Ritorniamo sulla vicenda dei quattro fratellini contesi di Trastevere, che il 23 gennaio 2008 diffusero su YouTube un filmato in cui accusavano senza mezzi termini la propria madre (ed il suo nuovo compagno) di essere pedofili e di averli abusati sessualmente (vedi il precedente "La pistola fumante").Il fatto creò giustamente scandalo e fortunatamente quasi tutti i commentatori compresero subito che quelle accuse non convincevano e che quei bambini apparivano al centro di una dinamica di manipolazione (molti esperti vi riconobbero subito diversi segni tipici dei casi di alienazione genitoriale, la cosiddetta PAS). Colpiva non solo la ferocia verbale contro la propria stessa madre, ma soprattutto la terminologia "adulta" con cui i bimbi parlavano di abusi, certamente inappropriata per la loro età, che suggeriva che certe affermazioni fossero state messe loro in bocca.
Molti si chiesero dunque se vi fosse stata strumentalizzazione da parte del padre, come talvolta capita nelle separazioni conflittuali. Disse la madre:
- "Sono andata alla polizia postale per fare togliere il video. I miei bambini sono plagiati dal padre".
- "Sugli abusi sessuali di cui parlano i quattro fratellini è già stata fatta chiarezza. Dopo quasi due anni di indagini la procura ha accertato che non erano veri. Gli stessi bambini avevano ammesso di averli inventati. Ma i magistrati avevano anche capito che dietro quelle bugie c'era una situazione familiare disastrosa. Uno dei minori aveva anche minacciato di buttarsi dalla finestra per le violenti liti tra i genitori. E in procura spiegano: "Sugli ex conviventi esistono tre procedimenti e un rinvio a giudizio per maltrattamenti psicologici nei confronti di minori. Il caso è da tempo all'attenzione del tribunale dei minori che il 28 febbraio deciderà sull'affidamento dei bambini chiesto dalla madre".
La ricerca scientifica ci dice che un fattore fondamentale per una prognosi positiva, è l'aumento del tempo di coabitazione della prole con il genitore bersaglio di alienazione (in questo caso la madre, mentre si badi che l'articolo linkato parla di frequentazione paterna solo poichè è solitamente il genitore maschio a subire alienazione).
I protocolli di intervento sulla PAS, suggeriscono inoltre di interrompere o regolamentare nel frattempo la frequentazione del genitore manipolatore, ricorrendo nei casi più gravi perfino all'istituzionalizzazione coatta, pur di sottrarre i bambini a questa forma grave di abuso psicologico. Anche la Corte di Cassazione nel 2008 si è espressa chiaramente nell'indicare che il tentativo di alienazione dei figli dall'altro genitore, può e deve essere considerato criterio sufficiente per perdere l'affidamento dei figli.
Dopo la sparata su YouTube, sembrava dunque ragionevole attendersi per questi 4 bimbi un po' più di mamma e un po' meno di papà.
Trastevere, un anno dopo
Del caso, sulla stampa non si è saputo più nulla, fino allo scorso 30 gennaio, quando sul blog di Massimiliano Frassi, noto paladino dell'antipedofilia a senso unico, viene pubblicata una lettera che il padre dei 4 bambini ha scritto al presidente di Prometeo onlus per far raccontare la propria storia:
- «Caro Dr. Frassi sono XXXXXX , il papà dei 4 fratellini che un anno fa denunciarono, attraverso Youtube, gli abusi sessuali che avevano subito e l'incapacità dello Stato nel gestire il loro problema. In seguito a quel gesto i responsabili del servizio sociale del Municipo Roma, ai quali i bambini erano stati affidati con decreto del TPM il 4 luglio del 2007, confermato ad aprile dell'anno scorso, decisero di chiedere l'intervento di XXXX per una valutazione sul loro stato psico-fisico. Gli incontri, 7/8 per ognuno dei 4 bambini, cominciarono ad aprile e terminarono a luglio dello scorso anno; la valutazione fu eseguita dall'equipe del Prof. XXXXXX, primario del reparto di Neuropsichiatria. L'esito della valutazione, consegnatami a dicembre dello scorso anno, parla di "esposizione dei 4 bambini a traumi di varia natura anche di natura sessuale". Ho imparato in questi anni a non commentare e a rimanere concentrato sui fatti. Qui ora un fatto c'è, inequivocabile: qualcuno ha sbagliato! La Procura, il TPM, i consulenti di PM e Giudici che 2 anni fa esclusero gli abusi su mia figlia XXXXa o il Prof. YYYYe tutta la sua equipe che invece parlano di abusi su tutti e 4 anche se, nella certificazione, non fanno i nomi degli abusanti (ma sicuramente, nel dossier in loro possesso qualcosa in proposito ci sarà scritto). Le scrivo per dovere di cronaca (…) Grazie».
Pare che i bambini fossero stati infatti già ampiamente ascoltati e valutate per false le loro dichiarazioni. Dopo il raid su YouTube, vengono mandati nuovamente in valutazione dal servizio sociale? Non bastava loro il giudizio del Tribunale?
Non sappiamo inoltre che cosa davvero questo primario di Neuropsichiatria (il suo nome viene oscurato da Frassi, come fosse una vergogna) abbia diagnosticato per essi. Qualsiasi professionista competente saprebbe infatti che i sintomi di vero abuso sessuale sono indistinguibili anche per il clinico esperto, da sintomi e dichiarazioni fittizie e pretestuose.
Quella valutazione ritardata si direbbe dunque del tutto inutile ad accertare gli abusi presunti: in certi casi, un qualsiasi medico serio non vorrà rispondere altro che potrebbero essere sia veri, sia falsi, e che non è nelle possibilità di un clinico accertare dove stia la verità (a meno di non voler rischiare di finire nello stesso vortice in cui è precipitato il più famoso primario romano di neuropsichiatra, il prof. Francesco Montecchi, per aver dato troppo presto credito alle accuse dei bambini di Rignano Flaminio).
A dire del padre di questi bimbi, il neuropsichiatra di fiducia del municipio capitolino avrebbe invece ritenuto di esplicitare solo la possibile "esposizione dei 4 bambini a traumi di varia natura anche di natura sessuale". In base a che cosa è stata omessa l'ipotesi diagnostica alternativa (simulazione, o disturbo fittizio per procura)? Perchè non viene esplicitata la doverosa diagnosi differenziale con la PAS?
Speriamo si tratti solo di una maliziosa omissione commessa dal padre nel proprio racconto per i lettori di Frassi; purtroppo temiamo anche il rischio che questi bimbi, già vessati da una grave crisi familiare, siano finiti in mano all'ennesimo psichiatra onnipotente ed inconsapevole del rischio di errata diagnosi di abuso, il quale magari abbia ascoltato solo la campana del genitore alienante e dei figli ormai schierati in un drammatico conflitto di lealtà.
Richard Gardner si è fermato al Grande Raccordo Anulare.
Alla prova dei fatti, la mossa di lasciar esporre i figli su YouTube (un abuso mediatico che qualsiasi servizio sociale equilibrato avrebbe subito duramente sanzionato), per il padre di questi fratellini si è rivelata finora un colpo da maestro, che gli ha consentito di riaprire a proprio vantaggio un caso ormai chiuso. E senza dover portare nuove prove che non fossero le accuse dei figli, già giudicate false da un tribunale.
Le conseguenze di questa incomprensibile mossa del servizio sociale di Roma, sono descritte nella seconda lettera del padre di Trastevere, che Massimiliano Frassi pubblica sul blog il 3 febbraio 2009.
Il padre, fattosi forte dell'alleanza di fatto col servizio sociale (che sembrerebbe muoversi in modo indipendente dal giudizio del tribunale penale), adesso addirittura pretenderebbe ritorsioni contro giudici e consulenti tecnici che lavorarono sul suo caso e dichiararono false le sue accuse (i bimbi stessi su YouTube recitavano a perfezione i loro nomi: giudice Roberto Ianniello, PM Maria Monteleone, dott.ssa Ester Di Rienzo, dott.ssa Simona Trillo):
- «Personalmente, (e mi creda, questo non mi rende felice) ho avuto il mio risarcimento morale, perchè qualcuno ha avuto sempre il dubbio, comprensibile, che ci fosse manipolazione da parte mia e invece la realtà è molto peggio di quella che rappresentavo 2 anni e mezzo fa. Parlo di risarcimento morale, perchè è l'unico risarcimento che mi interessava. Poi mi piacerebbe, e sarebbe anche giusto, che chi ha sbagliato pagasse, ma non è sicuramente compito mio giudicare l'operato di professionisti ne tantomeno emettere sentenze. Poi mi piacerebbe immaginare anche che "gli adulti cattivi che fanno male ai bambini" fossero bloccati in qualche modo, ma anche questo non è mai stato compito mio e non lo sarà nel prossimo futuro, ci penserà la Polizia di Stato diretta egregiamente dalla Procura. Io faccio il papà e voglio fare solo il papà, anche se in passato mi hanno fatto fare l'investigatore, gli incidenti probatori, lo psicologo e quant'altro (ma sa, io da buon cittadino rispettoso delle istituzioni obbedivo agli ordini di poliziotti, PM, Giudici etc.etc.). Che ognuno, ora, faccia il proprio lavoro, per bene! Sorvolo sui processi ai quali sono sottoposto in questo momento, tra presunti maltrattamenti su adulti e minori, sottrazione di incapaci e altro; che si facciano tutti i processi che si devono fare, anzi li pretendo. Ecco, questa è una cosa che pretendo: che si facciano appunto tutti i processi che si devono fare, ma proprio tutti! In questo momento io sono concentrato a ridare normalità alla vita dei miei figli e, la prego di credermi, in tutta la confusione che si è venuta a creare e nel panico in cui sono caduti coloro che dovrebbero darmi una mano, non è facile. In questi tre anni ho fatto tanta esperienza sul tema della pedofilia e sento il bisogno di dare una mano a coloro che soffrono perchè non sanno che fare quando subiscono questo, che è lo schifo più grande e si imbattono nei pregiudizi, nei clichè, negli avvocati senza scrupoli (e più famosi sono e meno scrupoli hanno...) e nei consulenti di parte senza scrupoli (e più famosi sono e meno scrupoli hanno...). Sono pronto a mettermi a sua disposizione se riterrà opportuno. Grazie»
- «P.S. i bambini vivono con me dal 27 ottobre del 2006 e da gennaio del 2008, dopo tre disastrosi incontri protetti, i servizi sociali vietano alla madre di vedere i bambini.»
I quali, forse, nessuno sta ancora proteggendo dal vero abuso.
Ugo

