martedì 29 aprile 2008

Bergamo 2007

In un precedente articolo ("Bergamo e Gomorra") abbiamo sollevato forti dubbi sulla veridicità delle cifre diffuse da Massimiliano Frassi, riguardo al volume di attività svolta dall'associazione Prometeo onlus, di cui è presidente:
  • "su una sola provincia per esempio, dove abbiamo la sede principale la provincia di Bergamo, a tutto il 31/12/2006 dello scorso anno, abbiamo seguito poco più di 250 famiglie".
Frassi specificava inoltre che si trattava in quasi tutti i casi di situazioni simili a quelle del film "La bestia del cuore" (una storia abuso pedofilo e incesto familiare), che era stato invitato a commentare per la TS1.

In un successivo articolo ("La vittima"), abbiamo ripreso un'altra affermazione autocelebrativa di Frassi, a dir poco incredibile:
  • "solo con la mia Associazione, la Prometeo, sono state almeno un migliaio le famiglie che a vario titolo (con processi già avviati, denunce da sporgere o che non verranno mai fatte) abbiamo incontrato nell’ultimo anno".

Leggiamo adesso l'articolo "Violenze in famiglia", pubblicato su L'Eco di Bergamo del 21/04/08:
  • "Nella Bergamasca, stando ai dati ufficiali forniti dalla Procura, durante lo scorso anno sono stati aperti 709 fascicoli per reati di maltrattamenti in famiglia, per un totale di 765 persone indagate. Nel 2006 erano stati invece aperti 586 fascicoli, per 661 indagati. I maltrattamenti in famiglia comprendono anche le violazioni degli obblighi di assistenza familiare, la sottrazione consensuale di minorenni e la sottrazione di persone incapaci. Nel giro di un anno, dunque, i reati sono cresciuti di ben 123 e gli indagati di 104. In diminuzione, invece, i reati di pedofilia: i fascicoli aperti nel 2007 sono stati 56 contro i 73 dell'anno prima, mentre gli indagati 65 contro i 111 del 2006. In questo caso il dato comprende le violenze sessuali, le relative circostanze aggravanti, la corruzione di minorenni, la riduzione in schiavitù di minori e la prostituzione minorile".
Nella bergamasca l'azione pedofila sarebbe dunque in flessione, merito speriamo anche dell'indefessa azione di contrasto esercitata da Prometeo onlus.
Ciononostante, la Procura di Bergamo segnala di aprire ogni anno solo alcune decine di fascicoli per reati sessuali (56 nel 2007) che coinvolgono minori, mettendo però insieme anche tante fattispecie che non c'entrano coi casi di cui Frassi dice di occuparsi.

Lo stesso articolo ci rendeva noto inoltre che:
  • "Nell'arco temporale che va dal gennaio del 2000 all'agosto del 2007 (si tratta dell'ultimo aggiornamento disponibile) il Centro nazionale di ascolto di Telefono azzurro – attraverso la linea gratuita 1.96.96 (rivolta ai bambini fino ai 14 anni) e la linea istituzionale 199.15.15.15 (rivolta agli adolescenti e agli adulti) – è intervenuto complessivamente in 33.624 casi segnalati sull'intero territorio nazionale e che hanno richiesto una consulenza su problematiche di un certo rilievo collegate alla violenza sui minori. Solo tra il luglio 2006 e il giugno 2007 i casi di abuso fisico denunciati telefonicamente al 114, il numero di emergenza infanzia gestito dal Telefono Azzurro, hanno costituito il 12% del totale, mentre i casi di abuso psicologico l'11%, di trascuratezza il 7% e di abuso sessuale il 5%".
Per la hotline del Telefono Azzurro sono state dunque mediamente 5000 ogni anno le segnalazioni "che hanno richiesto una consulenza su problematiche di un certo rilievo", il 5% delle quali per abuso sessuale, ovvero circa 250 casi: esattamente lo stesso numero di famiglie che Frassi ha affermato di aver seguito attraverso Prometeo in meno di un decennio di attività, ma nella sola provincia di Bergamo! E corrispondente ad una frazione dei mille casi che Frassi scrive di avere incontrato nel 2007!

Poco conta che poi le maxi-cause sostenute da Frassi si rivelino spesso solo delle insensate cacce alle streghe (assolti anche gli ultimi imputati del caso dell'asilo Sorelli di Brescia), restano davvero cifre straordinarie quelle di Prometeo onlus, che credevamo una piccola realtà locale e che invece (a quanto dice Frassi) macina un numero di casi di abuso pedofilo di ben 4 volte superiore alla hotline (24/24 e 365/365) del colosso Telefono Azzurro: 6 centri, convenzioni con lo Stato, milioni di euro di contributi, centinaia di operatori e professionisti a libro paga, 6000 volontari.
I quali si fanno bagnare il naso dalle poche volontarie di Prometeo e soprattutto dal paladino stakanovista Frassi, che in caccia di famiglie vittime gira l'Italia più del pullman di Veltroni. E gli rimane pure il tempo di pubblicare libri, aggiornare un blog e tenere "circa 200 conferenze all'anno".
Mitico.

Sì, e come no?
Basta credere a Frassi.
Basta (credere a Frassi).
Basta.

Ugo

domenica 27 aprile 2008

Psicologia del complottismo


Paolo Attivissimo, famoso blogger e giornalista "disinformatico" e antibufala, si occupa da tempo del debunking (confutazione) di alcune teorie complottiste, prima tra tutte quelle che vorrebbero gli attentati dell'11 settembre come un piano ordito dagli stessi servizi segreti americani (le torri gemelle sarebbero state demolite con la dinamite, nessun aereo avrebbe mai colpito il Pentagono ecc.).
Il filmato che linkiamo in alto, vede Paolo Attivissimo impegnato in una conferenza tenuta a Verrès lo scorso 11 aprile. Un passaggio del suo discorso appare interessante anche ai fini del nostro blog.

A partire dal minuto 3:47, Attivissimo discute alcuni aspetti psicologici che spiegano perchè nasce il cospirazionismo, che egli ben individua come "uno dei meccanismi psicologici che ci aiutano ad affrontare un evento choccante". Vediamo in dettaglio tre elementi della sua spiegazione sulla tendenza al complottismo (attenzione soprattutto al primo):
  • "soddisfa il nostro bisogno di ordine, le cose non succedono per caso, le cose succedono perchè c'è un grande vecchio che le comanda. Questo è rassicurante, per quanto possa sembrare strano (...): nulla succede per caso, tutto è preordinato. Questo ha un grosso vantaggio psicologico per le persone che si sentono punite dalla vita: «non sono io che sono incapace, sono gli altri che ce l'hanno con me»";
  • la spiegazione complottista è un modo semplificato di vedere la realtà, che si diffonde facilmente perchè ragiona in termini erronei, ma comprensibili anche a non esperti. Comprendere tecnicamente come avvengono certi fenomeni (ad es. il cedimento dell'acciaio che reggeva le torri gemelle), può risultare troppo ostico. E' più facile credere che studiare;
  • spiegazione complottista come fuga dall'umiliazione, che la cruda e banale realtà comporterebbe se venisse accettata.
Attivissimo si sta qui riferendo alle teorie complottiste sull'undici settembre, ma il discorso calza a pennello anche per la bufala dei "satanic ritual abuse" che avverrebbero negli asili, in base alla quale alcuni teorizzano un complotto organizzato dalla cupola mondiale del pedosatanismo (un esempio per tutti, l'ipotesi delle "scuole di preparazione di vittime per pedofili" teorizzata da Massimiliano Frassi, ma anche i vaneggiamenti del recentemente ri-eletto senatore Stefano Pedica).
Basta sostituire i termini, e rileggere le suddette affermazioni di Attivissimo in relazione a vicende come quella di Rignano Flaminio o Brescia:
  • l'evento choccante che innesca l'ipotesi di un esteso e maligno complotto contro i bambini, sono i comportamenti bizzarri e sofferenti che improvvisamente alcuni bambini mostrano ai propri genitori;
  • la prima spiegazione della scienza clinica è che essi stanno probabilmente reagendo a qualche aspetto disfunzionale dell'accudimento che ricevono (soffrono, protestano, richiamano l'attenzione, manipolano...). E che in seguito ad ansiosi ed insistiti interrogatori, essi intuiscono dove vuole andare a parare chi fa le domande e ne confermano i sospetti, convalidando o inventando storie di bizzarri abusi, di cui non sono mai stati protagonisti;
  • la spiegazione "complottista" che invece emerge dagli adulti che innescano il "caso": gruppi aggressivi di satanisti pedofili li stanno segretamente sequestrando dalle scuole, per farne giocattolo sessuale, oggetto di riti al demonio e fonte di materiale pedopornografico.
Non serve studiare per comprendere l'eccitante film complottista, sarà forse più intricato, ma non richiede nessuna conoscenza tecnica della psicologia infantile, nei suoi aspetti meno conosciuti e controintuitivi: credere ai pedofili dappertutto è più facile ad esempio che studiare il meccanismo delle dichiarazioni a reticolo. Questa considerazione solleva un interessante aspetto spesso trascurato, ovvero la sostanziale pigrizia del complottista (non a caso, nel filmato successivo a quello riportato in cima, dal minuto 2:34 il relatore parla di "attivismo in pantofole"); un esempio di questa tendenza è forse ravvisabile nello scarso risultato elettorale ottenuto da Roberta Lerici (uno dei leader AGeRiF), alle recenti elezioni per il Senato.
La Lerici e l'AGeRiF parrebbero raccogliere molto credito ed attenzione, finchè le persone non devono far altro che dire "poveri bimbi"; ma non appena si è trattato di investire qualcosa di concreto, fosse anche solo il proprio voto, scopriamo che perfino a Rignano solo poche decine di persone hanno spostato il proprio voto politico su di lei, meno ancora del numero di bambini che peregrinarono al Bambino Gesù per farsi accertare l'abuso. Una scoperta che la dice lunga sulla reale profondità delle convinzioni su questi abusi, il cui fantasma viene sbandierato da tantissime persone con apparente angoscia, ma solo finché ciò non costa alcuno sforzo, giusto per riempirsi la bocca di buone intenzioni.

Inoltre, se ben capiamo il punto principale di Attivissimo, nonostante il contenuto orrorifico della storia complottista, essa risulterebbe preferibile e rassicurante per alcune persone rispetto alla ancor più choccante notizia che i propri figli non sono felici e che essi, almeno in alcuni aspetti, andrebbero accuditi meglio.
Del resto si sa che non vi è nulla di più irritante ed ansiogeno di un bimbo che protesta, quando non si riesce a capirne il motivo e calmarlo: più prevedibile e rassicurante la cupola internazionale della pedofilia satanista.

Ugo


P.S. Approfittiamo dell'occasione per segnalare (inoculare...) una recente indagine antibufala di Paolo Attivissimo sulla email a catena che diffonde la notizia che gli orientali mangerebbero anche bambini e feti. Siamo curiosi di scoprire chi dei nostri paladini degli angeli, ciononostante, vorrà correre appresso alla notizia.

sabato 5 aprile 2008

Il convitato di pietra


"Don Giovanni, a cena teco m'invitasti... e son venuto"

Abbiamo dedicato un paio di articoli al prof. Saverio Fortunato ("Separati alla nascita?" e "Io sono FortunatO"). Ed egli ha risposto optando per un breve comunicato, pubblicato in data 01/03/2008 proprio sulle pagine della propria rivista Criminologia.it, nel quale si lamenta di "troppa attenzione" da parte nostra. Ne siamo spiaciuti.

Sia inteso, il prof. Fortunato ha perfettamente ragione a tenere chiuse le porte della propria rivista alle nostre considerazioni, sappiamo bene che la vera divulgazione scientifica non ammette anonimato.
Ne siamo convinti, al punto tale da esserci stupiti anche solo del breve commento che ci ha dedicato sulle sue pagine: la pensiamo come lui, non è certo quella la sede opportuna per giocare a "dividere il mondo in Buoni e Cattivi". Infatti, ci auguriamo però che da domani ciò torni a valere anche sulla rivista Criminologia.it, ad esempio per gli elogi da lui rivolti ai colleghi ("La giudice Jacqueline Monica Magi è un magistrato onesto, preparato e coraggioso, in un mondo pieno di lupi e camaleonti"), o per le critiche che ci rivolge sulla base di un fallace ragionamento induttivo [Episode VII], imputandoci proprio quel pregiudizio che stiamo invece combattendo.

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L'anonimato comunque non è l'unico criterio che tenga lontani dalle pubbliche istituzioni scientifiche, anche altre valutazioni sugli interlocutori dovrebbero condizionarne le scelte di collaborazione.
A tale proposito, torniamo a citare la campagna che il prof. Fortunato sta conducendo contro gli errori giudiziari dovuti al cattivo utilizzo della psicologia e della psichiatria, a cominciare dalla lotta al fenomeno dei falsi abusi; in questo percorso scientifico e divulgativo, è sempre più frequente la presenza del prof. Fortunato ad iniziative del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), ad esempio con l'organizzazione congiunta di convegni a Torino, Firenze e adesso a Milano. Assieme al prof. Fortunato, ritroviamo in queste occasioni anche altri importanti testimoni del problema del falso abuso, come l'avv. Francesco Miraglia (difensore dei bidelli di Tavullia), la scrittrice Nunzia Manicardi (autrice di "Casi da Pazzi") e ancora Vincenzo Spavone, presidente del GeSeF. Il CCDU era inoltre tra i promotori del convegno sui falsi abusi che si tenne a Firenze nell'ottobre 2007.
Vista l'attenzione che il prof. Fortunato dedica all'identità dei propri interlocutori, immaginiamo non gli sarà sfuggito che il CCDU è una onlus italiana, ispirata e legata al gruppo internazionale Citizen Commission on Human Rights (CCHR), fondato e sostenuto dalla Chiesa di Scientology, in base al programma antipsichiatrico di L. Ron Hubbard.
L'indipendenza della CCHR da Scientology è una questione lungamente dibattuta: sebbene fondata come organizzazione separata, essa sembra essere in realtà controllata direttamente dalla chiesa attraverso un dipartimento denominato Office of Special Affairs.
Allo stesso modo, molte fonti sostengono per il CCDU un legame stretto con Scientology: si veda ad esempio la pagina di Wikipedia, o anche questo e questo articolo (da fonte critica su Scientology) sui presunti "gruppi di facciata" della chiesa, o questo articolo sulla realizzazione a Bruxelles di una mostra equivalente a quella milanese, a cui il prof. Fortunato si appresta a partecipare domani su invito del dott. Roberto Cestari, scientologo ai vertici della chiesa italiana e presidente del CCDU. Inoltre (da Wikipedia):
  • (la CCHR) "although it is incorporated separately, it is regarded by the United States Government as part of the Church of Scientology's network of corporate entities";
  • "Critics of Scientology have charged that CCHR is merely a "front group" for the Church and have pointed to internal Church documents that appear to describe CCHR's campaigns as a means of extending the influence of the Church of Scientology".
CCDU e CCHR promuovono una campagna contro gli sbagli della psichiatria, esponendo contestazioni anche molto interessanti contro alcuni dei presunti miti parascientifici che integrano tale branca medica (molto pungenti ad esempio alcune di quelle sostenute dal prof. Thomas Szasz, presidente ad honorem di Criminologia.it), o contro gli effetti degli psicofarmaci e le basi della psicoanalisi.
Restano però molto dubbie le reali finalità di questa organizzazione di ispirazione religiosa (ad esempio in base a questo documento, il valore finale atteso dal CCDU sarebbe comunque identificato in "accettazione di scientology"). Lecito insomma immaginare che la campagna anti-psichiatrica del CCDU sia finalizzata anche a promuovere la sostituzione del contestato armamentario medico, con le categorie della dianetica e con strumenti come l'auditing basato sull'E-meter (questo sito indica che il dott. Cestari in queste discipline avrebbe ormai raggiunto livelli elevati di formazione, secondo la scaletta dei seminari progressivi di Scientology).
CCDU e CCHR non si risparmiano inoltre degli eccessi preoccupanti, come la pubblicazione di report (fonte) dal titolo: “Psychiatrists & Psychologists: Professional Rapists, Perverts and Pedophiles”.

Se è dunque di criteri di selezione di interlocutori e "compagni di viaggio" che stiamo qui discutendo e se è di identità poco chiare che il prof. Fortunato si preoccupa, pur nel rispetto delle scelte sue e e degli stimati esperti che lo stanno accompagnando in queste iniziative, dal canto nostro ci dichiariamo perplessi sull'opportunità che la campagna contro i falsi abusi venga fatta salire adesso sul carrozzone anti-psichiatrico del CCDU e di Scientology.

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Torniamo alla nota che il prof. Fortunato ci ha rivolto, che si conclude con l'invito ad occuparci "di tutto, tranne che di Criminologia.it e del prof. Fortunato".
Con una rivista come Criminologia.it non avremmo forse alcun titolo per "dialogare", continueremo però a leggerla, declinando l'invito ricevuto, perfino con maggiore interesse se in futuro non vorrà occuparsi ancora di scritti anonimi. Ma soprattutto se vorrà fornire ai propri lettori un chiarimento sulla posizione della rivista e del direttore riguardo ai precetti, ai metodi ed alle finalità della chiesa di Scientology: un approfondimento di identità, che auspichiamo proprio in base a quello stesso principio di trasparenza che il prof. Fortunato invoca nei nostri confronti (principio cogente solo per chi come lui ricopre un pubblico ufficio, ma non certo per i bloggers).
Resta intanto immutata la nostra simpatia per molte delle idee espresse dal prof. Fortunato, nonché massima disponibilità verso la sua persona, in qualsiasi momento egli dovesse cambiare intenzioni. Ma solo nelle sedi opportune: un blog, ad esempio.

Per chiudere la questione, scherzando coi personaggi mozartiani, diremo che non sappiamo se il prof. Fortunato sia un Don Giovanni, ma intanto ci auguriamo che queste righe lo possano tranquillizzare e convincere che non siamo il suo convitato di pietra: egli non ci ha mai stretto la mano né invitato, non tema dunque che ci presenteremo minacciosi a casa sua.
Finché però ce ne restiamo qui, sulle nostre pagine anonime, voglia il prof. Fortunato (titolare di una cattedra presso una università pubblica) serenamente tollerare la nostra libertà di occuparci di quanto più ci aggrada, ovvero anche dell'incoerenza che talvolta rileviamo tra gli ottimi princìpi che egli dichiara ed alcune delle collaborazioni che invece stringe.

Per finire, a proposito di collaborazioni, è da notare che il prof. Fortunato nel suo comunicato ci indica anche le probabili modalità dell'entrata del collega Francesco Sidoti nel comitato scientifico di Prometeo onlus:
  • "Il prof. Sidoti ha grandi meriti e probabilmente è proprio per questo che è richiesto ad honorem in iniziative e comitati scientifici, noi siamo ben lieti per questo".
Ne prendiamo atto, ma ci domandiamo se ciò possa forse significare che il prof. Sidoti, con questo "onore", non si assume proprio alcuna responsibilità su quanto propagandato ed agito da Prometeo? Qualunque associazione potrebbe coinvolgere Sidoti nelle proprie iniziative e comitati, ad honorem?
Non crediamo proprio che le cose stiano così, il prof. Sidoti certamente conosce il significato dei propri gesti e valuta senza superficialità le collaborazioni che gli vengono proposte: se ha accettato l'iscrizione in Prometeo e concesso la propria immagine, anche se ad honorem, ciò può significare solo che intende sostenere e accreditare l'azione di questa associazione.
Le nostre perplessità su questa collaborazione restano dunque immutate, così come le quattro domande aperte che abbiamo rivolto al prof. Sidoti.
Ed è strano il fatto che sia stato invece il collega Fortunato a scriverci una risposta.

Ugo
 
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