domenica 15 luglio 2007

La schizofrenia dei Radicali

E' innegabile che le battaglie che vengono condotte dai Radicali, che le si condivida o meno, contengono sempre un elemento ideologico interessante. Purtroppo, a perseguire l'ideologia, capita a volte di perdere il contatto con la realtà e ficcarsi in situazioni paradossali.
E' ciò che è sembra avvenuto rispetto alla questione della pedofilia: sembra che i Radicali arrivino spesso a lambire questo problema, forse un po' per caso, nell'ambito di due loro distinte battaglie. Fin qui niente di male, se non fosse che, a seconda del percorso ideologico che seguono, ci arrivano da due direzioni opposte e con risultati assolutamente inconciliabili, al limite della schizofrenia.

Garantismo
La prima battaglia che da sempre è nel DNA radicale è quella per il garantismo, per il rispetto dei diritti della difesa dell'individuo libero di fronte alla giustizia dello Stato. Un esempio sopra tutti: la battaglia radicale per sostenere Enzo Tortora, ingiustamente accusato di collusione con la camorra, tuttora ricordata sulla homepage del sito dei Radicali Italiani dal manifestino che ho riportato in cima a questo articolo: Questa "Giustizia" può colpire anche te.
E' capitato spesso che i Radicali avessero modo di combattere la battaglia del garantismo anche per innocenti ingiustamente accusati per crimini sessuali come la pedofilia. Ci piace in questa sede citare ad es. la battaglia parlamentare di Marco Taradash per difendere i diritti del fotografo Catello Rapacciuolo, ingiustamente accusato ed incarcerato nell'ambito delle indagini sul caso di pedofilia del Rione dei Poverelli di Torre Annunziata. Questo impegno dell'on. Taradash lo fece duramente scontrare col procuratore Alfredo Ormanni e ancora non sono esauriti gli strascichi di quello scontro. Anche sul caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana (l'amico blogger "Giustiziere" gli sta dedicando uno speciale a puntate), tra i pochi che levarono la voce a difesa delle garanzie costituzionali degli imputati vi erano alcuni Radicali.
Insomma, ci piace pensare che i Radicali transnazionali tutti riuniti siano con noi nella battaglia garantista che questo blog sta conducendo, sono o non sono il partito di "Nessuno tocchi Caino"? Un vero Radicale sa che non bisogna lasciare che l'orrore generato dalla gravità delle presunte accuse offuschi la ragione e annulli la Costituzione, per nessuno. Ci pensano già tanti giudici italiani a far carta straccia del codice di procedura penale e dei diritti della difesa ogni qualvolta sentono solo ventilare la parola "pedofilia", confondendo la giustizia con la moralizzazione e la caccia alle streghe, non è certo questo lo stile del vero Radicale.
In questa nostra speranza, siamo confortati da un datato intervento di Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale, il quale durante il convegno "Pedofilia e internet: Vecchie ossessioni e nuove crociate" (Roma, 27 Ottobre 1998) dichiarava:
  • "Nel giro di pochi anni ci sarebbe già materiale in abbondanza per scrivere - se ne fossimo capaci - una "Storia della colonna infame"; ve ne sono tutti gli elementi e tutti i personaggi; "l'invenzione" - pazzesca, ma sempre più verosimile, attendibile, confermata e temuta - di "untori" tecnologizzati, collegati in Internet, che contagiano l'intera società, per una sorta di "intelligenza con il diavolo"; una società che dà tragica conferma a tutte le proprie paure, e sfoga i propri sentimenti più oscuri in questa caccia all'uomo senza quartiere... ma, come nella peste di manzoniana memoria, proprio ciò che tutti si figuravano fosse la causa del contagio non è più che una invenzione; e ciò che si mette in campo, in questa rinnovata politica dell'emergenza, anche a costo di violare e capovolgere principi fondamentali del diritto e della convivenza civile, è un pericolo che si aggiunge (e non un argine che si oppone) al pericolo che si vorrebbe combattere".
Belle parole, sembra stia criticando proprio certi abusologi forcaioli che ben conosciamo e che vivono di invenzioni e di politiche dell'emergenza.

E' per tutti questi motivi che i Radicali non sono mai stati molto simpatici ai campioni del giustizialismo anti-pedofilo. Ad es. Massimiliano Frassi non è stato mai troppo tenero verso le iniziative radicali garantiste, da lui ritenute sbagliate se applicate al pedofilo, presunto o accertato che sia: si veda ad es. la critica nel novembre 2006 al deputato Salvatore Buglio della Rosa nel Pugno, solo per essere andato a visitare in carcere Mario Alessi, killer del piccolo Tommaso Onofri.
Quel post di Frassi contiene una ulteriore piccola curiosità: nei commenti troviamo una convinta dichiarazione di stima e gratitudine a Frassi da parte del padre di Tommy, Paolo Onofri: i due uomini hanno stretto nel tempo una solidale amicizia che ancora dura, nonostante su Onofri gravasse da marzo 2006 l'accusa per reati di pedopornografia, per i quali ha patteggiato una condanna a 6 mesi. Frassi pubblicò a tale riguardo sul suo blog un articolo a giugno ed un articolo a luglio, dallo spirito sorprendentemente iper-garantista e pieni di fiducia verso la buona fede dell'amico, uno straordinario caso di "due pesi e due misure" che la dice lunga sul Frassi.

Anticlericalismo
C'è una seconda battaglia sempre in cima all'agenda radicale, ed è quella contro l'ingerenza del clero e del Vaticano nella politica e nella società italiana. Tra Radicali e Vaticano, lo sanno tutti, non corre buon sangue, nessuno si scandalizzerà se affermiamo che tra le file dei i Radicali ci sono diversi politici dichiaratamente anticlericali.
Uno di questi è certamente l'on. Maurizio Turco (anche su Wikipedia), deputato della Rosa nel Pugno, segretario della Commissione Affari Costituzionali, nonché segretario dell'associazione "Anticlericale.net". L'on. Turco è insomma uno che le cose contro il Vaticano non le manda certo a dire e anche recentemente è stato molto attivo su questo fronte, accodandosi al movimento d'opinione che sta attaccando il Vaticano per i presunti atteggiamenti omertosi rispetto alla diffusione della pedofilia tra il clero, sull'onda dell'ormai arcinoto documentario BBC "Sex crimes and the Vatican":
  • il 20.06.2007 ha organizzato a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, una conferenza stampa dal titolo "Vaticano e pedofilia: tutto quello che Santoro&Fisichella hanno nascosto";
  • venerdì 22.06.2007 ha organizzato un convegno presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati dal titolo "La repressione sessuale: una politica che genera violenza", seguito in serata da una manifestazione in piazza San Pietro.
Anche la battaglia anticlericale ha portato dunque i Radicali a scontrarsi con il problema della pedofilia. Il convegno di venerdì 22 ha visto innanzitutto la proiezione in anteprima per l'Italia del lungometraggio "Hand of God" di Joe Cultrera. Ospite d'eccezione Daniel Shea, "l'avvocato statunitense che ha denunciato il papa Ratzinger di aver confermato, quando era presidente della congregazione della fede, la linea di trattare la pedofilia con discrezione". Questa iniziativa ha sollevato anche diffuse critiche e polemiche dalle file della Casa delle Libertà. Fin qui, tutto secondo il solito copione della politica.

La sorpresa per noi è giunta dal fatto tra i relatori sono stati invitati anche Massimiliano Frassi, presidente dell'associazione anti-pedofilia Prometeo, nonché Rita Pellegrino, mamma di una delle bambine dell’asilo Istituto delle Piccole Ancelle di Santa Teresa di Vallo della Lucania, accusatrice di Suor Soledad.
L'on. Turco e gli organizzatori del convegno, forse presi da eccessivo furore anticlericale, hanno stavolta dimenticato di essere Radicali e garantisti?

L'intervento di Massimiliano Frassi
Qualcuno potrà pensare che siamo prevenuti e che forse Frassi, anche in ragione della serietà imposta dalla massima sede istituzionale in cui è stato invitato a parlare, stavolta si sarà attenuto con rigore al racconto di soli fatti accertati, avrà fornito dati non inventati e avrà rinunciato a ingiuriare.
L'intero convegno è stato videoregistrato ed è disponibile in libera visione sul sito di Radio Radicale (che credo lo abbia anche trasmesso in diretta nazionale). [richiesta di conferma]

Alle 15.17 prende la parola Massimiliano Frassi. Nelle prime battute chiarisce che "non racconto bugie", chiede giustizia per i bambini che segue attraverso la propria associazione, affermando che "nessuno di loro è un bambino che mente". Inizia poi una elencazione di quelli che (secondo lui) sono casi di prete pedofilo ed è qui che Frassi dà il meglio della propria capacità di mistificazione. Vediamo alcuni degli esempi che cita:
  • "Don Stefano, per umiliare i bambini che abusava, faceva mangiar loro i propri escrementi"
Il riferimento è chiaramente a Don Stefano Bertoni, curato dell’oratorio di San Faustino a Brescia, che nell'ambito del processo per i casi dell'asilo "Sorelli" era stato accusato di aver partecipato agli abusi sui bimbi ed anche di gesti particolarmente turpi come quello che riporta Frassi. Frassi riferisce il fatto come se fosse vero, nonostante sappia benissimo che proprio lo scorso mese di aprile Don Stefano, come tutti gli imputati del caso Sorelli, è stato prosciolto da ogni accusa, perchè il fatto non sussiste. Don Stefano per la giustizia non ha mai compiuto quegli atti, il tribunale ha chiarito che le accuse all'asilo Sorelli erano puro frutto di suggestione sui bambini. E' vero che le motivazioni della sentenza sono state rese pubbliche solo ai primi di luglio, cioè un paio di settimane dopo il convegno radicale di Roma, ma l'assoluzione era già un fatto ufficiale, che tuttavia Frassi sembra aver mal digerito, tanto da non smettere di presentare per veri i fatti già confutati dal processo. I Radicali, forse disinformati sulla vicenda processuale di Brescia, non sembrano accorgersi della calunnia.
Altro esempio:
  • "Suor Carolina faceva con i bambini il "gioco del coniglio", utilizzando bambini di 3/4 anni con un gioco che evito di raccontarvi, ma traumatizzandoli probabilmente per tutta la loro esistenza".
In questo caso, il riferimento era invece per Suor Carolina Guerini, protagonista del noto caso delle due suore all'asilo di Cazzano San Andrea (BG). le cui prime informative vennero raccolte proprio dalla solerte associazione Prometeo. Anche qui il fatto viene riferito per certo dal sedicente esperto di pedofilia, invece la questione è tutt'altro che chiarita: condannate in primo grado, le due suore sono state assolte con formula piena in appello. Un altro caso in cui i giudici hanno esplicitamente attribuito alla suggestione ed a errori nelle indagini la costruzione di un castello di accuse assurde ed inesistenti (sentenza ovviamente "vergognosa" secondo Frassi, la cui certezza di colpevolezza dei presunti pedofili è sempre incrollabile). La Cassazione ha recentemente annullato la sentenza di appello e la conclusione del processo è dunque rinviata. Possibile comunque che ad un convegno radicale si tolleri la presentazione di certi fatti come se fossero accertati? Che fine ha fatto la presunzione di innocenza?
Merita ricordare ancora un noto articolo dal titolo "E dopo tanti veleni gratuiti sia Prometeo a fare le scuse", comparso a proposito di questa vicenda sull'Eco Di Bergamo, il 03.07.2004 a commento della sentenza assolutoria d'appello, in cui si scriveva: "(...) per tre anni le religiose non si sono dovute difendere solo dalle accuse mosse dai magistrati, ma anche dai giudizi (e pregiudizi) velenosi di chi è abituato a emettere sentenze irrevocabili prima ancora che la giustizia abbia fatto il suo corso. Sui siti internet di rumorosi paladini dell’antipedofilia si possono ancora oggi leggere ingiurie infamanti nei confronti delle due religiose ultrassessantenni, scagionate ieri con formula piena dal tribunale d’appello, bollate come “folli e insospettabili predatori dalle fauci insaziabili, ree di aver sporcato la loro veste prima ancora di quelle dei piccoli di cui si dovevano prendere cura”. Sono offese pesanti come pietre, scagliate dal presidente dell’associazione Prometeo, Massimiliano Frassi, all’indomani della sentenza di condanna in primo grado. (...) E adesso che queste tesi sono state smontate, come restituire l’onore a persone ingiustamente sbattute come orchi in prima pagina? Chi ripagherà le religiose di tanta cattiveria aggiunta alla sofferenza di vedersi attribuire abusi mai commessi? C’è modo e modo di lottare contro l’orrenda piaga della pedofilia, un crimine da prevenire e condannare sempre con severità, cosa che pure noi abbiamo fatto. (...) Prometeo, bontà sua, chiese allora alle suore di scusarsi con i bambini e con noi tutti. Da ieri qualcuno deve almeno delle scuse alle suore. Sarebbe, per fare il verso a Frassi, un atto di civiltà".
Massimiliano Frassi ovviamente le pubbliche scuse non le fece mai, apprendiamo che ancora oggi nessun dubbio sulla presunzione di innocenza degli imputati alberga nella sua mente.
Proseguiamo nell'ascolto dell'intervento di Frassi, arriva il suo capolavoro di vittimismo allarmista:
  • "Chi vi sta parlando è probabilmente l'unico italiano ad aver ricevuto una fatwa non integralista, non musulmana, ma cattolica. Io sono seguito da circa 4 anni a cadenza quotidiana, e abbiamo anche rischiato per un certo periodo di chiuder l'associazione, crisi abbondantemente superate, oggi abbiamo degli ottimi anticorpi. Siamo seguiti da un sacerdote che ha creato un comitato, il primo comitato simile italiano, ma che in America con la NAMBLA, con realtà di questo tipo, ha dei precedenti illustri, ed è un comitato che riunisce in Italia persone già condannate per reati nei confronti dei bambini, loro familiari o persone indagate, che questo sacerdote ritiene chiaramente, assolutamente innocenti. Il sacerdote ritiene che i genitori si siano contagiati fra di loro scambiando la pedofilia per l'influenza. Il sacerdote è convinto che associazioni come la mia convincano i genitori che i loro figli hanno subito abusi e quindi li convincano a rovinare la loro vita e la vita dei loro figli. E vi leggo una lettera tra le tante, ne abbiamo circa 1800, quindi visto che il Vaticano (inc.) rassegna stampa se mi contattano ho 1800 lettere così che andranno, forse un domani, a processo avendo noi abbondantemente denunciato, ma non avendo mai ottenuto nulla".
  • (Frassi legge a questo punto il testo di una delle lettere che circolavano a Brescia per screditarlo) «Gentilissimo Signor Taldeitali, la pubblicità della vostra azienda appare in calce al manifesto diffuso dall’Associazione Prometeo in occasione del convegno internazionale sulla pedofilia. Non è mia intenzione colpevolizzare un fatto così normale per chi svolge una attività economica come la vostra. Mi limito soltanto a segnalarle che il convegno verrà radicalmente contestato e chiederemo ufficialmente la sua soppressione. Ciò è dovuto all’attività accusatoria di Massimiliano Frassi, calunniatore e bugiardo. Un cittadino di Pian Camuno (Frassi: «poi vi dico cos'è Pian Camuno e chi è il cittadino»), persona degna, tra le altre cose ex-militante della Lega Nord, vive segregato da quasi 3 anni in casa, dopo aver subito una ingiusta carcerazione, a causa di una folle epidemia di falso abuso che è interesse di Prometeo alimentare con ogni sorta di falsità. Le chiedo di non offrire denaro all’associazione Prometeo, di ritirare la sponsorizzazione, rendendomi disponibile per ulteriori chiarimenti. Devo serenamente ricordarle che la benedizione di Dio non accompagna chi commette ingiustizia. Frassi parla di complotto satanista nei suoi confronti, in realtà tutto è palese: vogliamo solo che faccia silenzio e che si trovi un lavoro. Con stima e rispetto, Don Mario Neva, Assistente spirituale dell'Università Cattolica, sede di Brescia».
Frassi si sta riferendo alla lunga e accesa polemica con Don Mario Neva, prete bresciano che nel 2004 ha raccolto attorno a sé il comitato "Liberi nella Verità", a difesa degli innocenti assurdamente accusati dai bambini di quattro asili. Si noti che le "persone già condannate per reati nei confronti dei bambini" di cui parla Frassi sono in realtà cittadini che allo stato attuale sono stati dichiarati pienamente innocenti dalle sentenze.
Si noti anche che l'ipotesi del "contagio" dell'isteria tra genitori, bollata sarcasticamente da Frassi come una invenzione del prete ("scambiando la pedofilia per l'influenza"), è in realtà una accreditata teoria scientifica, che la corte ha pienamente fatto propria nella sentenza (una sentenza in cui sono stati stigmatizzati anche "i consigli, spesso impropri, circa le modalità con le quali far parlare i bambini", consigli che spesso venivano proprio dagli operatori di Prometeo).
E' scandaloso inoltre l'accostamento con il NAMBLA (associazione culturale pro-pedofilia americana, che predica la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minori consenzienti), in quanto il comitato bresciano mai si è prestato ad alcuna giustificazione culturale, promozione o difesa della vera pedofilia e degli atti sessuali su minori. Il comitato "Liberi nella Verità" difende persone che ritiene innocenti e che non hanno a che fare con la pedofilia, di pedofilia non si interessa. Purtroppo, poichè Frassi dà per scontato che ogni imputato sia sempre davvero un pedofilo, capita spesso che egli accusi anche chiunque li difenda (compresi avvocati e consulenti) di essere pedofilo o colluso con la pedofilia. Frassi non solo non sembra propenso alla presunzione di innocenza, sembra addirittura non riuscire a capire il motivo per cui altri mantengano un simile atteggiamento e sospetta sempre che ciò nasconda in realtà colpe, omertà, complicità. La caccia alle streghe non ammette astenuti o neutrali, chi non è con lui deve essere per forza contro.
Frassi, come promesso, ci parla poi del "cittadino di Pian Camuno":
  • "Pian Camuno è un paese in provincia di Brescia, il cittadino, che non vive segregato, vive, vive quasi al livello (Frassi accenna qualcosa al vicino di sedia) poi mi dai una mano allora in quel senso, ma infatti l'abbiamo denunciato ma chissà come mai non si va mai a processo. Ehm, il cittadino di Piancamuno, la persona degna, quindi l'indegno sono io ma il degno è lui, è stato già condannato in due gradi di giudizio a 13 anni per abusi sui bambini e per aver fatto questo: (legge) «in più occasioni costringeva trattenendola con la forza XY frequentante la scuola materna, di anni 3, a subire atti sessuali fra cui toccamenti nelle parti intime e penetrazioni varie. In più occasioni costringeva trattenendola con la forza YZ a subire atti sessuali fra cui toccamenti con il dito nella vagina. In più occasioni costringeva trattenendolo con la forza YZ, anche alla presenza di..., a subire atti sessuali quali stimolazioni manuali delle zone genitali, baci con la lingua in bocca ed altro. In più occasioni costringeva trattenendola con la forza XY a subire atti sessuali quali toccamenti, baci, leccate e altro nella zona vaginale» eccetera, eccetera, eccetera".
Sta parlando del caso del povero bidello Battista Maggioni. L'unica condanna di Brescia che venne confermata in appello, unico capro espiatorio rimasto in pasto alla pubblica opinione nel processo relativo ai fatti dell'asilo "Abba". Una condanna di cui molti hanno evidenziato l'evidente assurdità: c'era una associazione a delinquere in primo grado, in appello resta solo un condannato perchè gli altri sono scagionati, ma nella sentenza si parla ancora di una banda, non perchè la si sia trovata, bensì perchè è evidente che Battista non poteva agire da solo. Come poteva infatti Battista abusare di bimbi in bagno, legarli e trascinarli nel corridoio, portarli fuori da scuola, abusare di loro e filmarli, tutto da solo? La corte ha preferito dar cieco credito alle parole di bambini minori di 5 anni, invece che affrontare queste incongruenze.
Un caso che, piaccia o non piaccia a Frassi, è ancora in attesa del giudizio della Cassazione, e per cui il povero bidello si è sempre proclamato completamente innocente. E' possibile che, in un convegno radicale, di fronte alla frase "è stato già condannato in due gradi di giudizio a 13 anni" nessuno abbia levato la mano per ricordare a Frassi che i gradi di giudizio sono tre e fino alla conclusione del processo non è opportuno commentarlo come se fosse un fatto accertato?

Frassi, a sostegno delle proprie tesi sulla diffusione della pedofilia nel clero, ha portato dunque anche una ampia serie di esempi invalidi e diffamatori. A questo punto del suo discorso, arriva il capolavoro della mistificazione (non a caso cita la giornalista Gabriella Simoni, la stessa del famigerato speciale Live di Studio Aperto prodotto a quattro mani proprio con Frassi ed inizialmente invitata anche lei come relatrice al convegno):
  • "Allora è interessante sapere che lui è una persona degna e che io sono un criminale, perchè probabilmente in questa società abbiamo completamente ribaltato i ruoli, completamente ribaltato i piani d'azione. Questa gente ha riportato in Italia la lotta alla pedofilia indietro di 30 anni, e calcolando che eravamo già indietro di 30 anni, siamo finiti probabilmente intorno alla prima guerra mondiale. Ma quello che questa gente sta, sta cercando di proteggere è quanto in America e in Canada o in altri paesi europei, mi dispiace che manchi l'amica Gabriella Simoni, già da tempo si denuncia: la sigla americana è S.R.A., Satanic Ritualistic Abuses e gli abusi satanici di tipo ritualistico sono abusi che hanno l'utilizzo di più persone, hanno sempre la presenza di almeno un sacerdote e la presenza di donne e la presenza di bimbi molto piccoli che vengono prelevati dalle scuole materne, abusati, torturati, fotografati e minacciati, rimandandoli poi a casa. Abbiamo tanti, troppi casi di questo tipo in Italia, alcuni casi sono purtroppo finiti male, abbiamo tanti casi all'estero, ne abbiamo tantissimi negli Stati Uniti, c'è uno studio importantissimo fatto sul Canada (estrae un libro dalla cartelletta e lo mostra), dove sono stati coinvolti più di 100 bambini e alla fine si è ottenuta giustizia per, per quei bambini, spero che la stessa cosa possa capitare anche nel nostro paese".
Non servono commenti, Frassi cita proprio l'acronimo S.R.A., che ormai in tutto il mondo è sinonimo di "falsi abusi" e "isteria di massa". Ai gruppi satanisti organizzati che assaltano le scuole per trovare bambini, non credono più in molti all'estero, forse anche perchè non se ne è mai trovata nessuna traccia. Inoltre, visto il tema del convegno a cui è stato invitato a parlare, il sedicente esperto bergamasco si inventa di sana pianta che in ognuno di questi casi sarebbe presente anche un prete (nel suo piccolo, mi sembra un bell'esempio di come una situazione carica di troppe attese possa suggestionare una mente a produrre false dichiarazioni).
Negli anni '80 in America si è effettivamente creduto a questi casi, con disastrosi effetti sociali e molte vite di innocenti distrutte da folli accuse infondate: il processo per il caso della McMartin preschool (1983-1990) costò 15 milioni di dollari allo stato della California, quell'asilo venne addirittura raso al suolo (lo stesso è stato proposto da alcuni politici per l'asilo Olga Rovere di Rignano!) alla furiosa ricerca delle prove delle parole dei bambini, mai trovate. Bambini che poi, solo da grandi, hanno raccontato davvero come andarono le cose e perchè dissero delle bugie a chi li interrogava troppo insistentemente.
E' vero dunque che vicende simili sono state spesso denunciate all'estero, ma Frassi nasconde che da almeno un decennio negli Stati Uniti non se ne parla più, da quando una indagine dell'FBI nel 1992 ha messo in luce al di là di ogni dubbio l'inconsistenza di certi fatti. L'epidemia dei falsi abusi negli asili si è spostata poi in altri paesi, a cominciare dall'Inghilterra (anche per diretta ed accertata responsabilità del maestro dichiarato di Frassi, il criminologo Ray Wyre), ma anche in Australia, Germania, Olanda (ad esempio il caso olandese di Oude Pekela, ben noto come colossale e dolorosissima bufala, ma ancora recentemente presentato dalla coppia Simoni-Frassi come se si trattasse di un fatto certamente vero). Anche la Francia ha recentemente aperto questo capitolo, lì la politica e la giustizia hanno poi dovuto fare un doloroso mea culpa per aver dato ascolto a certe follie, ma intanto erano morti degli innocenti e molte vite sono state distrutte: Frassi si guarda bene di citare il nome del paese di Outreau, la "Waterloo della giustizia francese". Eppure anche lì c'era un prete tra i tanti imputati, Dominique Wiel, incarcerato dal 2001 al 2004 sulla base di accuse folli come quelle di Brescia, poi assolto nel 2005.
Frassi accusa altri di riportare indietro nel tempo la lotta alla pedofilia, in realtà è proprio egli che sta dedicando ogni sforzo al tentativo di trascinarci indietro alle età dell'oro dell'abusologia giustizialista, gli anni '80 nei paesi anglosassoni, o l'epopea milanese dell'indimenticabile "pool Forno" nei nostri '90, o la Brescia di 3/4 anni fa in cui erano ancora in molti a dare credito alle accuse di Frassi e della sua giovane associazione antipedofilia, o addirittura forse indietro fino al processo contro le "streghe" di Salem (1692). Bei tempi, per chi si guadagna da vivere con le accuse di abuso pedofilo e satanista. Possibile che i Radicali diano voce a questo moderno Cotton Mather?

On. Turco, l'effetto che abbiamo provato nel sentire l'intervento di Frassi da lei invitato a parlare alla Camera, è lo stesso effetto che avremmo provato se lei avesse organizzato un convegno contro i misfatti della TV moderna, ed uno dei relatori ci avesse riferito dell'esistenza di troppi conduttori televisivi corrotti, facendo l'esempio del caso di "un certo Enzo, che circuiva il pubblico parlando sempre di buoni sentimenti, e poi in realtà ne approfittava per tenere loschi affari coi camorristi".

Termina tra gli applausi il discorso di Frassi (ringraziando "tutti i genitori di Rignano e di Vallo e tutte le persone che sono venute a sentire"), che viene subito seguito dall'intervento di Marco Pannella, il quale va a sedersi proprio sulla stessa sedia. Non avremmo mai pensato di assistere ad un simile avvicendamento durante un convegno radicale: ci domandiamo come sia stato possibile che il grande vecchio di tante battaglie costituzionali possa aver iniziato a parlare, senza accorgersi del tanfo di forca che aleggiava nell'aria.

Appello
On. Maurizio Turco, ci permetta di dirle: «questa "Giustizia" può colpire anche te», o qualcuno dei suoi cari. Forse c'è nella sua famiglia o tra le sue conoscenze un'insegnante, una maestra, un bidello. Bene, le auguriamo che non vi capiti mai che un bambino racconti ai propri genitori di aver visto qualche strano comportamento da parte vostra e che non trovi la "consulenza" di certe associazioni anti-pedofilia. In tal caso avreste modo di accorgervi davvero di chi sono e cosa fanno alcuni ospiti del vostro convegno.
Posso suggerirle questo breve saggio riassuntivo, da cui può iniziare a documentarsi sul fenomeno dell'epidemia di false denunce di abuso nelle scuole. Non trascuri questo passaggio: "In sette casi sono scese in campo associazioni di dubbia capacità e di carente preparazione specifica, animate da oltranzismi e ideologie e pronte a buttarsi a peso morto sulle segnalazioni di cui vengono a conoscenza, emettendo immediatamente sentenze di condanna senza conoscere i fatti e bollando come “complici dei pedofili” tutti coloro che osano pronunciare una parola in difesa degli indagati". Dia anche un'occhiata a questa intervista.

Questo blog si occupa della dignità di tanti innocenti (preti o laici che siano, a noi non interessa), messa in ginocchio dalla insensata caccia alle streghe promossa da abusologi o altri cialtroni, privi della dovuta formazione tecnico-scientifica e mossi soprattutto da vanità personale e profitto.
Della battaglia anticlericale e della pedofilia questo blog non si interessa, ci pare tuttavia che certi protagonismi giustizialisti non possano giovare neanche alle vostre iniziative, rischiando invece di screditarle: l'anticlericalismo intelligente e la battaglia contro la pedofilia nel clero non passano attraverso la calunnia, l'invenzione, la mitomania.

On. Turco, conosciamo le sue passate battaglie garantiste, non nutriamo dubbi sulla sua integrità costituzionale e riteniamo che questa sia stata solo una svista dell'organizzazione radicale, dovuta a mancanza di sufficiente informazione. Facendo appello alla sua onorabilità, ci permettiamo di invitarla a quanto segue:
  • si informi innanzitutto sui processi per i casi di presunta pedofilia negli asili di Brescia e di Cazzano San Andrea (ma anche su Rignano Flaminio, Vallo della Lucania, Mirandola...). Troverà materiale in abbondanza in questo blog e nei nostri "link intelligenti" (a cominciare dal sito Falsi Abusi). Confronti i fatti che sono stati accertati dalle sentenze emesse dai tribunali della Repubblica (anche recentemente), con quanto ha invece mistificato Frassi;
  • si informi meglio su chi è Massimiliano Frassi e quali siano le azioni e la propaganda giustizialista che promuove attraverso l'associazione Prometeo, anche leggendo il suo blog;
  • si dissoci dalle ingiurie espresse nel suo intervento del 22.06, con un atto pubblico, di cui la preghiamo di volerci dare notizia anche qui;
  • voglia gentilmente farci sapere attraverso quale percorso e sulla base di quali credenziali i Radicali hanno scelto Massimiliano Frassi ed un gruppetto di suoi abituali supporter (Gabriella Simoni, Marco Marchese, Rita Pellegrino) come relatori del convegno e come punto di riferimento per la documentazione scientifica sul problema della pedofilia;
  • voglia porgere anche le sue scuse agli innocenti di Brescia, a Don Mario Neva ed i membri del comitato "Liberi nella Verità" ed alle suore "presunte innocenti" di Cazzano, i quali già per anni hanno dovuto sopportare accuse tanto orrende quanto infondate ed i veleni di Frassi. Non meritavano di essere da lei nuovamente esposti, nella sede della Camera dei Deputati, ad una simile pubblica gogna.

Ugo, con dedica in memoria di Don Giorgio Govoni, dimenticato dai Radicali

18 commenti:

Gianni Perfetti ha detto...

Questo appello è stato effettivamente inviato? L'on. Turco vi risponderà? Da vecchio (e intendo proprio "vecchio") militante radicale inorridisco al solo pensiero che Frassi abbia parlato dallo stesso pulpito di Pannella!! Tutto ciò è grottesco!!

Anonimo ha detto...

Attenzione, usare un'Ape Piaggio può significare essere pedofili, lo ha detto Frassi.

Ugo ha detto...

L'articolo è stato segnalato via email all'on. Turco, che spero vorrà leggerlo e rispondere all'appello.
Ugo

Ugo ha detto...

Aggiungo nei commenti una curiosità che ha quasi dell'incredibile.
Nel corso del convegno è stato presentato in anteprima nazionale il film "Hand of God" di Joe Cultrera (http://www.handofgodfilm.com/).
Nel film si parla della storia vera del fratello del regista, Paul Cultrera, che a 14 anni aveva subito abusi sessuali da parte di un prete.
Dove sta la coincidenza? Questa storia è avvenuta nella città di Salem, Massachusetts. La stessa della celeberrima caccia alle streghe del 1692!!!
La città che noi citiamo sempre come il caso precursore di Rignano, di Brescia, di Vallo, di tutte le moderne cacce al pedofilo!

Ugo (a bocca aperta)

DagoRed ha detto...

Mi ero già accorto, fin dall'inizio del caso di Rignano Flaminio, della strana posizione assunta dai radicali, ma forse solo dall'on. Turco in realtà, che aveva peraltro attirato, da parte dei navigatori, commenti degni del peggior sito forcaiolo.
Certo che è difficile riconoscere negli scritti di Turco l'impegno che il partito radicale ha storicamente profuso a favore di una giustizia più giusta, impegno ricordato nel sito radicali.it http://www.radicali.it/view.php?id=81350

Non vorrei che l'impegno anticlericale sia portato avanti in maniera troppo viscerale, non razionale e vada ad aggiungere confusione su un tema, la pedofilia, dove di confusione ce n'è gia tanta.
Mi piace segnalare il sito di un vecchio radicale, l'avvocato e già deputato radicale Mauro Mellini, che continua su internet la sua attività al servizio di un'idea di giustizia al servizio del cittadino e non sua padrona.
http://www.giustiziagiusta.info/

Arcangelo ha detto...

Non penso che l'On.Turco risponderà alla lettera aperta,credo anzi che egli sia completamente indifferente alle critiche del post di Ugo. Qualsiasi elemento possa essere utilmente usato nella battaglia in cui si è impegnato l'On. Turco, verrà impiegato senza nessuna remora, e poco importa se questo significa contraddire decenni di battaglie, come per la responsabilità civile dei giudici, oppure per l'innocenza di Enzo Tortora, conta solo appoggiare la propria campagna. Peccato, se anche i radicali scelgono questo tipo di crociate ideologiche vuol dire che i problemi della giustizia,pagati a caro prezzo dai cittadini, non interessano più nemmeno a loro.
Esulando dalla questione dei radicali, vorrei segnalare un articolo apparso su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/pedofilia-inchiesta/pedofilia-inchiesta/pedofilia-inchiesta.html
a firma di un tale Paolo Berizzi. L'inchiesta espone dei dati che, a mio parere, sarebbe interessante verificare con attenzione. Da vagliare anche l'affermazione secondo cui esiste, come estrema frontiera della pedofilia, un commercio clandestino di ecografie direttamente dagli ospedali ai “consumatori”. Non so se la materia trattata dall'articolista interessi,ma se fossi in voi uno sguardo lo darei: alcune affermazioni possono in un futuro prossimo completare quelle sugli Abusi Satanici Rituali in un certo immaginario collettivo.

Gianni Perfetti ha detto...

Grazie Arcangelo per il tuo commento. Quell'"inchiesta" di Repubblica merita di essere a sua volta oggetto di inchiesta. L'affermazione sulle foto delle ecografie in commercio mi sembra francamente grottesca. Sembra ai limiti del pesce d'aprile. Tra l'altro non mi sembra che su testi scientifici sia difficile trovare foto di ecografie.... Una cosa ridicola!!Ma anche tante altre cose mi sembrano assai discutibili. Tanto con la scusa che i siti non vanno citati nessuno ha modo di verificare.

falisco ha detto...

Repubblica ha dedicato 3 intere pagine al tema "pedofilia", e ha aperto il tutto in prima pagina, su parecchie colonne.
Questo è un punto fondamentale delle vicende di falsi abusi: i media stanno effettuando una continua pressione psicologica sulla gente presentando ai lettori-ascoltatori una "realtà" da incubo, assolutamente falsa.
Secondo me questo comportamento della stampa cade nel reato penale. È puro e semplice terrorismo, che ha l'effetto di indurre nella popolazione comportamenti che vanno a vantaggio di qualcuno.

Su Repubblica ricompare il mantra degli 80 mila euro al giorno che "i furbi" introiterebbero vendendo materiale pedopornografico. Io sono convinto che MAI in nessuna parte del mondo sia stato accertato un tale giro di soldi ... Transazioni che arrivino a 80000 euro al giorno verrebbero immediatamente all'attenzione dei circuiti bancari e delle polizie.

Certi giornalisti stanno impunemente prendendo in giro la gente, diffondendo isteria.

il-giustiziere ha detto...

Ottimo lavoro.
Ma sono basito dai radicali.

Zen lento ha detto...

Caro ugo, la schizofrenia radicale e' nota da tempo, non e' materiale dell'ultima ora.
Comunque su tutto nei radicali si mantiene l'anticlericalismo militante e la capacita' di creare tilt mediatici. Questo e' stato forse l'insegnamento politico piu' forte di Pannella, fin dalle marce antimilitariste degli anni'60. Ma tutto questo aveva un senso inquadrato nella lezione della provocazione non violenta che poi s'e' indirizzata nel caso radicale per altre strade. Era per cosi' dire un opportunismo "buono" che traeva forza dallo scandalo della resistenza passiva e che spesso ha animato le campagne (anche iperboliche) dei Radicali.

Non mi stupisco invece dell' invito al Frassi, ognuno poi puo' invitare chi crede. Il soggetto pero' ha imparato molto dal sistema di comunicazione dei Radicali.

E ancor meno, giustiziere, mi stupisco punto del invito al Frassi considerata la prima reazione a pelle ,tutta in chiave di ideologia veteroanticlericale che forse ti sei perso ma che personalmente mi lascio' basito:
http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=14414
(l'articolo e' del 26 aprile e cita un altro brutto articolo di Ruotolo).
Ti avevo accennato a questa follia della sinistra sulla questione e alle mie perplessita', il tilt anticlericale e' cio' che accomuna i radicali a Ruotolo e al Manifesto e altri giornalisti e politici di sinistra. Frassi fondamentalmente e' un anticlericale promosso sul campo e questo credo lo faccia sentire affine (ma non a Brescia). Nulla di male ad essere critici nei confronti della gerarchia ecclesiastica, malissimo a giudicare per partito preso. Che poi e' quel che fa Frassi ideologo antipedofilo.
E' strano come ci si accomuni per fesserie trasversali e non piu' su fatti concreti e documentabili solo in virtu della speranza di audience. Dicono che l'ideologia sia morta, a me pare ben viva arricchita solo da un grande opportunismo mediatico.
Se l'audience ha interesse per gli orchi (non importa perche') allora gli orchi esistono e da uno spettacolo si traggono sempre ripetuti applausi.

Fai sempre un lavoro preciso e attento Ugo, ma qui l'appello mi sa cadra' nel vuoto. Dei radicali, oltre a qualche vecchio personaggio sono rimasti per lo piu' un vuoto inquietante e questa schizofrenia garantista a fasi alterne. Un passaporto per altri lidi. Vuoi ti citi qualche esempio o pensando al Parlamento e alle carriere politiche gli esempi arrivano come un'onda d'urto. ?
Di fatto non esistono piu' i radicali, sebbene rimangano gli echi della loro logorrea e un marchio.
Personalmente non me ne dolgo.

Ugo ha detto...

Ancora nulla da parte dell'on. Turco e dei Radicali... peccato.

raffaella ha detto...

Dopo aver letto il post ho sollecitato anch'io un chiarimento all'on. Turco. Ma forse ha ragione Arcangelo e non ci sarà alcuna risposta.
Nel frattempo si potrebbe proporre all'impavido Berizzi un'altra inchiesta clamorosa: potrebbe farsi accusare di molestie all'infanzia e smascherare un altro po' di problemi del "sistema Italia". Sarebbe interessante, no?

Gianni Perfetti ha detto...

Ho appena inviato a pannella@radicali.it
questa missiva....
Caro Marco, chi ti scrive pensa di scrivere a un mito. Nel 1974 ero lì a Piazza Navona la notte del 13 maggio. Ero lì anche negli anni seguenti. Nella tragica giornata del 1977. E non solo: le mattinate in cui facevo sega a scuola le passavo in via di Torre Argentina.
Pochi giorni fa nella rubrica delle lettere del Foglio c'è stata una futile polemica sulle sigarette francesi. Guerra tra Gitanes e Gauloises fino che qualcuno è intervenuto a dire "io sto con Pannella e le sue Celtique". Già, le Celtique, chi ha scritto quella lettera potrei essere io. Ricordo ancora di averti visto tra le mani in Piazza Navona quel pacchetto blu e di essermi precipitato ad acquistarle. Non sono mai riuscito a fumarne una! Tutto questo alimentava il mito. Chi fumava quelle sigarette doveva essere un superuomo, qualcuno a cui si può perdonare tutto.
E infatti ho cominciato negli anni a perdonare. Ho perdonato il dissiparsi di un patrimonio di cultura politica che poteva essere leader in Italia e invece si è limitato a essere marginale. Ho perdonato le crisi di identità, la colpevole intempestività di chi aveva denunciato con anni di anticipo la partitocrazia salvo poi rimanerne travolto per primo quando questa cadde come un castello di carta. Ancora pochi mesi fa di fronte a un gruppo di ragazzi che si dirigeva verso Piazza Navona con una bandiera con la Rosa nel Pugno mi sono commosso...
Ma c'è qualcosa che oggi non posso perdonarti.
Apprendo da questo link (http://www.radioradicale.it/scheda/228895) che in un convegno organizzato dal partito che un giorno potevo considerare anche il mio, prima di te ha parlato uno squallidissimo personaggio che nulla ma proprio nulla ha a che fare con la tradizione culturale del Partito Radicale: Massimiliano Frassi. Costui tiene un blog che, sotto l'apparentemente lodevole intenzione di combattere la pedofilia, è una palestra dove si dà sfogo ai peggiori istinti giustizialisti e forcaioli. Con palesi inviti al linciaggio ( http://www.massimilianofrassi.splinder.com/tag/monica_chirollo) e costante diffusione di dati privi di scientificità, tesi a diffondere allarmi sociali ingiustificati che fanno leva sulle peggiori paure della gente.
Io capisco che la lotta anticlericale abbia i suoi prezzi da pagare. Ma vedere te che ti siedi sulla stessa sedia dove si è appena alzato dopo aver svolto il suo intervento (anch'esso pieno di calunnie e falsità) Massimiliano Frassi mi ha creato una sorta di schock! Ricordo (uno degli ultimi gesti dei radicali che mi sento di approvare in toto) che voi aveste il coraggio di chiedere scusa al presidente Leone per la campagna nei suoi confronti vista, con il senno di poi, una barbarie giustizialista.
Ecco, io chiedo a te, Marco, a te e solo a te di darmi una risposta che suoni così: sì, è vero, abbiamo sbagliato, dare credibilità a un personaggio come Frassi è stato un errore che non si giustifica neanche con la nostra legittima guerra anticlericale. Non ti chiedo una ritrattazione pubblica, ti prego semplicemente una risposta privata affinché non sia costretto a pensare che quella che è stata la più importante esperienza politica della mia vita non sia una cosa tutta da buttare...
con sincero rispetto
Gianni Perfetti

Ugo ha detto...

Grazie Gianni, lasci sempre qualcosa di prezioso.
Nessuno di noi in realtà sta pensando che i Radicali davvero flirtino con Frassi, semplicemente non sanno chi è. Il pressappochismo e la superficialità dell'informazione sono un problema di tutti noi, che crea l'humus in cui sguazzano certi personaggi.
La lettera aperta, le segnalazioni a Turco, la tua accorata email a Pannella, semplicemente non verranno da loro mai lette, saranno state filtrate da qualche solerte segretario poco attento alla tua passione politica e inconsapevole della gravità del fenomeno dei falsi abusi.

O forse è il contrario. Forse Pannella ti ha letto e cestinato con una risata sardonica. Forse sa tutto delle denunce di falso abuso e anzi le sta inducendo proprio lui. Mi viene in mente la situazione del popolo russo, durante gli anni del grande terrore, erano in molti a cercare di scrivere a Stalin, immaginando che se egli avesse saputo cosa stava succedendo, avrebbe fermato le inaudite persecuzioni degli innocenti, le esecuzioni di massa dopo processi sommari, la caccia alla spia tra vicini di casa in cui sopravviveva il delatore più veloce.
Il nostro grande padre Stalin, questo pensavano molti russi, è impossibile che non faccia nulla contro tutto ciò, qualcuno dovrebbe avvisarlo...

(è questo un estremo tentativo di richiamare l'attenzione di Marco Pannella, adesso lo paragoniamo perfino a Stalin, se ci legge almeno si infurierà un po'... :)

Ugo ha detto...

Segnalo un articolo pertinente, dal sito Falsi Abusi:
http://www.falsiabusi.it/casi/eire_01.html

Gianni Perfetti ha detto...

COMPLIMENTI!! Chissà che non sia l'inizio o l'occasione per un ripensamento. Per quel che riguarda la mia lettera ho appreso che è stata completamente inutile. L'ho appreso io come chiunque altro abbia letto l'articolo di Sofri di qualche giorno fa dove si parlava di Pannella che candidamente confessava di usare ancora la macchina da scrivere. E quindi, ahimè, chissà a chi arrivano le sue mail? Forse direttamente a Frassi???

raffaella ha detto...

Se ha un indirizzo e-mail avrà anche qualche solerte segretaria/o che gliele stampa e sottopone. Di solito funziona così. Forse invece non sapeva cosa risponderti. In ogni caso io ho scritto direttamente a Turco (ricevendo conferma di lettura) e non ho avuto più fortuna di te. Che anche lui sia fermo alla macchina da scrivere?

DagoRed ha detto...

Schizofrenia dei radicali? forse scarsa memoria?

"Scrivevano Maurizio Turco e Daniele Capezzone, deputati radicali, in
una lettera a Libero del 28 aprile 2002, scagliandosi contro
provvedimenti mirati a fermare il traffico di materiale
pedopornografico in internet: "in termini liberali, è del tutto
inaccettabile la criminalizzazione di un orientamento sessuale (sic)
in quanto tale, di un modo di 'essere', di uno 'stato'...Non si tratta
di difendere il 'diritto' di qualcuno a intrattenere relazioni
sessuali con bambini in tenera età; si tratta di affermare il diritto,
senza virgolette, di tutti e di ciascuno a non essere condannati e
nemmeno giudicati, sulla base della riprovazione morale che altri
possono provare nei confronti delle loro preferenze sessuali.
Criminalizzare i 'pedofili' in quanto tali, al contrario, non serve a
tutelare i minori, ma solo a creare un clima incivile..."
http://www.nntp.it/cultura-cattolica/427569-la-pedofilia-e-i-suoi-corifei-laico-progressisti.html

è anche vero che cambiare idea è sempre permesso, a tutti, anche a un radicale.
Però sarebbe interessante sapere perchè si cambia idea.