Ce ne dà notizia oggi il Corriere della Sera, con un articolo di Annachiara Sacchi sulle pagine della cronaca locale milanese:
- "I due fratellini di Basiglio non c'entravano nulla con quel disegno osé che li ha costretti a stare lontano da casa per oltre due mesi, separati dai genitori, additati da un'intera comunità. I giochi erotici tra i due non ci sono mai stati. Lo conferma la perizia del Tribunale per i minorenni, depositata la scorsa settimana. (...)
- (...) la prima risposta arriva venerdì della scorsa settimana, quando al Tribunale per i minorenni viene depositata la perizia definitiva sul profilo psicologico della famiglia di Basiglio. Risultato: si riconferma che la bimba non è autrice del disegno e ai due adulti vine attribuita «competenza genitoriale adeguata»".
Come promesso, la famiglia presenta ora il conto e dà battaglia attraverso il proprio avvocato:
- "Lieto fine. O quasi. Perché Martinez promette: «Non finisce qui». E allora denuncia penale e civile, esposto alla procura della Corte dei Conti. Controffensiva".
- "E ora iniziano ad arrivare i primi avvisi di garanzia. Alla preside della scuola di Basiglio e a due maestre. Falsa testimonianza. Ecco l'ipotesi di reato per la dirigente scolastica dell'elementare di Milano 3, sentita venerdì dal pm Marco Ghezzi. Una figura chiave. Perché qualunque sarà l'esito della vicenda, è lei, il capo di istituto, che ha dato il via al «caso Basiglio»".
- "Ultimo atto (per ora): all'inizio della settimana arrivano i tre avvisi di garanzia. L'accusa alla preside: aver «evitato» di dire ai giudici del Tribunale per i minorenni che l'autore della vignetta non era Giorgia ma un'altra bimba. Angelo De Riso, avvocato della dirigente, spiega: «La mia cliente si dichiara innocente. Appena venuta a conoscenza dei fatti, li ha immediatamente riferiti così come li aveva raccolti. Auspichiamo in una richiesta di archiviazione per assoluta estraneità alla vicenda». Replica Antonello Martinez: «Ho fiducia negli inquirenti». Sorriso. «E sono certo che non mancheranno altre sorprese»".
- "Tre avvisi di garanzia per falsa testimonianza sono stai notificati su ordine del pm milanese Marco Ghezzi alla preside della scuola e a due maestre le cui dichiarazioni avevano contribuito alla decisione del Tribunale dei minori di allontanare i piccoli dalla famiglia. Nel marzo scorso, infatti, la preside aveva inviato una segnalazione al Comune di Basiglio che aveva fatto scattare l'iter giudiziario. "Due giorni dopo la mamma di un'altra alunna si era presentata e aveva detto: quel disegno l'ha fatto mia figlia", spiega il legale della famiglia, Antonello Martinez. Nonostante ciò, preside e maestre avevano insistito nelle loro dichiarazioni e questo aveva comportato che i bambini fossero restituiti ai genitori dopo oltre due mesi".
Che qualcuno abbia sbagliato a Basiglio è certo e siamo lieti che, per una volta tanto, adesso si voglia andare a fondo sulle responsabilità. I nostri complimenti al PM Marco Ghezzi che dimostra che alcuni magistrati riescono ancora ad interessarsi anche dei reati contro i minori che non prevedano solo la caccia al pedofilo.
Con ciò, non vogliamo certo addossare prematuramente le colpe alle maestre, poiché la dinamica dell'invenzione di questa bufala non ci è affatto chiara e solo una indagine seria potrà fare davvero luce. Non ci stupiremmo anzi di scoprire che le maestre e la scuola furono incolpevoli, o quantomeno solo comprimarie di questa storia delirante, e che gli errori più gravi risiedano anche o soprattutto altrove.
A tale proposito, ci pare utile elencare quali sono stati gli altri soggetti istituzionali che hanno partecipato all'azione contro questa famiglia, ripescando dalle nostre precedenti indagini sul caso e dall'ottimo articolo "Errore per errore, così nasce una clamorosa ingiustizia" di Luca Fazzo (per Il Giornale del 18/05/08).
1) Il Servizio Psicosociale Famiglia e Minori del Comune di Basiglio
Per Fazzo, sono Federica Micali (assistente sociale) e Luca Motta (psicologo) a scrivere alla Procura nel giorno stesso della segnalazione e chiedere l’autorizzazione ad allontanare immediatamente i bambini della famiglia, dopo avere parlato solo con la dirigente Bonello e senza neppure aver visto la famiglia ed i minori.
Vale la pena di segnalare ancora che questa équipe territoriale è co-gestita sia dal Comune stesso, sia in appalto dal Centro per il Bambino Maltrattato di Milano (CbM), socio CISMAI (e storica culla ideologica dell'associazione), come risulta a pag. 166 del Piano di Zona del Distretto 7 ASL Milano 2 (comuni di Rozzano, Basiglio, Locate di Triulzi e Opera) per il triennio 2006-2008, e come risulta dal sito del CbM stesso:
- "dal 2003 il CbM collabora alla realizzazione di un servizio territoriale che ha lo scopo di offrire un supporto professionale ai problemi delle famiglie legati alla crescita, educazione e sviluppo della personalità dei bambini agendo in termini preventivi e riparativi; ha anche lo scopo di affrontare le situazioni più gravi e critiche legate a situazioni di violenza, maltrattamenti e abusi in famiglia. Il Servizio per la famiglia e i minori è composto da quattro équipe territoriali (una per ogni comune del distretto) di cui fanno parte assistenti sociali dei comuni e psicologi del CbM, da un' equipe centrale, composta da assistenti sociali e psicoterapeuti del CbM, specializzata nella valutazione e il trattamento delle famiglie con problemi di maltrattamenti e violenze al suo interno".
2) La cooperativa del CbM (Centro per il Bambino Maltrattato di Milano)
L'intervento del prestigioso CbM potrebbe non essersi esaurito nella co-gestione del servizio sociale territoriale. Ne "Il CISMAI non cambia mai" abbiamo rilevato infatti che nella zona del Distretto 7 ASL Milano 2, negli anni scorsi erano "stati attivati corsi di formazione sulle tematiche dell’abuso rivolte agli insegnanti delle scuole materne e primarie presenti nel Distretto". Anche questi corsi scolastici anti-abuso furono condotti dagli operatori del Centro per il Bambino Maltrattato di Milano (CbM), che in quella zona offre dunque un pacchetto anti-abuso completo.
Non sappiamo se le due maestre e la preside che adesso sono inquisite per falsa testimonianza avessero frequentato proprio quei corsi e non vogliamo trarre conclusioni affrettate.
Ma non è la prima volta che segnaliamo i rischi collegati a queste iniziative di cosiddetta "prevenzione primaria" contro l'abuso pedofilo, spesso è stato osservato che la frequenza e l'estenzione dei casi di falso abuso aumenta nelle zone dove vengono condotte certe campagne nei confronti degli insegnanti, per istruirli alla ricerca di ogni possibile segno di abuso, soprattutto se i corsi sono poco equilibrati e basati su un modello informativo allarmistico (per un approfondimento, si veda "Italian factory").
3) La comunità minorile
Nulla è dato sapere su quale comunità minorile abbia ospitato i due fratellini di Basiglio nei due mesi di allontanamento dalla famiglia, né quali valutazioni siano state condotte. Ma, viste le premesse, riprendiamo quanto già scritto ne "Il CISMAI non cambia mai":
- E' impossibile non rilevare infatti un potenziale grave conflitto di interessi, laddove una cooperativa che coordina équipe territoriali che promuovono e realizzano gli allontanamenti, può risultare in grado poi anche di ospitare i bambini presso le proprie strutture. Ci siamo domandati allora in quali casse saranno finiti stavolta i soldi (ad occhio e croce 10/20mila euro di denaro pubblico sprecato) per le rette residenziali dei due fratellini di Basiglio. Quale che sia stata la loro destinazione, in nome della democrazia vogliamo davvero augurarci che questi due fratellini non siano stati collocati dall'équipe territoriale di Basiglio proprio in uno dei due centri di accoglienza del CbM (cioè presso sé stessi). In tal caso, si tratterebbe dell'ennesima ripetizione di un insopportabile scandalo, una situazione che, anche alla luce della inaudita fragilità delle motivazioni per cui si è deciso di prelevare questi due bambini dalla loro famiglia, più che un provvedimento di tutela ricorderebbe un rapimento a scopo di estorsione, compiuto approfittando della distrazione dei magistrati del tribunale per i minorenni.
4) Il Tribunale per i Minorenni di Milano
Nelle figure del PM Maria Luisa Mazzola, del giudice Luca Villa e anche del giudice Marina Caroselli, che ai tempi era Presidente facente funzioni del Tribunale (incarico che non ha più attualmente) e che abbiamo già duramente contestato per alcune dichiarazioni che fece alla stampa, dimostrando una pregiudizialità non consona all'ufficio ricoperto. Da "Venticello (...la calunnia è un...)":
- Caroselli aggiunge: «È stato un eccesso di prudenza? Può darsi. Ma accusarci di malafede è inaccettabile». Caroselli si difende dai fantasmi (chi mai li avrebbe accusati di malafede?), invece di riflettere sul fatto che l'eccesso di prudenza, per un tribunale cui è accollato il pubblico ufficio delle decisioni obiettive, non è mica una inflessione umanamente giustificata, bensì un errore di metodo e merito.
- (...) Il motivo del nostro scandalo per le dichiarazioni della Presidente f.f. del Tribunale per i Minorenni, non è limitato a queste cadute di stile, ma si incentra soprattutto su una affermazione che (se fedelmente riportata), sarebbe orrenda (...): «Se si prende per buono quel che dice in giro l’avvocato si può avere questa sensazione. Ma la vicenda è più complessa. I due bambini tornano a casa, certo, ma per noi il caso non è chiuso. Bisogna capire cosa è accaduto davvero. Se potessi raccontare cosa c’è nel fascicolo processuale si capirebbe da dove nascono le nostre preoccupazioni».
Ma come la mettiamo adesso che sappiamo che in quel fascicolo non c'era proprio un bel niente di significativo contro quella famiglia?
Marina Caroselli adesso si scuserà pubblicamente con quella famiglia?
Staremo a vedere. Siamo attenti ai possibili errori forse commessi dalle tre insegnanti indagate dal PM Ghezzi, ma ci interessa ancora di più capire perchè il sistema ha subito cavalcato con isterico furore le loro testimonianze, anziché prima verificarle.
Per capire di che pasta sono fatte davvero le nostre istituzioni anti-abuso. A tutti i livelli.
Ugo
Aggiunta del 17/11/08
Oggi sul Corriere della Sera nuovo articolo di Annachiara Sacchi sulla vicenda:
- "Ferite profonde che difficilmente si rimargineranno. Lo dice il consulente di parte, lo conferma la perizia del Tribunale per i minorenni. «Un dolore ingiusto», scrive il perito nominato dalla famiglia, Marco Casonato. «L'esperienza dell'allontanamento può costituire un momento di blocco "regressivante" e di arresto psicologico», aggiunge la psicologa Luisa Della Rosa, alla quale è stato affidato il compito di stendere la relazione finale da depositare al Tribunale per i Minorenni (consegnata la scorsa settimana). E ora? «Si va avanti», dice il papà, lo sguardo fiero, come sempre in questi mesi. Avanti. «Per fare giustizia», conferma il legale della famiglia, Antonello Martinez. L'avvocato considera tutt'altro che conclusa la vicenda e si aspetta che altre persone siano chiamate a rispondere davanti al pm. Del resto, i due genitori hanno presentato in Procura una denuncia-querela che coinvolgerebbe anche i servizi sociali di Basiglio. «Sono convinto — commenta il sindaco di Basiglio, Marco Flavio Cirillo — che gli assistenti sociali del Comune abbiano agito nel rispetto della legge ed esclusivamente a tutela dei due bambini». E anche se gli avvisi di garanzia dovessero arrivare, «non mi scandalizzerei, è corretto chiedere chiarimenti per arrivare alla verità». Quanto alla presunta falsa testimonianza della preside, Cirillo è sereno: «La conosco, è una persona seria che non agisce d'impulso. Anche i vertici della scuola lombarda lo sanno bene»".

