio diffamatorio.
Noto sempre con piacere che il questo blog, come anche in quello del Giustiziere, non si generalizza sulla natura delle onlus ma si valuta con attenzione la differenza di operato.

toni ha detto...

Si tratta anche secondo me di uno scritto in cui, se pure allusivamente, ci si schiera pregiudizialmente con l'imputato, anche se posso comprenderne le ragioni sentimentali ed emotive.
Mi spiego assai meno, ma forse sono io che non capisco, di che genere di notizie, se non quasi sempre sommarie e/o di parte (come la cronaca locale), sia in possesso il comune di roma, quando delibera per 'default' di costituirsi parte civile in tutti i processi.
Il principio informatore è la previsione di colpevolezza sempre e a prescindere nei confronti del pre-giudicato?

l'Anonimo di prima sempre vs Tempi ha detto...

No, la delibera ORA, a seguito del caso Conti, prevedrà in futuro la costituzione di parte civile anche per i reati sessuali commessi su minore visto che prima era ammessa solo per reati sessuali commessi sulle donne...ma chiaramente dovranno esserci i presupposti oltre la delibera!Il processo a Conti si è aperto quindi con grandi novità: il radicale Staderini che si costituisce al posto del comune di Roma, la Caramella Buona che si costituisce come Onlus contro la pedofilia e come parte attiva del caso in quanto i primi testimoni si sono rivolti proprio alla onlus,
il giudice che riconosce le parti civili, il sindaco che crede di farne parte ma apprende il contrario nelle stesse ore quindi licenzia, ritratta, modifica e delibera..insomma, forte come inizio non credete?
ps:chi sarebbe questo guro?!poco importa, Tempi continua a toppare:informazione scarsa e affatto professionale!!

toni ha detto...

Si, questo si, ho seguito la vicenda. Intendevo dire un'altra cosa: il regolamento comunale, che prevedeva la costituzione di parte civile in automatico pre i reati di violenza sessuale contro le donne ora mi risulta, in seguito proprio alla suddetta vicenda, aggiornato ed esteso anche ai casi di abuso su minore.
Ma la parte civile non è quella che, ritenedosi danneggiata, intende far valere la propria richiesta di risarcimento?

toni ha detto...

... e che quindi ritiene l'imputato colpevole associandosi alle richieste di pena della pubblica accusa?

DagoRed ha detto...

Secondo me la costituzione di parte civile da parte di un ente pubblico è sempre una sciocchezza, perché comunque si costituisce contro qualcuno che deve ritenersi ancora innocente, fino a quando non sarà emessa una condanna.
Sono disposizioni prese sull'onda dell'indignazione popolare, quando accadono fatti particolarmente efferati e con colpevoli presi in flagranza di reato, ma che si dimostrano subito inefficaci, inadatti e pretenziosi non appena sono messi alla prova.

Anonimo vs Tempi ha detto...

Certo,si reputa danneggiata ma l'intento non è tanto il risarcimento ( per le Onlus ad esempio del tutto simbolico) quanto il riconoscimento come parte lesa per una causa che si combatte da anni - vedi la onlus- oppure parte lesa in quanto cittadino facente parte di una comunità in cui, avvenuto il fatto grave, questo danneggia i principi e l'immagine della stessa - vedi Staderini-...

toni ha detto...

Propaganda e demagogia, infatti.
Basta ascoltare come si è giustificato Alemanno nel corso della trasmissione radiofonica "Radio tokyo": andate su Radio Radicale e cercate "tokyo Alemanno". Chi non l'ha sentita (anche se c'è poco da ridere) si divertirà.

Ugo ha detto...

Cito l'anonimo delle 12:26
«No, la delibera ORA, a seguito del caso Conti, prevedrà in futuro la costituzione di parte civile anche per i reati sessuali commessi su minore visto che prima era ammessa solo per reati sessuali commessi sulle donne...ma chiaramente dovranno esserci i presupposti oltre la delibera!»

Ecco, il problema logico-metodologico a mio parere sta sempre in quei "presupposti", che in realtà sono degli sfacciati pre-giudizi.
Un'istituzione dovrebbe sapere che solo il processo ha la potenza metodologica di accertare davvero i fatti e le responsabilità, esiste per quello. Che senso ha che un assessore qualsiasi, sulla base di informazioni parziali e fuori da ogni diritto di difesa, si permetta di valutare quando è il caso di schierare il Comune contro un cittadino imputato?
Allora perchè non aboliamo i tribunali, e lasciamo decidere le colpe agli assessori comunali?

La storia forense ci ha insegnato che le imputazioni sono spesso ingannevoli, e anche dietro i casi che sembrano più ovvi, vi può essere dietro un errore giudiziario.
Vedo invece troppa fretta di giudicare e farsi belli agitando la testa dell'orco, il Comune di Roma dovrebbe rispettare maggiormente il ruolo dei tribunali e semmai schierarsi solo a condanna sentenziata.
Ma a fare i garantisti e stare al proprio posto, non si ramazzano tanti voti facili.

toni ha detto...

Nell'intervallo tra una escort e l'altra si legifera su Sicurezza-A e Sicurezza-B, elargendo gratuiti patrocinii anche a chi soldi ne ha più che a sufficienza ("non ho mai pagato le donne").
E intanto, mi duole assai farlo notare a me stesso prima che a voi, si continua a rappresentare la realtà come fosse una partita a scacchi: i pezzi, quelli ci sono, e pure le caselle; ma queste sono assai sfumate: tra il bianco e il nero vi sono infinite gradazioni. Questo lo intende benissimo chi vive nell'idra tritacarne della giustizia(?) vicende simili alla mia. Chi vuole invece, provare ad intendere, faccia uno sforzo...siamo fra di noi

toni ha detto...

...dico questo perchè nel caso specifico della fattispecie di reato di cui si parla, non sono persuaso neanche delle sentenze. In ogni senso. I ricercatori, in ambito psichiatrico eccosivvia.... non hanno certo chi gli mette fretta di rispondere ai quesiti posti dalla materia in un ambito temporale delimitato ! A parte la palese flagranza (caso assai raro) in tutti gli altri casi si tratta di disquisire dei massimi sistemi, di trovare, a scadenza prefissata la pietra filosofale. I soldi, sia per il C.T.U che per il perito di parte, magici catalizzatori, accellerano il "processo..."

toni ha detto...

Nel giro di un minuto ho visto un messaggio apparire e scomparire, rendendo vano il mio ennesimo maldestro intervento. In ogni caso, una cosa ho il dovere di dirla: non mi pare che ad Ugo (a parte l'impossibilità di identificarlo) si possa rimproverare di prendere posizioni pregiudiziali per chissà chi o chissaccosa. Chi ha seguito fin qui capisce...

DagoRed ha detto...

Il problema, caro Toni, è proprio quello che troppi credono che le polemiche sui grandi casi giudiziari e, di riflesso, sui magistrati che se ne occupano, hanno l'effetto di garantire l'impunità ai vip, quando il vero grande danno lo fanno oscurando le migliaia di procedimenti nei quali sono impigliati normali cittadini, spesso vittime di vere e proprie ingiustizie.
Detto questo bisogna ricordare che la sentenza da comunque una verità giudiziaria che deve essere rispettata, ma che può legittimamente essere anche non condivisa e contestata. Almeno fino a quando sarà permesso esprimere liberamente il proprio pensiero.

Anonimo ha detto...

ma come mai il predatore di pedofili, lo specialista di pedofilia, il superuomo in grado di partecipare a 50 convegni in due giorni, allo stesso tempo, scrivere libri, scrivere sul blog, partecipare ai processi ecc. ecc. non abbia neppure menzionato il processo di Conti?possibile gli sia sfuggito?mah!

Anonimo ha detto...

E la serata di ieri sera a piazza Navona?
NO comment: Bah!!!

Anonimo ha detto...

Un'altra bella notizia:

PEDOFILIA ASILO DI BRESCIA: BIDELLO SARA' RIPROCESSATO
AGI) - Brescia, 25 giu. - Dopo 7 anni ancora un rinvio giudiziario per l'unico e ultimo imputato alla sbarra per presunti abusi in una scuola comunale alla periferia di Brescia (la materna Abba): B.M, bidello 58enne, andra' nuovamente a processo. Per la terza volta in appello. Lo ha deciso la Corte di Cassazione questa sera, annullando a sorpresa l'esito della sentenza - gia' la seconda appunto in appello, da cui era uscito assolto "perche' il fatto non sussiste" - e rinviando ad altra sezione. Il bidello ha alle spalle 11 mesi di carcere a partire dal marzo 2002, quando la vicenda esplose in seguito alla denuncia di alcuni genitori in Questura, e oltre 4 anni di arresti domiciliari. Dopo essere stato condannato in primo grado a quindici anni e in secondo a 13, l'uomo si rivolse in Cassazione. I giudici disposero anche allora un nuovo processo, da cui usci' assolto perche' "il fatto non sussiste".
Dopo l'impugnazione da parte della Procura generale, stesera ancora un rinvio.

Anonimo ha detto...

Un'altra bella notizia:

"Accusò le maestre ma gestisce siti pornografici"

fonte la "La Stampa" del 26/06/2009

Anonimo ha detto...

Mi auguro che questa volta cominciano ad indagare anche i denuncianti

toni ha detto...

Il caso del bidello di Brescia è emblematico. Un rovescio incrociato riporta ORA la palla nell'altro campo . Alla fine, tra un rimbalzo e l'altro, lo smash definitivo, espresso e declamato in nome delle italiche genti, decreterà il vincitore. Da cittadino, il senso civico lo impone, dovrò rispettare il verdetto. Da persona, poichè tale sono prima ancora che utente delle istituzioni, non potrò che avvertire il fastidio di una giustizia incompiuta: contestazioni, condivisione e non tutte ugualmente legittimate. Figurarsi le parti in causa!
E i bambini... come stanno i bambini?
______________

E intanto, il pluriomicida al volante, si becca 6 annetti, solo quattro mesi più di me.

Anonimo ha detto...
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toni ha detto...
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Anonimo ha detto...

E che succede oggi tutti morti:
ROBY LUCY WILDY MAXY
su col morale!!!

Anonimo ha detto...

Stanno tutti preparando un bel servizio sul bidello di Brescia... pensavate fosse finita eh!!!

toni ha detto...

Max un accenno lo ha già fatto e con il solito inevitabile codazzo di commenti bavosi. Non chiedetegli altro per oggi, ha spremuto fin troppo le meningi.

Anonimo ha detto...

A proposito di silenzio, potete riferire al vostro sherlock holmes (al secolo Vittorio Apolloni) di aggiornare il caso Brescia sul suo sito di Falsi(falsi)abusi?

Milena75 ha detto...
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Milena75 ha detto...
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Anonimo ha detto...

Spunta un'altra villetta degli orrori: http://www.viterbooggi.org/index.php?tipo=contenuto&ID=8225&categoria=pagine

"Secondo indiscrezioni,anche in questo caso,non sarebbero emersi elementi significativi e nessun bambino avrebbe riconosciuto il luogo"

Insomma un'indagine a random, allora auguri, ritenta sarai più fortunato.

Anonimo ha detto...

Piano piano arriveranno in Toscana? e se ci fossero dei legami coi delitti del mostro di Firenze?
La signora gabriella Carlizzi non s'è mai occupata di Rignano? ce la vedrei bene.

toni ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Vuoi vedere che l'On. Pedica aveva ragione quando diceva che i bambini venivano trasportati in aereo!...

Anonimo ha detto...

aprile 2007
Stefano Pedica, parlamentare dell’Italia Dei Valori, ha dichiarato di essere a conoscenza di un traffico internazionale di bambini che verrebbe trasportato dalle scuole italiane all’estero con l’aiuto di aeroplani. Dopo l’abuso, che si consumerebbe nell’ est europeo, i bimbi verrebbero riportati a scuola entro l’orario scolastico. Senza che i genitori si accorgano di nulla.

toni ha detto...
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Juliette ha detto...

Oddio tirare in ballo (di nuovo) il Mostro di Firenze, il cui ultimo delitto risale a 24 anni fa (e che molto probabilmente poco dopo ha, come si suol dire, tirato il calzino e gli auguro pure di aver avuto una morte molto dolorosa) per favore, no!!! Ormai di compagni di merende pranzi e cene, medici e maghi tutti riuniti (ma come mai nessuno si è accorto che in quelle piazzole c'erano assembramenti di 20-30 persone alla volta???) non se ne può più!!!

Tornando ai casolari, ville e casette varie riconosciuti invero assai tardivamente (quasi alla fine delle indagini): come mai tale riconoscimento - spero, stavolta, effettuato con le modalità prescritte dal Codice e senza varie improvvisazioni - è appunto avvenuto tanto tardi? Ma come, quando sono scattate le indagini, ormai 2 anni fa, non si è pensato subito e come prima cosa a fare attenti ed ampi sopralluoghi nel circondario per capire dove i presunti abusi avrebbero potuto avere luogo?

Inoltre, non è un po' cervellotico pensare che gruppi di bambini oltretutto piccolissimi venissero portati in giro per tutto il paese ed anche in boschi campagne e cascinali, col rischio che qualcuno li vedesse?

Anonimo ha detto...

http://magazine.ciaopeople.com/News_WorldInfo-1/Mondo-8/Michael_Jackson_pedofilo,_il_piccolo_Jordie_rAdesso, pochi giorni dopo la sua morte, è uscita la verità dalla bocca di Jordan: “Non era mia intenzione distruggere l’immagine di Michael Jackson, ma mio padre mi ha fatto dire solo bugie. Ora non posso dire a Michael quanto mi dispiace e sapere se mai mi perdonerà” e poi ha aggiunto “Michael Jackson non mi ha fatto nulla, è stato mio padre, lo ha fatto per uscire dalla povertà”.

Magra consolazione per il Re del Pop, volato ormai troppo lontano per assistere al riscatto della sua dignità.

Eleonora D’Amore

itratta-11418

Anonimo ha detto...

Il Giustiziere ha tolto il velo su Lucignolo dal paese dei Balocchi svelando la vera entità. Inoltre è possibile accedere ai nominativi dei gestori dei siti, compreso quello della LERICI, interessati dagli eventi pornografici indicati dal quotidiano "La Stampa" del 26-06-2009 del caso di Rignano.
La domanda spontanea che mi viene è: Sono questi che diffedono i bambini attraverso i siti pornografici?

 
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