Torniamo ancora sul report WHO-2006, graziosamente offerto dal CISMAI attraverso il portale web societario:- "Prevenire il maltrattamento sui minori: indicazioni operative e strumenti di analisi" (traduzione italiana dell'originale report prodotto da World Health Organization & ISPCAN; 2006).
- Il Dipartimento di Salute Pubblica del Regno Unito sostiene che servizi efficaci per minori e famiglie siano il risultato di una combinazione di pratica basata sull’evidenza e “su un delicato equilibrio nel giudizio professionale” (Framework for the assessment of children in need and their families. London, United Kingdom Department of Health, 2000:16).
- Rimanere calmi e non esprimere reazioni di shock, repulsione o indignazione morale, L’influenza di colui che ascolta è minore se lui o lei sono in uno stato emotivo, specialmente se le emozioni che esprimono sono diverse da quelle che il minore si aspettava.
- Evitare di esprimere disapprovazione per il presunto colpevole, poiché il minore potrebbe amare od essere affezionato a questa persona, anche se l’abuso o l’incuria si sono già presentati.
- Ascoltare attentamente il minore che sta rivelando il maltrattamento e evitare di riempire i suoi silenzi.
- Permettere al minore di esprimere e riportare qualsiasi emozione lui o lei provi, piuttosto che fare ipotesi azzardate su quello che dovrebbe provare.
- Non forzare mai il minore a mostrare ferite fisiche, o a rivelare sentimenti che egli non vuole condividere.
- Evitare parole che possano disturbare o spaventare il minore, come “stupro”, “incesto” o “aggressione”.
- Non fare nessuna ipotesi sull’identità del sospetto colpevole.
- Rispondere alle domande del minore nel modo più semplice ed onesto possibile. Se, ad esempio, un bambino chiede” “Papà dovrà andare in prigione ora?” la risposta potrà essere “ Non lo so, altre persone decidono questo”.
- Fare solo promesse che possano essere mantenute. Non acconsentire, per esempio, a mantenere segreto quello che il minore ha detto. Spiegare, in questo caso, che alcuni segreti devono essere condivisi per aiutare qualcuno o impedire che altre persone vengano ferite. Dire al minore che le informazioni saranno condivise solo con persone che cercano di aiutarlo e proteggerlo.
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Del paragrafo "Valutazioni sanitarie e forensi integrate" ci pare fondamentale anche l'insistenza del WHO sull'importanza che (pag. 57):
- "Al fine di evitare vittimizzazioni future del minore, gli esami sanitari e l’indagine medico legale dovrebbero essere coordinate";
- "Nel momento in cui si procede ad investigare su un’accusa è necessaria una valutazione forense, la valutazione sanitaria dovrebbe includere un esame medico legale condotto simultaneamente all’esame fisico, al fine di raccogliere campioni medico legali pertinenti. L’evidenza medico legale deve essere raccolta e catalogata secondo pratiche standard. Devono essere profusi sforzi per raccogliere l’evidenza medico legale necessaria per ottenere la protezione minorile e il risultato desiderati nel processo penale. Deve essere data priorità all’evidenza a cui le giurie danno il maggior peso. Una collaborazione e una buona comunicazione tra le forze dell’ordine, il sistema giudiziario, i servizi sanitari e gli scienziati forensi è importante nel momento in cui vengono raccolte, analizzate e interpretate le evidenze. La valutazione medico forense, include oltre all’esame medico legale, colloqui con persone che hanno denunciato l’abuso, il minore o i minori per i quali si ha un sospetto di abuso, coloro che sono accusati dell’abuso e di tutti gli altri individui interessati. Questi colloqui sono necessari per determinare i fatti nel modo in cui essi sono compresi da ognuna di queste parti, al fine di stabilire se il minore sia stato realmente abusato. L’interrogatorio forense dei minori comporta una capacità qualificata e se possibile, dovrebbe essere condotto da un professionista formato ed esperto. In alcuni paesi, l’interrogatorio medico legale è di responsabilità del settore legale o sociale e gli operatori sanitari non sono né formati, né autorizzati a condurlo. Dove possibile, l’interrogatorio forense dovrebbe essere associato alla valutazione di salute mentale, per diminuire al minimo il numero di colloqui ai quali il minore è sottoposto".
Ad esempio, qualcuno deve ancora spiegarci perchè i bambini dell'Olga Rovere furono inviati in massa al Bambino Gesù, ed accettati da notissimi professionisti del CISMAI per entrare nel percorso valutativo del "Progetto Girasole", ad indagini già avviate.
E allora, a proposito di stretto coordinamento tra azione sanitaria e giudiziaria, si ripensi all'assurdità della "doppia verità alternativa: clinica vs. forense" concettualizzata dal prof. Montecchi nel tentativo di svicolarsi dal pasticcio di Rignano Flaminio, per capire quanta strada alcuni servizi clinici afferenti al CISMAI devono ancora compiere, per frenare la propria imprudente curiosità ed adeguare invece i propri interventi ad una piena utilità pubblica.
Ugo
[P.S. Qualora i lettori volessero segnalarci episodi di violazione di questi principi, documentati nel corso delle vicende di cui il nostro blog si occupa, l'area commenti è a disposizione. Riporteremo nel corpo dell'articolo gli esempi significativi.]