Negli ultimi 4-5 anni, anche in Italia come in molti altri paesi prima di noi, si sono moltiplicati casi di cronaca che hanno sollevato l'orrendo sospetto che alcune scuole, asili o istituti di cura dell'infanzia siano state fatte teatro di orrende azioni da parte di gruppi organizzati di pedofili, pedopornografi o satanisti: Brescia, Rignano Flaminio, Vallo della Lucania, ma altri probabilmente se ne aggiungeranno.Per fortuna finora in questi casi, né in Italia né nel mondo, sono mai emerse prove oggettive che confermassero tali sospetti, che emergono solo dalle testimonianze di bambini e che descrivono spesso situazioni talmente bizzarre o irreali da non risultare ragionevolmente credibili. Dico "per fortuna", perchè si tratta di una ottima notizia, che ci lascia la possibilità di continuare ragionevolmente a credere che in quelle scuole non siano per nulla avvenuti i fatti orrendi descritti nelle accuse e che per fortuna si tratta solo di suggestioni e fantasie (almeno fino a prova contraria). Per ora, sto dalla parte di chi ancora crede che la nostra società non sia così marcia e non sia tanto infiltrata da malintenzionati.
Invece, purtroppo, ciò che invariabilmente in questi casi giudiziari è emerso sono alcune gravi carenze deontologiche, procedurali, tecniche e culturali da parte di uno o più tra gli stessi professionisti incaricati dallo Stato di valutare, far rispettare legge e giustizia e proteggere la comunità: magistrati, inquirenti, psicologi, neuropsichiatri, criminologi, o altri consulenti. Per ora, sto dalla parte di chi purtroppo teme che nel nostro paese gli organi deputati alla giustizia siano infiltrati da un numero intollerabile di incapaci.
Il pregiudizio, la sciatteria metodologico-culturale e la mancanza di deontologia professionale da parte un professionista incaricato pubblicamente di svolgere il proprio lavoro è un reato, che di fronte a questioni talmente delicate e socialmente rilevanti diventa un abominio, che va fermato e sanzionato.
Questo blog nasce esplicitamente come spazio di controinformazione rispetto alla propaganda allarmistica ed ingiustificata di chi cerca con tutti i mezzi ed i trucchi di diffondere l'idea dell'esistenza di estese ed organizzate reti di pedofili che in Italia e nel mondo starebbero attaccando le nostre scuole.
All'esistenza di simili organizzazioni sarò disposto a credere solo quando se ne vedranno i segni oggettivi della presenza, e quando ciò sarà chiaramente confermato dagli strumenti pubblici di indagine e giustizia (scrivo "confermato", dunque non solo e doverosamente sospettato o indagato). Ciò non è ancora avvenuto nel nostro o in altri paesi, quella delle organizzazioni di pedofili che starebbero assediando alcune nostre scuole è al momento una semplice ipotesi di alcuni, lecita, ma ancora infondata e basata finora solo sui racconti di alcuni bambini. Va contrastato il tentativo di imporla a tutti come una realtà già dimostrata, facendo leva su pregiudizi popolari e su timori ancestrali ai quali non si dovrebbe concedere di rubare tanto spazio al ragionamento giudiziario e scientifico intelligente.
Questo blog osserva con particolare attenzione e preoccupazione l'attività di propaganda che proviene dall'associazione anti-pedofilia Prometeo onlus di Brescia e dal suo presidente Massimiliano Frassi, il quale attraverso il proprio blog si pone in prima fila tra i campioni della propaganda allarmistica ed invade il web con un flusso di informazioni spesso faziose e pregiudiziali (tra cui anche dati statistici ed epidemiologici infondati e cammuffati in veste di dati scientifici), ispirate al marketing del più classico e bieco "appeal to fear".
Propaganda che viene poi replicata ed amplificata su molti altri organi di informazione, spesso senza alcuna verifica della credibilità della fonte, in violazione della deontologia giornalistica.
Ancora più grave, Massimiliano Frassi si è distinto per aver talvolta impunemente accusato di favoreggiamento della pedofilia (se non addirittura di collusione con le organizzazioni di pedofili) coloro che non la pensavano come lui o presentavano fatti alternativi ai suoi, dimostrando in ciò un atteggiamento incivile, ignorante e intimidatorio, che impedisce un normale confronto oggettivo ed argomentato.
Credo fermamente nella libertà di espressione e nella circolazione delle idee. Questo mio blog non sarebbe mai nato se da parte di soggetti come l'associazione Prometeo ci si fosse limitati a diffondere le proprie idee, per quanto spesso in disaccordo con le mie. Ognuno si assume la reponsabilità di ciò che dice e non va censurato da chicchessia, se non nei casi previsti dalla legge.
Sono però estremamente preoccupato del fatto che ad alcuni soggetti, che fanno della propaganda allarmistica, del pregiudizio contro l'estraneo e della indiscriminata caccia al pedofilo la propria bandiera ed il proprio vanto, viene concessa la possibilità di entrare in contatto diretto con i soggetti di una vicenda giudiziaria, in alcuni casi assumendo addirittura ruoli pubblici: ad esempio raccogliendo le testimonianze ed informative dagli stessi bambini o dalle loro famiglie, oppure fornendo loro consulenza e servizi di sostegno psicologico alle presunte vittime di abuso (a volte prima ancora che questo sia accertato, o che sia stato ascoltato il testimone in incidente probatorio). Chiunque voglia assumersi il diritto di svolgere simili funzioni pubbliche dovrebbe dimostrare almeno una minima capacità di neutralità ed oggettività, accettando di rinunciare alla tentazione della indiscriminata caccia alle streghe.
I bambini testimoni di possibile abuso, le loro famiglie ed i loro rappresentanti civili devono essere avvisati rispetto alla faziosità ed alla pregiudizialità delle informazioni su cui si fonda l'attività di alcune agenzie ed alcuni consulenti.
Poi ognuno scelga liberamente da chi farsi consigliare nei processi e da chi far ascoltare e curare il disagio dei propri bambini, e paghi sulla pelle propria le conseguenze di una eventuale scelta sbagliata.
Ugo (il nome è fittizio)

