"NON È PIÙ lo stesso uomo Davide Parini. Il carcere lo ha segnato nel volto e nei gesti, i sedici mesi e mezzo passati fra i «protetti» (l’infamante sezione di pedofili e stupratori) del carcere di Cremona si vedono tutti nel pallore e nel convulso intrecciarsi delle mani che non hanno pace, che disegnano nell’aria spiegazioni a quello che non si può spiegare: un figlio che ti accusa di averlo violentato «sapendo di raccontare il falso. Solo per vendicarsi di chissà cosa». Gli ha fatto tanto male quella bugia a Davide, ha devastato anche sua moglie Anna. E ha strappato adolescenza, giovinezza e infanzia ai sei figli (cinque adottivi e una naturale) e ai diciassette bambini in affido. Un male terribile, che in parte è stato lenito dalla sentenza di piena assoluzione decisa dai giudici di Lodi. Davide è tornato a casa da quel che resta della sua grande, grandissima famiglia. «Cercherò di riprendermi la mia vita», dice. Quello che vuole adesso questo quarantottenne che ha perso tutto in una manciata di secondi". (fonte: Il Giorno Lodi del 09/07/09)In questo articolo, si sta raccontando il rientro a casa di un uomo, "il papà di Castiglione d'Adda" (localmente ben noto per la comunità-famiglia di cui era padre e gestore assieme alla moglie Anna Interlandi), a quanto pare ingiustamente accusato di atti di violenza sessuale su Kostantin, un ragazzino tra i tanti che erano stati dati loro in affidamento, il quale aveva:
- "raccontato a colleghi di lavoro e quindi segnalato al “Telefono azzurro” di aver subito per due anni pesanti attenzioni dal padre. Questo, con una perizia che lo ha ritenuto attendibile e quindi una perquisizione che ha evidenziato uno stato di disordine, in una casa con oltre dieci minori, di primo mattino, sono stati i cardini dell’accusa".
Tuttavia le accuse di Kostantin non sono state credute dal giudice Angela Scalise e così Parini è stato assolto in primo grado poiché il fatto non sussiste, dopo ben 17 mesi di ingiusta reclusione.
Sul caso del sig. Parini non abbiamo notizie né altro da aggiungere oltre a quanto già scritto sui giornali, la sua storia ci sembra assomigliare a tante altre in cui una accusa di violenze sessuali è stata presa per buona forse con troppa velocità e veemenza da parte di alcuni rappresentanti dello Stato. Anche la Procura di Lodi sembra esserci andata giù pesante:
- "L’arresto era scattato nel febbraio dello scorso anno, su richiesta del pubblico ministero Paolo Bargero, e la scarcerazione era stata concessa solo settimana scorsa, a pochi giorni dallo scadere dei termini di custodia cautelare. Il pm Daria Monsurrò aveva chiesto otto anni di carcere, i legali del figlio adottivo che aveva denunciato il padre un milione e 175mila euro di risarcimento, il comune di Castiglione altri 50mila euro per le spese per mantenere in comunità i figli allontanati, e inoltre i cinque minori individuati come potenziali parti offese dalla procura, per i soli maltrattamenti, avevano chiesto ciascuno 25mila euro."
- "Drammatico il processo, con decine di udienze, tre testimoni a favore della famiglia indagati per “falsa testimonianza” e la signora Interlandi denunciata per “subornazione di teste”.
Invece, osserviamo purtroppo in crescita la tendenza a muovere accuse penali anche a soggetti prossimi, per fare terreno bruciato attorno al presunto pedofilo e colpire preventivamente chi osa prenderne le parti. Una azione penale talvolta giustificabile, ma altrettanto spesso usata invece solo con finalità intimidatoria e su base del tutto pregiudiziale (già tristemente nota da casi storici di errore giudiziario e falso abuso come quello del tassista Marino Viola).
Un caposaldo del giustizialismo in stile-CISMAI, che mira ad una politica repressiva dura ed estesa a quanti più soggetti possibile, come sempre indifferente al rischio di errore.
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Sulla vicenda giudiziaria del papà di Castiglione, merita citare infine un elemento che lo potrebbe accomunare al caso dei fratellini di Basiglio, ingiustamente allontanati da casa solo per un disegno osé che neanche avevano fatto. Come fece il loro difensore avv. Martinez, anche a Lodi adesso gli avvocati difensori di Parini promettono battaglia contro gli operatori sociali che avrebbero contribuito a far montare oltre il dovuto una presunta calunnia:
- «È una bellissima notizia», dice l’avvocato di Parini, Sonia Orgiu. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. E il legale annuncia: «Procederemo contro quelle persone (una assistente sociale e un vigile urbano, ndr) che hanno condizionato emotivamente i tecnici chiamati in causa dalla Procura per valutare le condizioni di Kostantin. La Procura non ha potuto valutare serenamente i fatti» (fonte);
- "il verdetto accolto da un silenzio irreale e subito dopo da una gioia composta, con la soddisfazione delle tre avvocatesse milanesi (Maria Vaciago, Sonja Orgiu e Marzia Centurione Scotto) schierate per giocare fino all’ultimo le carte di una difesa che un’accusa così rende ancora più difficile. «La giustizia ha fatto il suo corso – dice l’avvocato Vaciago -. Noi abbiamo evidenziato la problematicità del ragazzo che ha lanciato l’accusa, le sue contraddizioni, abbiamo ipotizzato che si fosse sentito discriminato rispetto agli altri figli perché l’adozione era stata avviata più tardi, quando era già maggiorenne. Ma non credo proprio che a questo punto i genitori vogliano procedere contro di lui per calunnia». Sedici mesi di carcere però sono tanti per un innocente: «Secondo noi la procura ha fatto il suo lavoro correttamente - aggiunge l’avvocato Orgiu -. Ma si è basata su perizie e ricostruzioni che a loro volta riteniamo fossero viziate dalla ricostruzione del quadro familiare fatta da assistenti sociali. E contro di loro invece abbiamo intenzione di andare avanti. Se non avessero scritto certe cose, forse gli inquirenti si sarebbero resi conto prima delle contraddizioni dell’accusatore»". (fonte)
Gaetano non è coraggioso
A proposito del caso di Castiglione d'Adda, merita una segnalazione a parte il comportamento tenuto purtroppo ancora una volta dal blog di Roberta Lerici, tricoteuse di Rignano Flaminio promossa Responsabile Infanzia e Stalking dell'Italia dei Valori.
Lerici aveva dato infatti già notizia del caso e delle accuse che gravavano sul sig. Parini attraverso il proprio blog "Bambini Coraggiosi". Il 7 febbraio 2009 era giunto in coda al suo pezzo anche il seguente inquietante commento:
- "io con queste persone ci ho avuto parecchio a che fare e non è x niente tutto rose e fiori definirei la casa una casa LAGER piuttosto che casa famiglia dove i bambini venivano sgridati e picchiati per il minimo sgarro e sfruttati per fare le faccende di casa pena il salto del pranzo o della cena VERGONA SPERIAMO MARCISCANO IN GALERA TUTTI E 2"
Dovrebbe augurarsi solo che le battagliere avvocatesse della famiglia Parini non si fermino a leggere le sue pagine.
Se qualcuno pensasse che sia stata solo una svista, una infamia casualmente sfuggita alle maglie della moderazione, dovrà purtroppo ricredersi in quanto il blog "Bambini Coraggiosi" è tornato ad occuparsi del caso in occasione dell'assoluzione di Parini, notizia alla quale Roberta Lerici decide di aggiungere il proprio personale tocco, ripubblicando pari pari l'infame commento anonimo accompagnato dalle seguenti parole:
- "Su questo blog arrivò all'epoca dell'arresto di Parini un messaggio che riporto, e di cui, ovviamente, non posso certificare la veridicità. Mi sembra, però giusto ricordarlo".
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Ed ecco allora che sulla stessa linea editoriale si accodano i successivi commenti, ad esempio il 10 luglio quello di una sedicente "assistente sociale indignata", che non riesce a credere che in un paese civile si possa addirittura essere assolti:
- "come ha fatto ad essere assolto??? quali e quante fallacità dobbiamo aspettarci dal sistema??? già di per sè, una casa famiglia che ospita 20 bambini è un fatto insolito che merita approfondimenti, non vi pare???????????????? forse che abbia giocato a suo favore la disabilità del ragazzo?? i disabili POSSONO subire abusi!!"
Un indizio sull'identità dell'anonima assistente sociale indignata, potrebbe giungere dal blog della Associazione "Piccolo Alan" onlus (federata al Movimento per l'Infanzia), il cui presidente Alberto Sala è un'attenta cassa di risonanza per tutto quanto viene pubblicato sul blog "Bambini Coraggiosi". Lo stesso 10 luglio, egli copia-incolla il post della Lerici ed aggiunge uno sdegnato commento personale, in cui risuonano parole e segni d'interpunzione molto simili:
- "Normalmente non commento le notizie pubblicate, ma una breve riflessione in questo caso credo sia giusto farla. Non entro nel merito della sentenza, non ne ho la competenza e le informazioni necessarie. Ma una cosa mi lascia perplesso. Com'è possibile che una "Casa Famiglia" o "Comunità Familiare" che dir si voglia, possa avere una ventina di "utenti"? Mi risulta che la Legge Regionale che regola (???) questo tipo di intervento sociale privato sia molto più restrittiva (giustamente!). E' lecito chiedersi come mai possano esistere ancora realtà come questa, dove dubito francamente si badi al bene dei bambini/ragazzi. Comunque sia, sicuramente tradisce lo spirito e le finalità stesse della Comunità Familiare. Credo che chi deve vigilare su queste realtà, è ora che lo cominci a fare seriamente!"
- "ANNA INTERLANDI, moglie dell’imputato, è raggiante: «Non abbiamo mai smesso di avere fiducia nella giustizia. Eravamo tesissimi, ma abbiamo trovato un collegio di giudici attento alle nostre motivazioni. Anche se mio marito ha fatto 17 mesi di galera per nulla». Risarcimenti? «Non so ancora, l’importante è che sia finita bene». Ieri la famiglia ha festeggiato con cena e preghiera all’oratorio di Castiglione, «con amici che ci sono stati sempre vicino». Ora resta un ultimo, grande desiderio: «Vogliamo riavere Gaetano (uno dei figli allontanati dopo l’arresto del papà, ndr), sta male»". (fonte: Il Giorno Lodi del 08/07/09)
"I bimbi stanno male" è da sempre il mantra preferito di Roberta Lerici e delle altre mamme dell'AGeRiF. Anche Gaetano sta male, ma egli probabilmente non troverà alcuna compassione da parte della Lerici, né dei soci del Movimento per l'Infanzia, troppo impegnati nella caccia al pedofilo per fermarsi a riflettere sui rischi dei possibili gravi danni che si possono infliggere a quei bambini, se non si scremano sollecitamente le accuse inattendibili.
Non tutti i bambini sono "coraggiosi", per rientrare nel club dei protetti della responsabile IDV devi prima accusare un pedofilo.
Magari con una calunnia anonima.
Ugo

