A settembre lo scrittore Massimiliano Frassi aveva lanciato l'allarme:
- “L’ultima tendenza in fatto di turismo sessuale è andare in alcuni Paesi dell’Est, pagare una donna che sta per partorire e poi abusare del neonato”.
I due sono stati intervistati assieme anche a Mattino 5 e Frassi linka con orgoglio il video sul proprio canale Youtube: l'intervista ci dà modo di apprezzare la differenza tra lo stile comunicativo misurato dei professionisti britannici, ad esempio la criminologa Elena Martellozzo (9:37) rifiuta di rispondere a domande pelose su casi come quelli della scomparsa di Yara ("mah, non sono in grado di commentare, perchè sarebbe una speculazione"), ovvero su quei medesimi argomenti e in quella stessa trash-TV su cui di solito sgomitano invece i tuttologi del crimine come Frassi.
Nonostante il prestigio del ruolo che rivestono, dubitiamo che in futuro la redazione vorrà ancora annoiare il pubblico delle tricoteuse di Canale 5 coi troppo seriosi amici british di Frassi. Si nota infatti che Del Debbio li interrompe più volte, sforzandosi di aumentare il pathos dell'intervista con rilanci sempre più morbosi. Ad es. (10:40):
- INTERVISTATORE: "Ma (...) è vero questo caso incredibile di qualcuno che prenota una donna incinta, per poter poi stuprare il bambino o la bambina appena concepiti... appena nati?"
- NICHOLAS DUFFIELD: "Non ho un caso specifico da raccontarle".
Ugo
4 commenti:
BUM BUM BUM e BUM
quest'uomo è un insulto per chi si sbatte davvero a rieducare le vittime e i condannati, si perchè anche i condannati pur schifo che ci facciano hanno bisogno di un aiuto a cambiare! detto ciò credo non ci vogliano altre parole..
-un'educatrice-
MASSIMILIAMO FRASSI DOVREBBE PAGARE E NON LO STATO.
Roma, 1 apr. - (Adnkronos) - Dopo due anni trascorsi tra carcere e arresti domiciliari, sono state assolte dai giudici di primo, secondo e terzo grado, "perche' il fatto non sussiste". Adesso dovranno essere risarcite di 300mila euro a testa per ingiusta detenzione e per danni morali. Protagoniste due insegnanti bresciane, di 57 e 59 anni, accusate di pedofilia ai danni di una classe di 23 bambini della scuola materna 'Sorelli' di Brescia dove all'epoca erano maestre. A riportare la notizia e' 'La Stampa'. La decisione, spiega il quotidiano, e' arrivata dalla Corte d'appello cui le maestre avevano presentato il conto, una istanza il cui accoglimento era stato sollecitato anche dal pg Giampaolo Zorzi.
Sono d'accordo.
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