E' innegabile che le battaglie che vengono condotte dai Radicali, che le si condivida o meno, contengono sempre un elemento ideologico interessante. Purtroppo, a perseguire l'ideologia, capita a volte di perdere il contatto con la realtà e ficcarsi in situazioni paradossali.E' ciò che è sembra avvenuto rispetto alla questione della pedofilia: sembra che i Radicali arrivino spesso a lambire questo problema, forse un po' per caso, nell'ambito di due loro distinte battaglie. Fin qui niente di male, se non fosse che, a seconda del percorso ideologico che seguono, ci arrivano da due direzioni opposte e con risultati assolutamente inconciliabili, al limite della schizofrenia.
Garantismo
La prima battaglia che da sempre è nel DNA radicale è quella per il garantismo, per il rispetto dei diritti della difesa dell'individuo libero di fronte alla giustizia dello Stato. Un esempio sopra tutti: la battaglia radicale per sostenere Enzo Tortora, ingiustamente accusato di collusione con la camorra, tuttora ricordata sulla homepage del sito dei Radicali Italiani dal manifestino che ho riportato in cima a questo articolo: Questa "Giustizia" può colpire anche te.
E' capitato spesso che i Radicali avessero modo di combattere la battaglia del garantismo anche per innocenti ingiustamente accusati per crimini sessuali come la pedofilia. Ci piace in questa sede citare ad es. la battaglia parlamentare di Marco Taradash per difendere i diritti del fotografo Catello Rapacciuolo, ingiustamente accusato ed incarcerato nell'ambito delle indagini sul caso di pedofilia del Rione dei Poverelli di Torre Annunziata. Questo impegno dell'on. Taradash lo fece duramente scontrare col procuratore Alfredo Ormanni e ancora non sono esauriti gli strascichi di quello scontro. Anche sul caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana (l'amico blogger "Giustiziere" gli sta dedicando uno speciale a puntate), tra i pochi che levarono la voce a difesa delle garanzie costituzionali degli imputati vi erano alcuni Radicali.
Insomma, ci piace pensare che i Radicali transnazionali tutti riuniti siano con noi nella battaglia garantista che questo blog sta conducendo, sono o non sono il partito di "Nessuno tocchi Caino"? Un vero Radicale sa che non bisogna lasciare che l'orrore generato dalla gravità delle presunte accuse offuschi la ragione e annulli la Costituzione, per nessuno. Ci pensano già tanti giudici italiani a far carta straccia del codice di procedura penale e dei diritti della difesa ogni qualvolta sentono solo ventilare la parola "pedofilia", confondendo la giustizia con la moralizzazione e la caccia alle streghe, non è certo questo lo stile del vero Radicale.
In questa nostra speranza, siamo confortati da un datato intervento di Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale, il quale durante il convegno "Pedofilia e internet: Vecchie ossessioni e nuove crociate" (Roma, 27 Ottobre 1998) dichiarava:
- "Nel giro di pochi anni ci sarebbe già materiale in abbondanza per scrivere - se ne fossimo capaci - una "Storia della colonna infame"; ve ne sono tutti gli elementi e tutti i personaggi; "l'invenzione" - pazzesca, ma sempre più verosimile, attendibile, confermata e temuta - di "untori" tecnologizzati, collegati in Internet, che contagiano l'intera società, per una sorta di "intelligenza con il diavolo"; una società che dà tragica conferma a tutte le proprie paure, e sfoga i propri sentimenti più oscuri in questa caccia all'uomo senza quartiere... ma, come nella peste di manzoniana memoria, proprio ciò che tutti si figuravano fosse la causa del contagio non è più che una invenzione; e ciò che si mette in campo, in questa rinnovata politica dell'emergenza, anche a costo di violare e capovolgere principi fondamentali del diritto e della convivenza civile, è un pericolo che si aggiunge (e non un argine che si oppone) al pericolo che si vorrebbe combattere".
E' per tutti questi motivi che i Radicali non sono mai stati molto simpatici ai campioni del giustizialismo anti-pedofilo. Ad es. Massimiliano Frassi non è stato mai troppo tenero verso le iniziative radicali garantiste, da lui ritenute sbagliate se applicate al pedofilo, presunto o accertato che sia: si veda ad es. la critica nel novembre 2006 al deputato Salvatore Buglio della Rosa nel Pugno, solo per essere andato a visitare in carcere Mario Alessi, killer del piccolo Tommaso Onofri.
Quel post di Frassi contiene una ulteriore piccola curiosità: nei commenti troviamo una convinta dichiarazione di stima e gratitudine a Frassi da parte del padre di Tommy, Paolo Onofri: i due uomini hanno stretto nel tempo una solidale amicizia che ancora dura, nonostante su Onofri gravasse da marzo 2006 l'accusa per reati di pedopornografia, per i quali ha patteggiato una condanna a 6 mesi. Frassi pubblicò a tale riguardo sul suo blog un articolo a giugno ed un articolo a luglio, dallo spirito sorprendentemente iper-garantista e pieni di fiducia verso la buona fede dell'amico, uno straordinario caso di "due pesi e due misure" che la dice lunga sul Frassi.
Anticlericalismo
C'è una seconda battaglia sempre in cima all'agenda radicale, ed è quella contro l'ingerenza del clero e del Vaticano nella politica e nella società italiana. Tra Radicali e Vaticano, lo sanno tutti, non corre buon sangue, nessuno si scandalizzerà se affermiamo che tra le file dei i Radicali ci sono diversi politici dichiaratamente anticlericali.
Uno di questi è certamente l'on. Maurizio Turco (anche su Wikipedia), deputato della Rosa nel Pugno, segretario della Commissione Affari Costituzionali, nonché segretario dell'associazione "Anticlericale.net". L'on. Turco è insomma uno che le cose contro il Vaticano non le manda certo a dire e anche recentemente è stato molto attivo su questo fronte, accodandosi al movimento d'opinione che sta attaccando il Vaticano per i presunti atteggiamenti omertosi rispetto alla diffusione della pedofilia tra il clero, sull'onda dell'ormai arcinoto documentario BBC "Sex crimes and the Vatican":
- il 20.06.2007 ha organizzato a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, una conferenza stampa dal titolo "Vaticano e pedofilia: tutto quello che Santoro&Fisichella hanno nascosto";
- venerdì 22.06.2007 ha organizzato un convegno presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati dal titolo "La repressione sessuale: una politica che genera violenza", seguito in serata da una manifestazione in piazza San Pietro.
La sorpresa per noi è giunta dal fatto tra i relatori sono stati invitati anche Massimiliano Frassi, presidente dell'associazione anti-pedofilia Prometeo, nonché Rita Pellegrino, mamma di una delle bambine dell’asilo Istituto delle Piccole Ancelle di Santa Teresa di Vallo della Lucania, accusatrice di Suor Soledad.
L'on. Turco e gli organizzatori del convegno, forse presi da eccessivo furore anticlericale, hanno stavolta dimenticato di essere Radicali e garantisti?
L'intervento di Massimiliano Frassi
Qualcuno potrà pensare che siamo prevenuti e che forse Frassi, anche in ragione della serietà imposta dalla massima sede istituzionale in cui è stato invitato a parlare, stavolta si sarà attenuto con rigore al racconto di soli fatti accertati, avrà fornito dati non inventati e avrà rinunciato a ingiuriare.
L'intero convegno è stato videoregistrato ed è disponibile in libera visione sul sito di Radio Radicale (che credo lo abbia anche trasmesso in diretta nazionale). [richiesta di conferma]
Alle 15.17 prende la parola Massimiliano Frassi. Nelle prime battute chiarisce che "non racconto bugie", chiede giustizia per i bambini che segue attraverso la propria associazione, affermando che "nessuno di loro è un bambino che mente". Inizia poi una elencazione di quelli che (secondo lui) sono casi di prete pedofilo ed è qui che Frassi dà il meglio della propria capacità di mistificazione. Vediamo alcuni degli esempi che cita:
- "Don Stefano, per umiliare i bambini che abusava, faceva mangiar loro i propri escrementi"
Altro esempio:
- "Suor Carolina faceva con i bambini il "gioco del coniglio", utilizzando bambini di 3/4 anni con un gioco che evito di raccontarvi, ma traumatizzandoli probabilmente per tutta la loro esistenza".
Merita ricordare ancora un noto articolo dal titolo "E dopo tanti veleni gratuiti sia Prometeo a fare le scuse", comparso a proposito di questa vicenda sull'Eco Di Bergamo, il 03.07.2004 a commento della sentenza assolutoria d'appello, in cui si scriveva: "(...) per tre anni le religiose non si sono dovute difendere solo dalle accuse mosse dai magistrati, ma anche dai giudizi (e pregiudizi) velenosi di chi è abituato a emettere sentenze irrevocabili prima ancora che la giustizia abbia fatto il suo corso. Sui siti internet di rumorosi paladini dell’antipedofilia si possono ancora oggi leggere ingiurie infamanti nei confronti delle due religiose ultrassessantenni, scagionate ieri con formula piena dal tribunale d’appello, bollate come “folli e insospettabili predatori dalle fauci insaziabili, ree di aver sporcato la loro veste prima ancora di quelle dei piccoli di cui si dovevano prendere cura”. Sono offese pesanti come pietre, scagliate dal presidente dell’associazione Prometeo, Massimiliano Frassi, all’indomani della sentenza di condanna in primo grado. (...) E adesso che queste tesi sono state smontate, come restituire l’onore a persone ingiustamente sbattute come orchi in prima pagina? Chi ripagherà le religiose di tanta cattiveria aggiunta alla sofferenza di vedersi attribuire abusi mai commessi? C’è modo e modo di lottare contro l’orrenda piaga della pedofilia, un crimine da prevenire e condannare sempre con severità, cosa che pure noi abbiamo fatto. (...) Prometeo, bontà sua, chiese allora alle suore di scusarsi con i bambini e con noi tutti. Da ieri qualcuno deve almeno delle scuse alle suore. Sarebbe, per fare il verso a Frassi, un atto di civiltà".
Massimiliano Frassi ovviamente le pubbliche scuse non le fece mai, apprendiamo che ancora oggi nessun dubbio sulla presunzione di innocenza degli imputati alberga nella sua mente.
Proseguiamo nell'ascolto dell'intervento di Frassi, arriva il suo capolavoro di vittimismo allarmista:
- "Chi vi sta parlando è probabilmente l'unico italiano ad aver ricevuto una fatwa non integralista, non musulmana, ma cattolica. Io sono seguito da circa 4 anni a cadenza quotidiana, e abbiamo anche rischiato per un certo periodo di chiuder l'associazione, crisi abbondantemente superate, oggi abbiamo degli ottimi anticorpi. Siamo seguiti da un sacerdote che ha creato un comitato, il primo comitato simile italiano, ma che in America con la NAMBLA, con realtà di questo tipo, ha dei precedenti illustri, ed è un comitato che riunisce in Italia persone già condannate per reati nei confronti dei bambini, loro familiari o persone indagate, che questo sacerdote ritiene chiaramente, assolutamente innocenti. Il sacerdote ritiene che i genitori si siano contagiati fra di loro scambiando la pedofilia per l'influenza. Il sacerdote è convinto che associazioni come la mia convincano i genitori che i loro figli hanno subito abusi e quindi li convincano a rovinare la loro vita e la vita dei loro figli. E vi leggo una lettera tra le tante, ne abbiamo circa 1800, quindi visto che il Vaticano (inc.) rassegna stampa se mi contattano ho 1800 lettere così che andranno, forse un domani, a processo avendo noi abbondantemente denunciato, ma non avendo mai ottenuto nulla".
- (Frassi legge a questo punto il testo di una delle lettere che circolavano a Brescia per screditarlo) «Gentilissimo Signor Taldeitali, la pubblicità della vostra azienda appare in calce al manifesto diffuso dall’Associazione Prometeo in occasione del convegno internazionale sulla pedofilia. Non è mia intenzione colpevolizzare un fatto così normale per chi svolge una attività economica come la vostra. Mi limito soltanto a segnalarle che il convegno verrà radicalmente contestato e chiederemo ufficialmente la sua soppressione. Ciò è dovuto all’attività accusatoria di Massimiliano Frassi, calunniatore e bugiardo. Un cittadino di Pian Camuno (Frassi: «poi vi dico cos'è Pian Camuno e chi è il cittadino»), persona degna, tra le altre cose ex-militante della Lega Nord, vive segregato da quasi 3 anni in casa, dopo aver subito una ingiusta carcerazione, a causa di una folle epidemia di falso abuso che è interesse di Prometeo alimentare con ogni sorta di falsità. Le chiedo di non offrire denaro all’associazione Prometeo, di ritirare la sponsorizzazione, rendendomi disponibile per ulteriori chiarimenti. Devo serenamente ricordarle che la benedizione di Dio non accompagna chi commette ingiustizia. Frassi parla di complotto satanista nei suoi confronti, in realtà tutto è palese: vogliamo solo che faccia silenzio e che si trovi un lavoro. Con stima e rispetto, Don Mario Neva, Assistente spirituale dell'Università Cattolica, sede di Brescia».
Si noti anche che l'ipotesi del "contagio" dell'isteria tra genitori, bollata sarcasticamente da Frassi come una invenzione del prete ("scambiando la pedofilia per l'influenza"), è in realtà una accreditata teoria scientifica, che la corte ha pienamente fatto propria nella sentenza (una sentenza in cui sono stati stigmatizzati anche "i consigli, spesso impropri, circa le modalità con le quali far parlare i bambini", consigli che spesso venivano proprio dagli operatori di Prometeo).
E' scandaloso inoltre l'accostamento con il NAMBLA (associazione culturale pro-pedofilia americana, che predica la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minori consenzienti), in quanto il comitato bresciano mai si è prestato ad alcuna giustificazione culturale, promozione o difesa della vera pedofilia e degli atti sessuali su minori. Il comitato "Liberi nella Verità" difende persone che ritiene innocenti e che non hanno a che fare con la pedofilia, di pedofilia non si interessa. Purtroppo, poichè Frassi dà per scontato che ogni imputato sia sempre davvero un pedofilo, capita spesso che egli accusi anche chiunque li difenda (compresi avvocati e consulenti) di essere pedofilo o colluso con la pedofilia. Frassi non solo non sembra propenso alla presunzione di innocenza, sembra addirittura non riuscire a capire il motivo per cui altri mantengano un simile atteggiamento e sospetta sempre che ciò nasconda in realtà colpe, omertà, complicità. La caccia alle streghe non ammette astenuti o neutrali, chi non è con lui deve essere per forza contro.
Frassi, come promesso, ci parla poi del "cittadino di Pian Camuno":
- "Pian Camuno è un paese in provincia di Brescia, il cittadino, che non vive segregato, vive, vive quasi al livello (Frassi accenna qualcosa al vicino di sedia) poi mi dai una mano allora in quel senso, ma infatti l'abbiamo denunciato ma chissà come mai non si va mai a processo. Ehm, il cittadino di Piancamuno, la persona degna, quindi l'indegno sono io ma il degno è lui, è stato già condannato in due gradi di giudizio a 13 anni per abusi sui bambini e per aver fatto questo: (legge) «in più occasioni costringeva trattenendola con la forza XY frequentante la scuola materna, di anni 3, a subire atti sessuali fra cui toccamenti nelle parti intime e penetrazioni varie. In più occasioni costringeva trattenendola con la forza YZ a subire atti sessuali fra cui toccamenti con il dito nella vagina. In più occasioni costringeva trattenendolo con la forza YZ, anche alla presenza di..., a subire atti sessuali quali stimolazioni manuali delle zone genitali, baci con la lingua in bocca ed altro. In più occasioni costringeva trattenendola con la forza XY a subire atti sessuali quali toccamenti, baci, leccate e altro nella zona vaginale» eccetera, eccetera, eccetera".
Un caso che, piaccia o non piaccia a Frassi, è ancora in attesa del giudizio della Cassazione, e per cui il povero bidello si è sempre proclamato completamente innocente. E' possibile che, in un convegno radicale, di fronte alla frase "è stato già condannato in due gradi di giudizio a 13 anni" nessuno abbia levato la mano per ricordare a Frassi che i gradi di giudizio sono tre e fino alla conclusione del processo non è opportuno commentarlo come se fosse un fatto accertato?
Frassi, a sostegno delle proprie tesi sulla diffusione della pedofilia nel clero, ha portato dunque anche una ampia serie di esempi invalidi e diffamatori. A questo punto del suo discorso, arriva il capolavoro della mistificazione (non a caso cita la giornalista Gabriella Simoni, la stessa del famigerato speciale Live di Studio Aperto prodotto a quattro mani proprio con Frassi ed inizialmente invitata anche lei come relatrice al convegno):
- "Allora è interessante sapere che lui è una persona degna e che io sono un criminale, perchè probabilmente in questa società abbiamo completamente ribaltato i ruoli, completamente ribaltato i piani d'azione. Questa gente ha riportato in Italia la lotta alla pedofilia indietro di 30 anni, e calcolando che eravamo già indietro di 30 anni, siamo finiti probabilmente intorno alla prima guerra mondiale. Ma quello che questa gente sta, sta cercando di proteggere è quanto in America e in Canada o in altri paesi europei, mi dispiace che manchi l'amica Gabriella Simoni, già da tempo si denuncia: la sigla americana è S.R.A., Satanic Ritualistic Abuses e gli abusi satanici di tipo ritualistico sono abusi che hanno l'utilizzo di più persone, hanno sempre la presenza di almeno un sacerdote e la presenza di donne e la presenza di bimbi molto piccoli che vengono prelevati dalle scuole materne, abusati, torturati, fotografati e minacciati, rimandandoli poi a casa. Abbiamo tanti, troppi casi di questo tipo in Italia, alcuni casi sono purtroppo finiti male, abbiamo tanti casi all'estero, ne abbiamo tantissimi negli Stati Uniti, c'è uno studio importantissimo fatto sul Canada (estrae un libro dalla cartelletta e lo mostra), dove sono stati coinvolti più di 100 bambini e alla fine si è ottenuta giustizia per, per quei bambini, spero che la stessa cosa possa capitare anche nel nostro paese".
Negli anni '80 in America si è effettivamente creduto a questi casi, con disastrosi effetti sociali e molte vite di innocenti distrutte da folli accuse infondate: il processo per il caso della McMartin preschool (1983-1990) costò 15 milioni di dollari allo stato della California, quell'asilo venne addirittura raso al suolo (lo stesso è stato proposto da alcuni politici per l'asilo Olga Rovere di Rignano!) alla furiosa ricerca delle prove delle parole dei bambini, mai trovate. Bambini che poi, solo da grandi, hanno raccontato davvero come andarono le cose e perchè dissero delle bugie a chi li interrogava troppo insistentemente.
E' vero dunque che vicende simili sono state spesso denunciate all'estero, ma Frassi nasconde che da almeno un decennio negli Stati Uniti non se ne parla più, da quando una indagine dell'FBI nel 1992 ha messo in luce al di là di ogni dubbio l'inconsistenza di certi fatti. L'epidemia dei falsi abusi negli asili si è spostata poi in altri paesi, a cominciare dall'Inghilterra (anche per diretta ed accertata responsabilità del maestro dichiarato di Frassi, il criminologo Ray Wyre), ma anche in Australia, Germania, Olanda (ad esempio il caso olandese di Oude Pekela, ben noto come colossale e dolorosissima bufala, ma ancora recentemente presentato dalla coppia Simoni-Frassi come se si trattasse di un fatto certamente vero). Anche la Francia ha recentemente aperto questo capitolo, lì la politica e la giustizia hanno poi dovuto fare un doloroso mea culpa per aver dato ascolto a certe follie, ma intanto erano morti degli innocenti e molte vite sono state distrutte: Frassi si guarda bene di citare il nome del paese di Outreau, la "Waterloo della giustizia francese". Eppure anche lì c'era un prete tra i tanti imputati, Dominique Wiel, incarcerato dal 2001 al 2004 sulla base di accuse folli come quelle di Brescia, poi assolto nel 2005.
Frassi accusa altri di riportare indietro nel tempo la lotta alla pedofilia, in realtà è proprio egli che sta dedicando ogni sforzo al tentativo di trascinarci indietro alle età dell'oro dell'abusologia giustizialista, gli anni '80 nei paesi anglosassoni, o l'epopea milanese dell'indimenticabile "pool Forno" nei nostri '90, o la Brescia di 3/4 anni fa in cui erano ancora in molti a dare credito alle accuse di Frassi e della sua giovane associazione antipedofilia, o addirittura forse indietro fino al processo contro le "streghe" di Salem (1692). Bei tempi, per chi si guadagna da vivere con le accuse di abuso pedofilo e satanista. Possibile che i Radicali diano voce a questo moderno Cotton Mather?
On. Turco, l'effetto che abbiamo provato nel sentire l'intervento di Frassi da lei invitato a parlare alla Camera, è lo stesso effetto che avremmo provato se lei avesse organizzato un convegno contro i misfatti della TV moderna, ed uno dei relatori ci avesse riferito dell'esistenza di troppi conduttori televisivi corrotti, facendo l'esempio del caso di "un certo Enzo, che circuiva il pubblico parlando sempre di buoni sentimenti, e poi in realtà ne approfittava per tenere loschi affari coi camorristi".
Termina tra gli applausi il discorso di Frassi (ringraziando "tutti i genitori di Rignano e di Vallo e tutte le persone che sono venute a sentire"), che viene subito seguito dall'intervento di Marco Pannella, il quale va a sedersi proprio sulla stessa sedia. Non avremmo mai pensato di assistere ad un simile avvicendamento durante un convegno radicale: ci domandiamo come sia stato possibile che il grande vecchio di tante battaglie costituzionali possa aver iniziato a parlare, senza accorgersi del tanfo di forca che aleggiava nell'aria.
Appello
On. Maurizio Turco, ci permetta di dirle: «questa "Giustizia" può colpire anche te», o qualcuno dei suoi cari. Forse c'è nella sua famiglia o tra le sue conoscenze un'insegnante, una maestra, un bidello. Bene, le auguriamo che non vi capiti mai che un bambino racconti ai propri genitori di aver visto qualche strano comportamento da parte vostra e che non trovi la "consulenza" di certe associazioni anti-pedofilia. In tal caso avreste modo di accorgervi davvero di chi sono e cosa fanno alcuni ospiti del vostro convegno.
Posso suggerirle questo breve saggio riassuntivo, da cui può iniziare a documentarsi sul fenomeno dell'epidemia di false denunce di abuso nelle scuole. Non trascuri questo passaggio: "In sette casi sono scese in campo associazioni di dubbia capacità e di carente preparazione specifica, animate da oltranzismi e ideologie e pronte a buttarsi a peso morto sulle segnalazioni di cui vengono a conoscenza, emettendo immediatamente sentenze di condanna senza conoscere i fatti e bollando come “complici dei pedofili” tutti coloro che osano pronunciare una parola in difesa degli indagati". Dia anche un'occhiata a questa intervista.
Questo blog si occupa della dignità di tanti innocenti (preti o laici che siano, a noi non interessa), messa in ginocchio dalla insensata caccia alle streghe promossa da abusologi o altri cialtroni, privi della dovuta formazione tecnico-scientifica e mossi soprattutto da vanità personale e profitto.
Della battaglia anticlericale e della pedofilia questo blog non si interessa, ci pare tuttavia che certi protagonismi giustizialisti non possano giovare neanche alle vostre iniziative, rischiando invece di screditarle: l'anticlericalismo intelligente e la battaglia contro la pedofilia nel clero non passano attraverso la calunnia, l'invenzione, la mitomania.
On. Turco, conosciamo le sue passate battaglie garantiste, non nutriamo dubbi sulla sua integrità costituzionale e riteniamo che questa sia stata solo una svista dell'organizzazione radicale, dovuta a mancanza di sufficiente informazione. Facendo appello alla sua onorabilità, ci permettiamo di invitarla a quanto segue:
- si informi innanzitutto sui processi per i casi di presunta pedofilia negli asili di Brescia e di Cazzano San Andrea (ma anche su Rignano Flaminio, Vallo della Lucania, Mirandola...). Troverà materiale in abbondanza in questo blog e nei nostri "link intelligenti" (a cominciare dal sito Falsi Abusi). Confronti i fatti che sono stati accertati dalle sentenze emesse dai tribunali della Repubblica (anche recentemente), con quanto ha invece mistificato Frassi;
- si informi meglio su chi è Massimiliano Frassi e quali siano le azioni e la propaganda giustizialista che promuove attraverso l'associazione Prometeo, anche leggendo il suo blog;
- si dissoci dalle ingiurie espresse nel suo intervento del 22.06, con un atto pubblico, di cui la preghiamo di volerci dare notizia anche qui;
- voglia gentilmente farci sapere attraverso quale percorso e sulla base di quali credenziali i Radicali hanno scelto Massimiliano Frassi ed un gruppetto di suoi abituali supporter (Gabriella Simoni, Marco Marchese, Rita Pellegrino) come relatori del convegno e come punto di riferimento per la documentazione scientifica sul problema della pedofilia;
- voglia porgere anche le sue scuse agli innocenti di Brescia, a Don Mario Neva ed i membri del comitato "Liberi nella Verità" ed alle suore "presunte innocenti" di Cazzano, i quali già per anni hanno dovuto sopportare accuse tanto orrende quanto infondate ed i veleni di Frassi. Non meritavano di essere da lei nuovamente esposti, nella sede della Camera dei Deputati, ad una simile pubblica gogna.
Ugo, con dedica in memoria di Don Giorgio Govoni, dimenticato dai Radicali

