martedì 24 agosto 2010

La cosa peggiore



"It is not the investigator's duty to believe the victims; it is his or her job to listen and be an objective fact finder".
Ken Lanning, F.B.I., 1992,
Investigator's Guide to Allegations of "Ritual" Child Abuse


Il 5 maggio 2010 si è tenuta a Roma la 2a Giornata Nazionale contro la Pedofilia e Pedopornografia: "Un Futuro di Sole e d'Azzurro", organizzata dalla Fondazione Luca Barbareschi onlus.
Tra i relatori invitati anche il dott. Paolo Scafi, magistrato in forza alla Procura della Repubblica di Torino presso il gruppo Fasce Deboli.

Il suo intervento è esemplificativo della difficoltà di molti operatori del settore di comprendere ed accettare le fondamenta logiche dei principi del garantismo. Al quale il dott. Scafi si appella esplicitamente, senza neppure accorgersi che le proprie altre affermazioni sono intrinsecamente contradditorie con esso:
  • [0:43] "Il processo penale ovviamente c'ha delle garanzie (...) La mia esperienza torinese forse è eccessivamente positiva, ma io devo dire, ci sono dei gruppi specializzati di polizia, di magistrati che fanno principalmente questo. Di magistrati che si rendono conto che non è un processo come un altro questo. Di magistrati quindi che sanno che per esempio la cosa peggiore per un minore è non essere creduto. Io credo che questo forse non gli sia dato abbastanza peso adesso. E' vero i sensi di colpa, è vero tutto, ma la cosa peggiore è se il minore non viene creduto. Non viene creduto in sede penale, dove chiaramente ci sono delle garanzie per l'imputato, noi non possiamo condannare uno solo perchè un minore lo accusa, e anzi ci sono dei casi di accuse infondate, per motivi familiari, o addirittura peggio, di gelosie strane tra ragazzi, eccetera, però..." [viene interrotto dal moderatore proprio qui, guarda caso]
Tra le garanzie riconosciute all'imputato, con buona pace del dott. Scafi, vi è anche quella secondo per la quale alle dichiarazioni del minore un giudice può anche non credere, senza che ciò costituisca necessariamente scandalo o danno per il minore.
Il dott. Scafi dovrebbe dunque decidersi se abbracciare appieno il giusto processo, o rivolgersi alle sirene della peggiore antipedofilia militante a senso unico, che gli suggeriscono di non turbare mai i bambini con il mostro dell'incredulità.

Passo successivo: comprendere che in quei casi in cui un minore pronuncia false accuse di abusi sessuali mai avvenuti (perchè incastrato in perverse dinamiche familiari, etc etc.), la situazione è altrettanto grave, e non credergli ciecamente è il primo passo per aiutarlo a uscire dalla psicopatologia. Un rispettoso scetticismo e una verifica obiettiva della veridicità delle dichiarazioni di abuso da parte di ogni minore, sono innanzitutto gesti di tutela, oltre che atti imprescindibili per un magistrato.
Il rischio dell'errore vale in due sensi, grave dimenticarsene: la cosa peggiore per un minore, è quando un magistrato sbaglia a giudicare sull'attendibilità delle sue dichiarazioni. I magistrati sono pagati per accollarsi questo rischio e cercare di pervenire con ogni mezzo alla verità, il resto lo lascino ad altri professionisti.

Scopriamo inoltre che i magistrati del pool fasce deboli di Torino (la creatura anni 2000 di Pietro Forno), ritengono che i loro processi abbiano qualcosa di speciale, siano diversi dagli altri. Ciò preoccupa.
Nel 2000, la celebre requisitoria della collega PM Tiziana Siciliano al processo Viola demolì il pool fasce deboli di Milano (la creatura anni '90 di Pietro Forno) scoperchiando proprio le aberrazioni a cui andava tendendo la forma mentis di quei giudici (e dei loro periti) troppo esclusivamente dedicati per anni solo ad un tema. Consigliamo al dott. Scafi un ripasso, possibilmente prima che qualcosa di simile serva anche nella "eccessivamente positiva" esperienza di Torino.

Ugo


Vedi anche: un esempio altrettanto illogico di appello di facciata ai principi del garantismo, contraddetto seduta stante da proposte di segno opposto, nel comunicato anti-UCPI dell'avv. Andrea Coffari, presidente di Movimento per l'Infanzia, da noi commentato in "...e chi proprio non vuol intendere". Il quale Coffari, guarda caso, è stato relatore anch'egli alla stessa edizione della giornata antipedofilia organizzata dall'On. Barbareschi: qui il video del suo intervento, nel quale l'avvocato si affanna mistificare la PAS con argomentazioni fallaci ed a diffamare Richard Gardner col solito vizietto della calunnia infondata di essere un pedofilo.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi è la solerte moderatrice? E' indicato da qualche parte?

Ugo ha detto...

La giornalista Roberta Serdoz.

A proposito del convegno di maggio all'Ara Pacis, merita un ascolto anche l'intervento del dott. Giovanni Federici, chirurgo dell'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma:

[7:20] "bisogna fare molta attenzione, fra i genitori separati, soprattutto nelle fasce sociali non deboli, c'è una tale rivalsa, e a noi è capitato di un papà che voleva per forza farci credere che il nuovo compagno della moglie, dell'ex-moglie, abusasse dei bambini. E' talmente stata spinta questa cosa, talmente stata esasperata, che lui ha prolungato il ricovero a lungo di questi due figli in ospedale, finchè poi noi abbiamo escluso tutte le cose e l'abbiamo poi riportato ai servizi sociali, in maniera tale che egli cercasse di rientrare. Ma un padre che riesce a portare i figli a dei ricoveri ospedalieri pur di creare un problema all'ex moglie, PAS(*), è un ulteriore abuso, un abuso diverso (...)"

Ecco, vedi come vanno le storie: quando il medico accerta che c'è pedofilia, subito manette e procuratori; quando invece è solo un genitore che sta cercando di calunniare l'ex coniuge trascinando i figli in un disturbo fittizio (un altro tipo di abuso, lo sa pure il dott. Federici), allora basta un buffetto ed una segnalazione ai serizi sociali, "mi raccomando non farlo più".
Tanto prima o poi lo trova qualche clinico meno sveglio che glieli certifica gli abusi, medical shopping. E se i segni medici o le dichiarazioni non ci sono, basta procurarle, che ce vo?

La chiave del problema dei falsi abusi resta l'impunità di chi ci prova, per superficialità di chi potrebbe fermarli e sanzionarne le responsabilità, ma non lo fa mai.

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(*) non si comprende con certezza se relatore stesse qui accennando all'acronimo della Parental Alienation Syndrome, o se si trattasse solo di una mezza parola troncata nella fretta del discorso.

Gianni Perfetti ha detto...

Evidentemente il dott. Federici, che conosco personalmente e mi dicono essere eccellente medico è assai a digiuno di termini giuridici. Che vuol dire "non c'è dolo"???? E paragonare, poi, un danno frutto di casualità a uno derivante da volontarietà!!! Mah....

Anonimo ha detto...

La giornalista Roberta Serdoz è la moglie di Piero Marrazzo. Ecco perchè il nome non mi suonava nuovo.

Anonimo ha detto...

Ma come, Barbareschi non è della vostra parte politica? Ahi, ahi, ahi, sapientone, mi casca proprio su una cosa così!

Anonimo ha detto...

Segnalo un valido articolo del dott. Vezzetti a difesa della PAS, rivolto a certi critici pretestuosi e disinformati come l'avv. Coffari:

http://www.adiantum.it/public/1198-pas-si%C2%B4,-pas...-no-!-riflessioni-sulla-sindrome-di-alienazione-genitoriale---di-v.-vezzetti.asp

Anonimo ha detto...

Bella batosta oggi per gli indagati di Rignano eh!!!

Anonimo ha detto...

Batosta? Perchè mai???

Anonimo ha detto...

La tattica di avvisare i difensori cinque minuti prima del sopralluogo alla villa maneggio a quanto pare non ha funzionato.

Anonimo ha detto...

Nel frattempo, sono state rese note dai giudici di Cassazione le motivazioni relative alla sentenza Sorelli, ora definitiva. Le ho lette velocemente, devo ancora approfondire. In sostanza confermano senza dubbio alcuno le sentenze di primo e secondo grado e stabiliscono che l'assoluzione per mancanza di prove (mancanza!!!) è assolutemente corretta e ben motivata, e fortificata dai numerosi elementi a favore degli ex-imputati emersi nel dibattimento. Un deciso cenno viene fatto alla serietà, allo scrupolo e alla precisione delle sentenze dei processi di primo e secondo grado.
Giova ricordare che Coffari era avvocato di parte civile e per lui i pretesi abusi erano davvero accaduti. La sua posizione viene smentita in modo autorevole e clamoroso da tutti i giudici che si sono occupati del caso. Chissà se l'avvocato rifletterà...

Anonimo ha detto...

Anche la pagliacciata di Cetara sembra arrivata al capolinea. Tre persone si sono fatte otto mesi di carcere per accuse che fin da subito apparivano improbabili e sgangherate. E devono ringraziare Dio di aver trovato un collegio di persone sane di mente in Cassazione. http://www.positanonews.it/articoli/45323/cetara_violenza_sessuale_scarcerati_gli_accusati.html

Anonimo ha detto...

Scusate, il link era troppo lungo. http://goo.gl/3BJR

Anonimo ha detto...

Complimenti a Ugo per aver individuato questo ennesimo errore fin dall'inizio. Meriterebbe un post, no?