Il 14/03/2008 i servizi sociali di Basiglio (Milano), su mandato del Tribunale per i minorenni di Milano, si presentano in una famiglia e prelevano due fratellini ("Stia tranquilla e non faccia scene, prepari le cose dei suoi bambini e ce li consegni"), per sistemarli in due comunità protette. In casa quel giorno si stava festeggiando il tredicesimo compleanno del maggiore.Grazie all'impegno del difensore dei genitori, avv. Antonello Martinez (ex fiduciario del guardasigilli Castelli, quello che già provò senza successo a sopprimere i tribunali per i minorenni), la notizia fa il giro d'Italia e solleva univoco sdegno per la fragilità degli indizi di abuso che hanno portato ad un intervento così drastico.
- [Nota di colore: impressionante la somiglianza di baffi e parole tra l'avv. Martinez ("poteva succedere a chiunque") e Gianfranco Scancarello ("quello che è successo a me, può capitare a tutti"). Separati alla nascita.]
De "L'errore sui fratellini di Basiglio" stavolta se ne sono accorti perfino sul blog del Movimento per l'Infanzia, pubblicando un nuovo comunicato di Mariella Bocciardo e del noto abusologo milanese Maurizio Bruni di IAD Bambini Ancora, la stessa associazione che l'anno scorso organizzò a milano un maxiconvegno (guest star il procuratore Forno) su "l'epidemia del terzo millennio", al grido allarmistico di "un ragazzo su sei è sessualmente abusato" (basandosi sulle ricerche di Alberto Pellai, che il Movimento per l'Infanzia sta replicando a tappeto nelle scuole di molte provincie).
Adesso che a Basiglio un gruppo di maestre allarmate (e forse deluse per non aver ancora scoperto nessuno dei 3/4 abusati che secondo le loro statistiche dovrebbero trovarsi in ciascuna classe) ha reagito un po' istericamente di fronte al primo sospetto di abuso, avvallate da assistenti sociali e tribunale per i minorenni, leggiamo che proprio il dott. Bruni e il Movimento per l'Infanzia si straniscono e salgono sul pulpito a fare la predica.
Più rilevante l'ottimo articolo "Errore per errore, così nasce una clamorosa ingiustizia" di Luca Fazzo (per Il Giornale del 18/05/08), che pubblica nomi e cognomi di tutti i protagonisti (non è stato il solo) e descrive la spietata indifferenza delle istituzioni e la codardia di coloro che sanno solo ratificare sospetti ("io, nel dubbio..."), meccanismo che è all'origine di tutte le vicende di falso abuso:
Intanto domani si terrà l'attesa conferenza stampa presso lo studio dell'avv. Martinez, la famiglia adesso promette battaglia: «aspettiamo solo che mio figlio torni a casa, e poi penseremo a regolare i tutti i conti».
E pensare che, fra tutti i casi di falso abuso che stiamo seguendo, questa famiglia di Basiglio se l'è cavata finora con conseguenze quasi irrisorie, se paragonate alle violenze giudiziarie patite da altri.
- "i documenti che raccontano la storia di Basiglio fanno ugualmente rizzare i capelli. Perché raccontano la storia di come una menzogna ha preso forma di verità ed è stata presa per buona, passo dopo passo, da tutti quelli che avevano il dovere di controllarla, e che invece non l'hanno fatto. Insegnanti, preside, assistenti sociali, pubblico ministero, giudici hanno lasciato che questa presunta verità vivesse di vita propria e venisse data per assodata, anche se questo voleva dire spezzare una famiglia, togliere i genitori ai figli, i figli ai genitori".
Intanto domani si terrà l'attesa conferenza stampa presso lo studio dell'avv. Martinez, la famiglia adesso promette battaglia: «aspettiamo solo che mio figlio torni a casa, e poi penseremo a regolare i tutti i conti».
E pensare che, fra tutti i casi di falso abuso che stiamo seguendo, questa famiglia di Basiglio se l'è cavata finora con conseguenze quasi irrisorie, se paragonate alle violenze giudiziarie patite da altri.
Lettera a senso unico
Cambiamo (solo apparentemente) scenario.
In occasione delle recenti elezioni politiche (aprile 2008), il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia (CISMAI) ha diramato dal proprio sito una "Lettera aperta alle forze politiche".
Il comunicato è pieno di buoni propositi e raccomandazioni che non si può far altro che sottoscrivere:
- "affinché in Italia si rafforzi e consolidi una strategia di prevenzione primaria, secondaria e terziaria del maltrattamento e degli abusi all’infanzia".
Ci ha però preoccupato leggere nella presentazione dell'iniziativa che il CISMAI "ritiene importante dare voce alle esigenze di bambini e bambine vittime di maltrattamenti, violenza assistita, abuso e sfruttamento sessuale"... anche stavolta solo a loro?
Ci siamo subito domandati se oltre un decennio di contestazioni rivolte al CISMAI sul problema del falso abuso (di cui le nostre non sono che le ultime), avessero finalmente fatto breccia nella loro monolitica crociata, che purtroppo spesso dimentica (e secondo i critici rischia talvolta di facilitare con le proprie procedure) tale grave problema.
Nel leggere questo comunicato, accanto all'esaltazione della propria missione, ci si aspettava dal CISMAI, almeno tra le righe, un segno di maggiore consapevolezza rispetto alle trascorse omissioni:
- alla direzione del CISMAI si saranno finalmente ricordati del falso abuso e avranno compreso che difendere il giusto processo e le garanzie della difesa, significa anche difendere i bambini dal disturbo fittizio per procura e da altre drammatiche follie familiari e sociali?
Ma ci sono, o ci fanno?
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Estrapoliamo due passaggi chiave del comunicato, in cui si sfiora la questione dell'oggettività delle procedure giudiziarie di accertamento dell'abuso, pietra del nostro scandalo. Ecco il primo:
- (pag. 3, comma 4) "2. per le audizioni e le consulenze i magistrati devono avvalersi di professionisti con una specifica formazione ed esperienza di tipo clinico nell’ambito della psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza e dei funzionamenti post-traumatici".
Nell'appello del CISMAI, viene omessa la raccomandazione affinché i consulenti tecnici dei magistrati siano specificamente formati ed esperti anche sui disturbi fittizi (e su problematiche ad essi collegate: simulazione, sindrome di Munchausen per procura, sindrome da alienazione parentale ecc.), altrettanto fondamentali per saper riconoscere, interpretare e gestire casi di falso abuso.
Anche a questo giro, ai bimbi che soffrono di disturbi fittizi non viene dato ascolto al CISMAI.
Peccato, visto che questa associazione ha un rapporto privilegiato con le nostre procure, nel formare buona parte dei consulenti impiegati nelle operazioni di accertamento degli abusi presunti (attività di cui per statuto il CISMAI in realtà non dovrebbe neppure occuparsi, e da simili svarioni se ne comprende il perchè).
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Questo il secondo passaggio contestato:
- (pag. 5/6, comma 11) "Per quello che riguarda la legge sull’affidamento condiviso (Legge 54/2006 “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”), pur in accordo con il principio espresso della bigenitorialità e l'affermazione del diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la separazione, essa appare caratterizzata dal rischio di una pericolosa semplificazione nella misura in cui intende imporre un unico modello di affidamento per tutte le separazioni. L'imposizione dell'affidamento condiviso a due persone che si trovano ad affrontare una separazione non consensuale con alti livelli di conflittualità pone il rischio di produrre effetti quali innalzamento della conflittualità stessa, strumentalizzazione dei figli e conseguente disagio, tutte le volte in cui la condivisione della responsabilità genitoriale non passa attraverso una scelta spontanea e consapevole. In tale contesto legislativo è necessario che tra le circostanze concrete di esclusione dell'affidamento condiviso -dove cioè questo sia giudicato contrario all'interesse del minore-, rientrino i casi di abuso sessuale e maltrattamenti, compresa la violenza assistita dal minore, (anche se la decisione sull'affidamento dei figli avviene in un momento in cui non risulta accertata la responsabilità penale dell'autore del comportamento violento e pur nella salvaguardia del principio della presunzione di innocenza). In questi casi il farraginoso meccanismo di esclusione e opposizione all'affido condiviso (che prevede l'onere della prova a carico del coniuge che intende sostenere il pregiudizio del minore) può rendere l'affidamento esclusivo intempestivo, tardivo e inefficace (qualora si intenda far coincidere il “pregiudizio” del minore con il momento della “condanna del genitore” autore del reato)".
Restiamo tuttavia sgomenti quando leggiamo della nuova soluzione proposta dal CISMAI, ovvero di considerare tutti gli abusi e le violenze dichiarate, addirittura come motivo valido di affidamento esclusivo, prima ancora del loro accertamento in sede giudiziaria.
In sintesi: visto che la giustizia è lenta, dovremmo togliere l'affidamento dei figli ai genitori anche solo in base alle accuse indimostrate dell'ex-coniuge... ma dai? E sì, come no!
Chiunque raccogliesse una simile proposta, dimostrerebbe scarsa conoscenza dei fenomeni umani in corso di separazione coniugale. Mancherebbe del benché minimo buonsenso e pragmatismo, quel legislatore che aprisse una simile autostrada verso i vantaggi dell'affidamento esclusivo, al primo fra i due litiganti che falsificasse segni di violenza o abuso contro l'ex-coniuge (ad esempio inducendo i figli a false dichiarazioni).
L'affermazione che leggiamo è viziata inoltre dalla solita fallacia logica di chi si ostina a dimenticare la parola "presunto" a fianco di "abuso" e pretende poi di proseguire la consecutio del ragionamento come se ciò non importasse. L'impresa giudiziaria viene svilita al ruolo di "ufficio certificati", troppo lento nell'apporre un timbro su preconcette verità.
Al CISMAI dovrebbero infine spiegarci in che modo possa mai essere ottenuta la "salvaguardia del principio della presunzione di innocenza", se nel frattempo capita anche che i figli te li tolgano sulla base di isterismi e calunnie.
L'onere della prova a carico di chi intende far togliere i figli al proprio ex-coniuge, viene presentato con fastidio, come un "farraginoso" meccanismo contrario al benessere dei bimbi.
Sarà forse questo anche il caso del figlio del signor Gianni Furlanetto, che sulla base delle parole dell'ex-moglie veniva nascosto al padre, in un domicilio segreto gestito dall'Associazione Artemisia di Firenze (presso la quale risiede l'attuale presidenza del CISMAI)? Sarebbero simili a queste le soluzioni tempestive che salvaguardano i minori dal "pregiudizio"?
History repeating
I provvedimenti "tempestivi" a cui il CISMAI si appella, ci hanno fatto pensare nuovamente ai modi con i quali venivano allontanati dalla famiglia i fratellini di Basiglio, proprio negli stessi giorni in cui il CISMAI scriveva alle forze politiche.
Del caso di Basiglio ci parla anche Chiara Rizzo in un articolo del 05/05/08 dall'azzeccato titolo "La legge del più isterico", in cui si traccia un collegamento intelligente con l'arcinota vicenda milanese del tassista Marino Viola, quella che pose fine all'epopea del pool del PM Pietro Forno (magistrato "granitico", in forza adesso alla procura di Torino), del quale proprio il dott. Maurizio Bruni (che oggi tuona contro gli errori di Basiglio) fu frequente consulente, periziando anche la figlia del tassista.
Il caso Viola fu quello di un padre ingiustamente criminalizzato, un equivoco che iniziò quando sua moglie si rivolse proprio ai tempestivi operatori del Centro per il Bambino Maltrattato (CbM) di Milano, socio CISMAI e storica culla ideologica dell'associazione e del "sistema Forno". Sua figlia trascorse 5 mesi presso il CbM.
Ciò che l'incisivo articolo di Chiara Rizzo non dice, è che il filo che lega il caso di Basiglio al CISMAI ed al CbM non è certo limitato solo ad una assonanza concettuale con vecchie vicende, ma sembra sostanziato da fattispecie ben più concrete.Dal sito del CBM scopriamo infatti che:
- "In seguito alla decisione dei comuni di Rozzano, Locate Opera e Basiglio di assumere le funzioni di tutela dei minori precedentemente delegate ai servizi dell'ASL, dal 2003 il CbM collabora alla realizzazione di un servizio territoriale che ha lo scopo di offrire un supporto professionale ai problemi delle famiglie legati alla crescita, educazione e sviluppo della personalità dei bambini agendo in termini preventivi e riparativi; ha anche lo scopo di affrontare le situazioni più gravi e critiche legate a situazioni di violenza, maltrattamenti e abusi in famiglia. Il Servizio per la famiglia e i minori è composto da quattro équipe territoriali (una per ogni comune del distretto) di cui fanno parte assistenti sociali dei comuni e psicologi del CbM, da un' equipe centrale, composta da assistenti sociali e psicoterapeuti del CbM, specializzata nella valutazione e il trattamento delle famiglie con problemi di maltrattamenti e violenze al suo interno" (...).
- (pagg. 71-94) relazione sul Servizio Distrettuale Minori e Famiglia nel precedente periodo 2002-2005 (inoltre a pag. 148 si legge che tra gli obiettivi specifici dell’Ufficio di Piano vi era anche "la redazione dei regolamenti di accesso ai servizi: è stato redatto in collaborazione con il Centro Bambino Maltrattato un Manuale di Funzionamento del Servizio per i Minori e le Famiglie, che regola le modalità organizzative del servizio, le interazioni tra le varie unità d’offerta dello stesso, le procedure per rendere efficienti ed efficaci tali interazioni ed è la prima esperienza di gestione congiunta in cui due contesti organizzativi differenti, quello pubblico comunale e quello della cooperativa CBM, hanno costruito un percorso di integrazione");
- (pag. 166) nella nuova programmazione per il triennio 2006-2008, si specifica chiaramente che l'ente gestore del Servizio Psicosociale Famiglia e Minori viene costituito sommando la gestione diretta dei comuni e l'appalto alla cooperativa CbM;
- (pag. 52) a proposito delle insegnanti di Basiglio (il caso venne denunciato ai servizi quando una maestra trovò sotto il banco della bambina un disegno osceno, nonostante palesemente non fosse stato fatto da lei), rileviamo che negli anni scorsi, in collaborazione con la cooperativa CbM "Sono stati attivati corsi di formazione sulle tematiche dell’abuso rivolte agli insegnanti delle scuole materne e primarie presenti nel Distretto".
Una storica istituzione, molto prestigiosa nel mondo della tutela, forse tanto da convincere un giudice del Tribunale dei minorenni ad emettere simili provvedimenti tempestivi anche quando «esistono rilevanti elementi di perplessità». Chapeau!
Un'orrenda immagine ci invade: non sarà mica che uno dei fratellini di Basiglio avrà dormito nella stessa stanzetta in cui, dodici anni prima, veniva tenuta la figlia di Marino Viola?
E' impossibile non rilevare infatti un potenziale grave conflitto di interessi, laddove una cooperativa che coordina équipe territoriali che promuovono e realizzano gli allontanamenti, può risultare in grado poi anche di ospitare i bambini presso le proprie strutture.
Ci siamo domandati allora in quali casse saranno finiti stavolta i soldi (ad occhio e croce 10/20mila euro di denaro pubblico sprecato) per le rette residenziali dei due fratellini di Basiglio.
Quale che sia stata la loro destinazione, in nome della democrazia vogliamo davvero augurarci che questi due fratellini non siano stati collocati dall'équipe territoriale di Basiglio proprio in uno dei due centri di accoglienza del CbM (cioè presso sé stessi).
In tal caso, si tratterebbe dell'ennesima ripetizione di un insopportabile scandalo, una situazione che, anche alla luce della inaudita fragilità delle motivazioni per cui si è deciso di prelevare questi due bambini dalla loro famiglia, più che un provvedimento di tutela ricorderebbe un rapimento a scopo di estorsione, compiuto approfittando della distrazione dei magistrati del tribunale per i minorenni.
Speriamo che presto qualcuno possa aiutarci a fugare questo nostro timore.
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Scopriamo inoltre che in alcuni distretti dell'ambito territoriale dell'ASL MI 2 (il distretto 7 è quello che include anche il comune di Basiglio), opera anche la équipe psico-socio-pedagogica della cooperativa sociale "Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali" onlus.
Il responsabile del "dipartimento tutela" di questa cooperativa è il dott. Antonello Angeli, Segretario nazionale del CISMAI.
A tale proposito va però detto subito che, nonostante la cooperativa operi proprio nel territorio di quella ASL, non ci risulta che essi svolgano nel comune di Basiglio specifiche attività di tutela minorile e anti-abuso.
Segnaliamo dunque solo la coincidenza territoriale, ma senza che con ciò si intenda alludere ad alcuna responsabilità di LCA&MS e del dott. Angeli nella vicenda dei fratellini di Basiglio [daremo spazio a chiunque ritenesse di intervenire sulla questione e fornire ulteriori informazioni].
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Il tassista Viola dopo alcuni anni di tragedia è parzialmente uscito dall'incubo e i fratellini di Basiglio sono rientrati a casa. Purtroppo non è stato così per le centinaia di persone innocenti (in larga maggioranza padri), che nel nostro paese si sono suicidate dopo aver perso l'affidamento dei figli, sulla base di premesse e pregiudizi molto simili.
Evidentemente per alcuni queste lezioni non sono ancora bastate.
Quanto segnalato nella Dichiarazione di consenso in tema di abuso sessuale all'infanzia del CISMAI ("il rischio di trovarsi di fronte a falsi positivi deve essere sempre preso in considerazione da chi si occupa di questa materia"), anche nel loro nuovo comunicato alla politica è rimasta lettera morta.
In tal senso, sei mesi fa avevamo già criticato il comunicato della presidente Luberti sul caso di Rignano Flaminio, così denso di errori e pregiudizio da farci chiedere le sue dimissioni dalla carica e invocare una sollevazione di sdegno dalla base dell'associazione... (mai pervenuti).
I soliti vecchi vizi degli abusologi "a senso unico" del CISMAI.
Ugo
Post Scriptum
La vicenda di Basiglio ci offre l'occasione per rispolverare un vecchio articolo di Mauro Mellini, che nel marzo 2007 commentava l'arrivo all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Milano della nuova direttrice, Carmela Madaffari:
- "E’ iniziato una specie di terremoto, a quel che si legge nel “Giornale” del 23 marzo. Perché la Madaffari ha scoperto che un gran numero di 100 assistenti sociale che lavorano a vanvera e fanno relazioni basate sui loro preconcetti. Troppi bambini sottratti alle famiglie ed affidati ad Istituti, troppe relazioni in favore dell’uno o dell’altro dei genitori contendenti in base ad uno “schieramento” dell’assistente pro padri o pro madri. “Nessuno denunzia, ma in alcuni casi degli assistenti sono stati dirottati ad altre mansioni”.Gli altri dovranno tornare a scuola. Cioè, non proprio a scuola, ma a frequentare “corsi” nei quali, ritiene la Signora Madaffari, “dovranno imparare ad essere obiettivi".
- "a proposito di magistrati, occorre dire che quelle relazioni degli assistenti sociali di Milano che una nuova direttrice dell’Ufficio del Comune si è “messa a spulciarle”, trovando che “alcune di esse erano palesemente sbagliate”, “in alcune mancavano elementi che sarebbero stati invece fondamentali per decidere a quale dei genitori affidare il figlio”, erano atti passati al magistrato del Tribunale dei Minorenni o del Tribunale Ordinario. Il quale, secondo una vecchia espressione, è “peritus peritorum” ed, a maggior ragione, più esperto (auspicabilmente) degli assistenti sociali. Ora non risulta che l’allarme della Signora Madaffari sia stato provocato da un gran numero di relazioni di assistenti sociali “respinte al mittente” dai magistrati che ne erano destinatari e tanto meno che a formulare il giudizio collettivamente negativo siano stati i magistrati, il Presidente del Tribunale dei Minori o di quello Ordinario" (...).
- "Brava la dott.ssa Maffari ... peccato che la mamma non le abbia detto che se Assistenti Sociali scrivono degli sconci solo perch sonodegli sconci che i giudici vogliono".


4 commenti:
Non è gradevole il pensiero che le insegnanti si trasformino in psicologhe-detective a caccia di segni di abuso sugli alunni.... Mi viene in mente il caso dell'asilo "Abba" di Brescia dove, se non vado errata, alcune insegnanti - in buona fede ma sbagliando completamente - s'improvvisarono detective interrogando ripetutamente i piccoli alunni su cosa gli avesse o non gli avesse fatto il "bidello cattivo", allertando anche i genitori, facendo la spola in questura etc....
Tutti compiti che sarebbe bene lasciare a chi quel mestiere lo svolge professionalmente e da anni.
Vorrei richiamare l'attenzione su cio' che segue:
NEWS IMPORTANTE - 05/08/2008
IL PUBBLICO MINISTERO Dr. MASSIMO LASTRUCCI SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI FIRENZE RICORRE IN CASSAZIONE CONTRO LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI FIRENZE CHE IN DATA 14 GENNAIO 2008 ANNULLO' IL CAPO DI IMPUTAZIONE PER MALTRATTAMENTI FAMILIARI PERCHE' NON FORMULATO IN CONFORMITA' A QUANTO PRESCRITTO DALL'ART. 429 DEL C.P.P. E QUINDI TROPPO GENERICO.
IN SOSTANZA, IL MAGISTRATO FIORENTINO CHIEDE ALLA CASSAZIONE, LIMITATATAMENTE AL REATO DI MALTRATTAMENTI, DI POTER CONTINUARE LA "PRASSI" DI NON DOVERSI ATTENERE AL PRINCIPIO CONTENUTO NEL SUCCITATO ART. 429 CHE IL CODICE DI PROCEDURA PENALE HA RECEPITO QUALE GARANZIA COSTITUZIONALE DEL DIRITTO DI DIFESA DELL'IMPUTATO. SI TRATTA, AD AVVISO DI CHI SCRIVE, DI UN FATTO PRESUMIBILMENTE GRAVISSIMO E DI INTERESSE NAZIONALE CHE, PUR NON CODIFICATO IN AMBITO GIURISPRUDENZIALE, PUO' AVER CONSENTITO FINO AD ORA LO SVOLGIMENTO DI PROCESSI IN ASSENZA DI PROVE E IN VIOLAZIONE DI QUANTO PREVISTO DALL'ART.429 c.p.p.
Le copie anastatiche del ricorso in cassazione del pm si trovano qui:
http://www.giannifurlanetto.it/lastrucci_ricorso_cassazione_art_429.htm
QUI IL LINK
PURTROPPO MI SONO ACCOSTATO A QUESTO "PROBLEMA" ESSENDOVI COINVOLTO DIRETTAMENTE E SEGUO QUESTI SITI/BLOG CERCANDO AIUTI A MIE POSSIBILI INIZIATIVE, MA DESOLATAMENTE MI ACCORGO CHE IO ED I MIEI FIGLI SIAMO ALL'INIZIO DI UN INCUBO CHE CI SEGNERA' PER SEMPRE.
HO ANCHE PRESO CONTATTTI CON IL SITO DEI FALSI ABUSI RISCONTRANDO L'ASSURDITA' ED I PREGIUDIZI CHE PREVARICANO IN QUESTE SITUAZIONI. NON MI ARRENDERO' MAI PERCHE' I MIEI BAMBINI NON MERITANO TUTTO QUESTO ED E MIO DOVERE TENTARE DI AIUTARLI IN QUALSIASI MODO
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