venerdì 21 dicembre 2007

La conversione del Dr. Montekkyll

A cominciare da un articolo del 4 giugno 2007, il nostro blog sollevava alcune perplessità sull'intervento dei clinici del Progetto Girasole dell'Ospedale Bambino Gesù, in riferimento alle valutazioni cliniche ricevute dai bambini di Rignano Flaminio. Le valutazioni che hanno innescato molte delle (infondate) denunce per abuso sessuale contro le maestre dell'asilo Olga Rovere.
Abbiamo seguito poi la vicenda, anche attraverso la contestazione delle affermazioni rilasciate in alcune successive interviste dallo stesso prof. Francesco Montecchi, il neuropsichiatra responsabile del Progetto Girasole.

Adesso, a 6 mesi di distanza dal nostro primo articolo e 16 mesi dopo la visita del primo bambino di Rignano, pressato dalle contestazioni e disconfermato dagli esiti delle indagini su Rignano Flaminio, il prof. Montecchi ha rilasciato una straordinaria nuova intervista per la trasmissione Matrix, andata in onda lunedì 17 dicembre (e ancora visionabile sul sito del programma, alla parte 4).
Intervista straordinaria, poiché il neuropsichiatra romano si rimangia clamorosamente molte delle proprie precedenti affermazioni, rinnegando il valore degli accertamenti del Bambino Gesù ai fini del riconoscimento di abuso sessuale. Un cambiamento radicale d'opinione, che l'amico blogger Giustiziere ha già definito "una conversione degna di San Paolo".
Nei termini invece del nostro accostamento ai personaggi del romanzo di Robert Louis Stevenson, può dirsi che ai microfoni di Matrix si è presentato solo il Dr. Montekkyll; nonostante l'intervista sia stata registrata nella sede della sua onlus, Mr. Gyrasole stavolta è stato ricacciato nelle profondità archetipiche da cui era emerso, quando i bimbi di Rignano iniziarono a presentarsi al Bambino Gesù, e speriamo che ci resti.

Trascriviamo e commentiamo anche stavolta il testo dell'intervista, raccolta dal bravo Roberto Pavone. Il filmato viene lanciato in studio da Enrico Mentana, che ha di fronte a sé il signor Luciano Giugno, marito di una delle maestre indagate: un cittadino comune investito da una persecuzione fondata sui più bassi istinti, sul pregiudizio, sulla paranoia, sull'egoismo di coloro che calunniano a cuor leggero, ma anche sulla idiozia, sulla mitomania e sulla cattiveria di coloro che traggono godimento e vantaggi nel mettere alla berlina degli innocenti. Il cittadino Giugno e le persone che egli rappresentava, di fronte alla catastrofe del buon senso e delle istituzioni, anche stavolta hanno dato un esempio di grande dignità.
  • MENTANA: Lei sa chi è il professor Montecchi?
  • GIUGNO: Lo conosco. L’ho visto… lo stimo moltissimo, perché è una persona molto valida. Però io pretendo dalla comunità scientifica, una volta per tutte, un linguaggio chiaro. Devono dichiarare, si devono alzare in piedi, per evitare che queste maestre che vengono sbattute in galera, di dire chiaramente che un abuso non si può… venire dedotto da una perizia psicologica.
  • MENTANA: Il nostro Roberto Pavone è andato ad intervistare, è la prima volta, il prof. Montecchi, che in realtà confermò con alcune dichiarazioni che oggi appaiono incaute, rilasciate ad un quotidiano…
  • GIUGNO: Sì, ma si è smentito però.
  • MENTANA: Sì.
  • GIUGNO: Si è smentito, sia nel programma Porta a Porta… Infatti io volevo chiedere al prof. Montecchi se lui può mettere la mano sul fuoco, se questi bambini sono stati abusati.
  • MENTANA: Sentiamo l'intervista di Pavone.
  • INTERVISTATORE: Professore lei qualche volta si sente responsabile di quanto è accaduto?
  • MONTECCHI: Il responsabile… siamo tutti un po’, in parte responsabili. Siamo tutti in parte responsabili perché siamo tutti, sia i professionisti, sia chi ha fatto l’indagine. Eh… c'è sempre un qualcosa che non ha funzionato, c'è sempre qualcosa che… doveva essere fatto in modo diverso. Però forse io mi sento responsabile su un altro piano. Di non far (inc.) sufficientemente in modo forte, che questi bambini non possono essere solo oggetto di interesse di giustizia. Ma questi bambini sono bambini che, o abusati o non abusati, esprimono un disagio e che io auspicherei che questi genitori ascoltino anche il disagio dei loro figli, oltre che impegnarsi a chiedere giustizia.
Molto strano l'appello di Montecchi ai genitori, affinchè ascoltino il disagio dei figli: ci appare che nel caso di Rignano essi lo abbiano ascoltato fin troppo, fin ossessivamente. Temiamo che Montecchi con questa affermazione volesse in realtà di nuovo suggerire l'invio di questi bambini alla psicoterapia, magari proprio presso la propria onlus, prima ancora di sapere se siano stati davvero abusati.
  • COMMENTO FUORI CAMPO: Francesco Montecchi è un neuropsichiatra infantile di lungo corso, tra i più conosciuti in Italia. Nella vicenda di Rignano ha svolto un ruolo importante, è stato il primo a visitare i bambini, dopo le prime denunce. Eravamo nell'agosto 2006, all’epoca Montecchi guidava il Reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Bambin Gesù. Oggi che ha 67 anni ed è in pensione, anima la onlus “La cura del girasole”, associazione che si occupa di abusi sui minori e disturbi del comportamento. All'indomani degli arresti di Rignano, ad aprile, gli chiesero: «quanti bambini hanno subito violenza?». Lui rispose: «Posso dire soltanto “parecchi”». Dichiarazione che gli costò una diffida da parte dell’ospedale. Oggi, per la prima volta, parla in TV.
  • MONTECCHI: Su quei bambini non posso, ho dei vincoli di riservatezza di cui non posso parlare. Però possiamo dire che un bambino sospetto abusato, raramente descrive le condizioni di abuso, ma siccome determina delle condizioni di sofferenza questi bambini, i bambini sospetti abusati, la sofferenza la esprime attraverso i segni del disagio. Quindi la esprimono attraverso i disturbi delle condotte fisiologiche, del sonno, dell’alimentazione, della evacuazione e del controllo sfinterico, o attraverso manifestazioni di ansia e di depressione. Ancor prima delle descrizioni e delle narrazioni.
  • INTERVISTATORE: Questi segni furono riscontrati?
  • MONTECCHI: Dalla documentazione che i genitori hanno esibito, anche nel percorso giudiziario, ci sono alcuni bambini che portano dei segni di sofferenza e di disagio.
Questa affermazione ha dell'incredibile, perchè sembra riferire le fonti di Montecchi alla documentazione esibita dai genitori più che agli elementi di valutazione diretta sui bambini. Un simile fatto sarebbe davvero grave. E' possibile anche che questa frase derivi semplice mente da frettolosità espositiva, o sia frutto di un taglio in fase di montaggio dell'intervista. Un chiarimento su questo punto sembra fondamentale.
  • INTERVISTATORE: La psicologia, come può arrivare a dedurre l’esistenza di abusi sessuali sui bambini?
  • MONTECCHI: Beh, ecco, facciamo attenzione, la psicologia, la diagnosi psicologica non fa fare una diagnosi di abuso, ma la diagnosi di abuso deve essere correlata ad altre prove che vengono raccolte.
  • INTERVISTATORE: Da chi?
  • MONTECCHI: Eh, beh da chi indaga.
Finalmente chiaro ed incontrovertibile. Stavolta Montecchi rinuncia alle mezze frasi sibilline utilizzate nelle precedenti interviste e riafferma la necessità imprescindibile di convalidare i sospetti dello psicologo con prove oggettive di indagine.
Peccato che, subito dopo, il neuropsichiatra ricaschi nella sua già nota idea dell'esistenza di una doppia verità (clinica e giudiziaria), che gli abbiamo già contestato perchè illogica ed antiscientifica.
  • MONTECCHI: La psicologia individua un disagio, fa l’ascolto del bambino, fa l’ascolto della narrazione, fa la valutazione dei disagi portati dai bambini e quindi raccoglie una verità che è diversa dalla verità giudiziaria. Cioè esiste quindi una verità clinica e una verità giudiziaria.
L'unica verità a cui tutti dovrebbero attenersi è quella giuridica, che ha certo il vizio di arrivare con estremo ritardo, ma che non può essere messa in discussione da altre presunte verità. Di positivo, si segnala almeno che stavolta Montecchi si trattiene dal dire addirittura che, delle due verità, sarebbe quella clinica quella "vera davvero", screditando la verità giudiziaria come fece in occasione dell'intervista a Radio24 (affermò che "la verità giudiziaria che nasce dalle prove che vengono portate dalle parti è quasi sempre diversa dalla verità che noi clinici conosciamo molto bene e che i bambini sanno"). Basterà ora una semplice domanda diretta del giornalista per smontare l'idea di verità multiple:
  • INTERVISTATORE: La verità clinica, che attendibilità ha?
  • MONTECCHI: La verità clinica è fatta da situazioni molto più complesse, e che è una verità non definibile, come vorrebbe la giustizia.
Una risposta vuota, fumosa ed insensata, come il concetto di "verità clinica" ancora propugnato da Montecchi.
  • COMMENTO FUORI CAMPO: Per alcuni degli indagati, Montecchi sarebbe addirittura l’ispiratore di quella che definiscono una caccia alle streghe.
  • INTERVISTATORE: E’ una responsabilità che sente, o che rifiuta di getto?
  • MONTECCHI: Eh, nell’ambito in cui io mi… è un ambito clinico. Io accolgo, e accoglievo e accolgo anche in questo centro clinico, accolgo bambini sospetti abusi non per fare la diagnosi di abuso, ma per valutare il disagio. Poi è chiaro che, se emerge un qualcosa che vincola il professionista a riferire all’autorità giudiziaria, noi abbiamo l’obbligo di riferire all’autorità giudiziaria. Ma non siamo noi i giudici, noi dobbiamo riferire ciò che veniamo a conoscenza, se è di interesse di giustizia.
Finalmente. Montecchi figliol prodigo?
Purtroppo non sembra che nelle prime fasi dell'indagine questi concetti fossero altrettanto chiari per i clinici del Progetto Girasole e per gli inquirenti, quando i bambini accusanti si moltiplicavano proprio in corripondenza al pellegrinaggio verso l'Ospedale Bambino Gesù. Perchè Montecchi non disse allora queste cose al PM Mansi ed alle famiglie rignanesi, invece di fomentare la certezza degli abusi sessuali?
Ma soprattutto, non siamo certi che ciò che Montecchi oggi dice di aver fatto, corrisponda davvero con ciò che al Progetto Girasole fecero e con ciò che scrissero nelle relazioni rilasciate ai rignanesi. Verba volant, scripta manent.
Straordinaria comunque l'assonanza della sua attuale affermazione con il contenuto di un nostro recentissimo articolo, in cui muovevamo proprio delle contestazioni sul ruolo istituzionale che si era voluto dare alle valutazioni del Bambino Gesù.
  • COMMENTO FUORI CAMPO: Resta il fatto che un anno e mezzo dopo, dalle indagini non emergono elementi oggettivi ed il procedimento giudiziario continua a ruotare attorno alle dichiarazioni rese in sede di incidente probatorio dai bambini.
  • MONTECCHI: Posso soltanto dire che, se un abuso sessuale si poggia soltanto sulla descrizione dei bambini, c’è il rischio che anche se c’è stato questo abuso sessuale, non… difficilmente verrà perseguito. Perché il bambino è un testimone fragile. Senza meno, il percorso di giustizia per questi bambini è senz’altro un’esperienza traumatica, però indispensabile, perché la giustizia deve fare il suo corso.
  • INTERVISTATORE: Tanti processi di pedofilia che ci sono in Italia, non si riesce poi mai alla fine ad arrivare ad una conclusione.
  • MONTECCHI: E’ questo il problema. E questo è un problema che lei mette in evidenza. Ci sono due problemi gravi. Quanti abusi sessuali, o maltrattamenti in generale dei bambini, che rimangono impuniti. Ma anche voglio dire, anche un altro problema che assistiamo. Ma quanti anche falsi abusi, poi rischiano di essere perseguiti. Quindi sono due polarità, che forse noi come clinici e come società e anche per gli inquirenti devono interrogarsi, per cercare di evitare questi due paradossi.
Finalmente.
Alla faccia di chi, come Massimiliano Frassi dell'Associazione Prometeo o come
Roberta Luberti del CISMAI, vorrebbe rappresentare la tutela dei minori a senso unico, dimenticando che anche il falso abuso è un problema di tutti ed un grosso rischio anche per il benessere vero dei bambini.
Tanto assonante con i nostri contenuti da far sospettare che Montecchi recentemente ci abbia letti con attenzione (da tempo l'insigne neuropsichiatra si occupa in realtà anche del problema del falso abuso).

Non nascondiamo la soddisfazione per il contenuto di questa intervista.
Ci sembra comunque presto per passare ai tarallucci ed al vino. Sette persone sono ancora nei guai giudiziari (e sembra che un ottava persona da ieri stia friggendo, nel timore di essere trascinato nel fango dalle ultime dichiarazioni rilasciate dai bambini alla "sezione precrimine" di Tivoli). E alcune decine di bambini e le loro famiglie sono ancora nel tormento.
La conversione del prof. Montecchi fa piacere, ma resta vuota se non è accompagnata da gesti concreti di riparazione e di ripristino della verità.
  • Perchè Montecchi non sospende per un attimo di invocare terapie per i bambini, e non si rivolge invece una volta per tutte spiegandosi agli inquirenti ed alle famiglie di Rignano, con la stessa chiarezza con cui ha parlato a Matrix?
  • Perchè Montecchi e gli altri clinici del Progetto Girasole non vengono ascoltati dal Tribunale di Tivoli? La loro deposizione e l'analisi dei materiali raccolti un anno fa, durante le valutazioni condotte al Girasole, potrebbero essere più utili alla ricostruzione dei fatti, rispetto agli insensati incidenti probatori che la procura di Tivoli ha richiesto con un anno di ritardo.
  • Perchè Montecchi e la sua prima collaboratrice, la psicologa Catia Bufacchi (referente regionale del CISMAI), non chiedono una rettifica di tante assurdità che sono state scritte su Rignano, a cominciare dallo scandaloso comunicato ufficiale del CISMAI, pubblicato a maggio dalla presidente Roberta Luberti?
Forza professore, prima che adesso qualcuno decida di presentarle il conto.

Ugo

37 commenti:

il-giustiziere ha detto...

Rispondo IO per il punto 2.

Perché mai nella mia vita ho visto un magistrato ammettere di avere sbagliato.
Anzi, l'ho visto solo una volta.
E l'ho citato nel mio blog...

Ugo ha detto...

Temo che tu abbia ragione caro Giustiziere. Ammettere l'errore non è certo da tutti.
Se lo riferiamo al prof. Montecchi, gli va riconosciuto merito per l'intervista che ha rilasciato. Nella tempesta e nel dubbio, messo sotto pressione ed accusato, sembra aver scelto alla fine di difendere serietà e scienza e questo gli fa onore, l'unica strada possibile per salvare sul serio ciò che finora ha costruito, difendere la propria persona e la propria identità anziché i propri gesti.
Ci sono ancora molti errori da riparare adesso, ma non sarà così difficile se si ripristina innanzitutto il rispetto e se nessuno si arrocca su posizioni indifendibili.

Molto diverso purtroppo il discorso per un altro degli artefici del caso di Rignano, il solito Massimiliano Frassi che fornì le proprie consulenze all'Agerif e lanciò la pista satanista su Rignano (a proposito, in molti hanno notato che stanno svanendo certi riferimenti dai racconti dei bimbi, le pozioni di sangue e sperma che fine hanno fatto? perchè i bambini ne parlavano solo alla Fraschetti Battisti ed ai genitori che avevano incontrato Frassi?)

In questo post, che immaginiamo sia stato dedicato da Frassi alla puntata di Matrix, dimostra di volersi arroccare come sempre sui propri errori, senza mollare mai, continuando a trascinare bambini e famiglie nel disastro:
http://massimilianofrassi.splinder.com/post/15190014

Il suo paragone stavolta è tra coloro che parlano su Rignano (si riferisce al signor Giugno?) ai figli di Riina. Si commenta da solo. Così come ci sembra un po' azzardato voler paragonare i rappresentanti Agerif con i figli del giudice Borsellino. I genitori dell'Agerif devono ancora dimostrarci di aver subito un crimine in famiglia, se lo faranno riceveranno il nostro rispetto, ma non prima, solo sulla fiducia nelle loro parole.

Le perizie dei RIS come prevedibile stanno sparigliando tutto. Per chi fosse curioso di sapere come ha reagito il colpevolista Massimiliano Frassi alla notizia dell'assenza di prove biologiche, ovvero quale fu il suo primo atto sul blog nel pomeriggio del 13 dicembre, in seguito ai primi lanci di agenzia sui RIS:
http://massimilianofrassi.splinder.com/post/15113070#comment-40565818
Ha sostituito la propria foto nel blog con quella del cane Flipper e si è messo a parlare con la sua voce.

Gianni Perfetti ha detto...

Una piccola vittoria! Avete presente Flavia Amabile? La giornalista più “gaffeuse” della Stampa italiana? Quella che quando fa le interviste non sa con chi sta parlando? Beh, questa Amabile tiene un blog sul sito della Stampa e il fatidico 25 aprile aveva messo un post in cui oltre all’esecrazione del “fattaccio” si riportavano le dichiarazioni del “massimo esperto in materia” (scommetto che indovinerete chi è…). Dove al famoso complotto pedosatanista mondiale si aggiungeva la nota bufala degli ottantamila euro guadagnati al giorno da un sito pedopornografico… Molti di noi commentarono su quel blog e molti di noi contestarono duramente tutte le castronerie sopraccitate. Ogni tanto andavo a ridarci un’occhiata per vedere se con l’evolversi degli avvenimenti i commenti crescevano. Ebbene oggi ho visto che quel post è stato ELIMINATO!!!! Forse alla fine la signora Amabile si è resa conto di aver scritto delle indifendibile sciocchezze. O forse è un piccolo segnale che persino la stampa “seria” si sta accorgendo di quanto sia rischioso dar credito a certi personaggi...

Zen lento ha detto...

@gianni perfetti

Spiacente Gianni, speranze vane.
L' Amabile signora non rappresenta la Grande Stampa, ma solo un giornalismo piccolo piccolo, tanto acuto da essere eticamente vacuo e un tantino gaglioffo.

Un ringraziamento a Ugo per il puntiglioso lavoro e Felice 2008 a tutti

Anonimo ha detto...

INVITO MILENA75 ED ALTRE PERSONE DI BUON SENSO A NON INVIARE MESSAGGI nè A COMMENTARE QUESTO BLOG E QUELLO DEL GIUSTIZIERE. INFATTI QUESTE PERSONE ALTRIMENTI COMPLETAMENTE ANONIME STANNO CERCANDO DI RICAVARE UN'PO DI NOTORIETA DA QUESTA TRISTE VICENDA. QUINDI NON DATE LORO QUESTA SODDISFAZIONE, ASPETTANO I VOSTRI COMMENTI E SE NE COMPIACCIONO.LASCIATELI DA SOLI A DISCUTERE CON SOGGETTI QUALI IL MUZZI CHE SAPPIAMO BENE CHE E' LEGATO AD UNA BRUTTA VICENDA ANCORA NON CHIARITA.
BUONE FESTE!

il-giustiziere ha detto...

Uccellino in gabbia o canta per amor o canta per .........

Anonimo ha detto...

Perchè Giustiziere non ci racconti le storie dei frequentatori del tuo blog, in particolare di uno...invece di far finta di essere all'oscuro di tutto? E ricorda ai tuoi indagati di Rignano il detto "chi semina raccoglie" perchè prima di essere accusati e diffamati hanno a loro volta accusato e diffamato persone innocenti...la vita è una catena...

Anonimo ha detto...

L'abitudine è dura a morire. Sono convinto che nessuno imparerà da questa vicenda. Qualche familiare delle indagate, nonostante ciò che è successo a sua moglie, da buon rignanese non ha perso l'abitudine di fare pettegolezzi e diffamare...così come l'ipocrita del prete.
A presto.

Anonimo ha detto...

Ancora abbiamo da capire chi è questo fantomatico Zanetti, perchè su internet non c'è traccia dei suoi convegni, del suo curriculum...a parte il suo blog...a Bologna non lo conosce nessuno. Salutiamo il nuovo anno con una domanda inquietante: chi è Zanetti? Uno scienziato? Un luminare? uno psicologo? un criminologo? un giornalista? se qualcuno lo sa ci scriva!

Anonimo ha detto...

Ma non vi accorgete che è ridicolo che un familiare di un indagato vada in televisione ad esprimersi su questioni prettamente tecniche? Ma non vi siete accorti che ve l'ha fatto notare anche il presentatore della trasmissione. Questa è ls spocchia tipica dei rignanesi. Ci sarebbe da scriverci un libro sulla mancanza di umiltà di certe persone.

Lord Brummel ha detto...

Non mi pare elegante condurre una polemica contro una persona nel blog di un'altra, ma l'eleganza non è per tutti.

Luigi Muzii ha detto...

[Non mi pare elegante condurre una polemica contro una persona nel blog di un'altra]

L'eleganza non c'entra, è solo vigliaccheria.

Questo è uno spazio libero, come quello offerto da Zanetti, ma al contrario di quest'ultimo non è moderato, e i peggiori infami possono quindi pensare di potersi permettere di dire di tutto impunemente.

Il buon Manzoni scrisse che uno il coraggio non se lo può dare. A costoro, però, manca il coraggio anche di affrontare de visu coloro che insultano, perché li temono.

Poveracci.

vittoria ha detto...

Molte volte mi sono chiesto e continuo a chiedermelo come sia possibile che un operatore della psiche sia così sicuro delle sue affermazioni e quando gli si chiede di dimostrare scientificamente le sue affermazioni tergiversa in continuazione senza alcuna concretezza.
Più delle volte nelle loro perizie affermano che il minore è attendibile, compatibile... con l'abuso perchè i sintomi sono chiari e forti. Tu ciò, oltre a essere falso e diffamatorio, viene preso come prove inconfuntabili in quanto l'orientamento della magistratura è:
1) La dencia di chiunque è sempre vera ed è in buona fede;
2) Gli inquirenti devono provedere con metodi verificazionisti fino a quando trovano inferenze che confermino la dencia;
3) La periza è una prova inconfutabile;
4) La steminonianza del psicoterapeuta che ha in cura il minore sono prove schiaccianti, perchè raccoglie le sue dichiarazioni;
5) La restistenza a parlare è sinonimo di abuso per non rivocare in trauma;
6) La suggestione è un mezzo per far parlare il minore che ha paura dell'abusante;
7) Il contagio collettivo è solo una invenzione dei difensori dei pedofili, in quanto questi negano sempre a dimostrazione della loro colpevolezza;
8) Se un genitore abusa del figlio pur di farle credere che è stato abusato è sempre in BUONA FEDE, poiché le persone si reputano sincere e allarmanti le dichiarazioni rese dai bambini e di conseguenza sollecitano gli stessi a ripetere il racconto o il fatto di abuso sessuale- Sentenza Tribunale di Torino N. 3193/06 mod. 45 Depisitata il 20 agosto 2007 -
9) Chiunque partecipi in difesa del minore non è assolutamente perseguibile anche dinanzi delle falsità, perchè il movente è: per il sentito dire.
Stante a quanto premesso sarebbero gradite osservazioni in merito, affinchè i grandi esperti cilatroni fossero una volta per tutte smascherati.

il-giustiziere ha detto...

Siamo tornati ai vecchi tempi vedo...

@ anonimo uno.

Curioso modo di cercare fama e notorietà quello di chi (come Ugo ed il sottoscritto) compie azioni in forma anonima.

@ anonimo due.

Credi ancora che Zanetti Stefano esista davvero???

@ anonimo tre.

Se gli attuali indagati di Rignano hanno calunniato ingiustamente altre persone in passato ed in altre cause ne parlerò.....
La cosa non mi risulta per ora....

Anonimo ha detto...

@Muzii e gli altri mille che credono nel vecchio detto "la miglior difesa è l'attacco"

Stai andando a Washington,
ma cosa vai a fare non lo so
sei molto in alto, non vedi niente,
non vedi un accidente da quiiii.

Ogni piccolo movimento spara,
prima che l'altro faccia lo stesso con te

é meglio non chiedersi niente
ma stavolta voglio vedere chi é...

ogni piccolo movimento spara prima che l'altro faccia lo stesso con te...

Anonimo ha detto...
Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Neanche per le feste riposate. A mandare comunicati ai giornali siete sempre pronti. Non siete andati alla veglia di preghiera?

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Carini... Adesso i vili si contendono pure gli spazi altrui. Non sono capaci di crearsene di propri, né tanto meno di procurarsi lettori e, figuriamoci, adepti.

L'aria del lago fa decisamente male, ma non deve far bene neanche quella del cortile di casa.

Anonimo ha detto...

Ooops... Ho dimenticato la firma. Sono Homer Simpson, quello vero, l'incubo dei commentatori anonimi che anonimo non è e si diverte a prendervi per i fondelli.

Anonimo ha detto...

@....
Ti ringrazio, ma IO NON HO NULLA DA TEMERE.

@Muzii
Per quanto riguarda il tuo caso
farò di tutto perchè la parte civile nomini consulenti attendibili e onesti.Molto attendibili.
Sempre per Muzii
la stanzetta nel centro della Capitale è un bell appartamento, con tutti i confort e servizi. C'è chi se lo può permettere, c'è chi guadagna onestamente. Chi semina raccoglie, ricordatelo!

Anonimo ha detto...

Caro Simpson,
l'invidia, l'ignoranza è la mancanza di umiltà per i Rignanesi sono causa di tutte le loro disgrazie e continueranno a portarli verso la rovina.
Mi spiace tanto.
Non basta andare ad insegnare catechismo per essere buoni d'animo.
Buonanotte.

Anonimo ha detto...

Da noi si usa altra terminologia caro Simpson...non si parla di adepti, nè di partite di calcio, nè di fanatici, nè di bigotti, nè di schieramenti, nè di guerriglie urbane. Da noi si usa la forza della ragione, cosa che a voi manca. Altrimenti non avreste innescato questa guerra ridicola davanti agli occhi di una nazione intera.

Anonimo ha detto...

Comunque nel libro che hanno ritirato, il giornalista, pur conoscendo il paese molto superficialmente, compie analisi abbastanza obbiettiva della realtà sociologica di Rignano Flaminio. Ci sarebbe da dire molto di più. Siamo ancora in tempo a scrivere un libriccino di poco valore scientifico, (ma molto vero) e a commercializzarlo. Sarà fatto.

Anonimo ha detto...

Magari concludendo con "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori" pur non essendo praticante, credo che qualcuno lassù ci sia e ci veda... e prenda molto le distanze da chi vestendo una tonaca fa i propri interessi.

Anonimo ha detto...

@anonimo che non ha nulla da temere

Fatevi sotto. Mostratevi con nome e cognome, metteteci la faccia, per davvero, non a chiacchiere.

È comodo, vile, meschino, infame ripararsi dietro il semianonimato, a chilometri e chilometri di distanza da coloro che calunniate, diffamate, insultate.

È comodo servirsi di parentele e amicizie per ottenere l'agognata visibilità che sapete comunque finirà, e male, presto.

Chissà, quando tutto sarà finito, anche come finiranno i vostri affari, compresi quelli legati a questa vicenda.

Homer Simpson, quello vero, che aspetta di svelare la propria identità quando lo faranno anche i cacasotto anonimi.

il-giustiziere ha detto...

Ci manca solo la vecchia PULCE poi siamo al completo.

Luigi Muzii ha detto...

Alle commentatrici (o forse è solo una commentatrice) che scrivono da una stanzetta vicino alla Camera dei Deputati e che reclamano la forza della ragione, che a noi manca: "i bambini stanno male" è tutto quello che sono riuscito a sentire da che questa vicenda ha preso la piega che tutti conosciamo. Non un elemento di prova concreto a sostegno di tesi accusatorie più e più volte rimaneggiate pur di tenerle in piedi.
Personalmente, sia sul blog del Giustiziere, sia qui, ho cercato di argomentare e di ragionare, mentre dalle sponde del lago di Garda, e dalla campagna a nord della capitale, non ho sentito altro che denunce, più spesso ululati, infamie, insulti, calunnie e chi più ne metta a sostegno di tesi a dir poco debolucce, come risulta dagli stessi documenti giudiziale disponibili pubblicamente.
Io non ho bisogno di provare niente, come non lo hanno gli indagati di questa vicenda: l'onere della prova spetta all'accusa e, fin qui, sono state solo chiacchiere.
Le minacce, poi, lasciano il tempo che trovano: se non si da loro seguito è come sputare in aria, ma a dar loro seguito, si rischia di ritrovarsi in mutande, quindi consiglio prudenza.

Angelo Vendicatore ha detto...

Se fossi io uno di quelli mandati in galera per niente, manco le mutande gli lascerei.

Ugo ha detto...

Cancellati tre post che contenevano insulti personali e scurrilita'

Anonimo ha detto...

@Giustiziere
ti mando il conto, considerando che la mia equipe ha dato le dimissioni preventivamente, l'assistenza legale me la paghi tu?

Ma gira voce che c'era anche un sedicente giardiniere di nome Stefano Zanetti che si aggirava per le scuole materne della provincia, con una ciambella gonfiabile da mare di color rosa fuscia...almeno quella qualcuno l'avrà notata. Sto diventando apprezzatore della legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente.

Anonimo ha detto...

@Giustiziere

Poi viene detto agli altri, che non hanno quindici anni, e sanno quello che devono fare e dire di limitarsi. Tu intanto Zanetti, hai fatto si che si aggiungesse altro nominativo alla lista. Che se non intervenivi tu non veniva a mente a nessuno. Più che intervieni di là e più si aggiunge, quindi vedi un'po te Zanetti se ci mandi tutti al fresco.
Buonanotte
p.s. e tu Ugo sei coperto tanto usi lo pseudo, beati i furbi.

il-giustiziere ha detto...

Negli ultimi tempi la mia vanità era parecchio frustrata.

Finiti , infatti, i bei tempi della PULCE.

Ma finalmente stamani vedo, con immenso piacere, di essere ancora in cima ai vostri pensieri...

Grazie ancora.....

P. S. Potete usare un italiano più corretto per cortesia????
"Più che intervieni" non si dice.

Anonimo ha detto...

@Giustiziere.

Anzichè correggere i compiti e l'ortografia, potresti invitare il tuo amico Ugo a censurare gli interveti inopportuni, no?
Che dici, potrebbe essere cosa sensata?

fenice ha detto...

IL RITORNO DEI CICLOPI! Il "Ciclope Ugo": splendido esempio di come si può guardare "l'essere umano" con un solo , grande occhio controllante credendo di vedere, conoscere e giudicare tutti i casi di abuso all'infanzia!
Come mai, egregio sig. Ugo, è così preso da tutto ciò che orbita intorno alle ipotesi di abuso all'infanzia ed è così ossessivo nel sottolineare la presunta falsità di alcune ipotesi? La giustizia intelligente è quella che non ha preconcetti e fà del tutto per affermare una sola ipotesi : " la falsità degli abusi ". Mi chiedo poi con quali strumenti Lei giudica l'operato di numerose persone, addetti ai lavori e non,ironizza e utilizza le informazioni mediatiche, ovviamente spesso distorte, al fine di mostrare la sua presunta intelligenza? E' evidente il suo coinvolgimento nel problema " abusi all'infanzia" , sicuramente un problema a tutt'oggi irrisolto e al quale guarda un modo " mono-oculare" tanto da far venire in mente l'immagine di un " ciclope" , il "ciclope Ugo" , troppo grande e troppo limitato per considerare la sofferenza di chi subisce abusi e non è creduto! Certo che ci possono essere falsi allarmismi, ma ci sono anche moltissimi casi reali che non vengono riconosciuti dalla collettività e dalla giustizia. Questa per lei sarebbe una giustizia intelligente?

Ugo ha detto...

Temo che lei non abbia letto il nostro articolo più "teorico":
http://giustiziaintelligente.blogspot.com/2007/10/ruoli-e-rischi-nellinvestigazione.html

Vi si sostiene con chiarezza l'esistenza di DUE problemi contrapposti. Perchè allora "ciclope"?
Pensi che, nell'intervista trascritta in questo articolo (sotto il quale lei ha appena commentato), il prof. Montecchi sostiene esattamente lo stesso:
Ci sono due problemi gravi. Quanti abusi sessuali, o maltrattamenti in generale dei bambini, che rimangono impuniti. Ma anche voglio dire, anche un altro problema che assistiamo. Ma quanti anche falsi abusi, poi rischiano di essere perseguiti. Quindi sono due polarità, che forse noi come clinici e come società e anche per gli inquirenti devono interrogarsi, per cercare di evitare questi due paradossi.


E finalmente che Montecchi se ne è ricordato, sarà forse anche perchè egli ci legge?

Più che ciclope, direi dunque "Ugo camaleonte": abbiamo due occhi e vediamo due problemi, che stanno purtroppo l'uno all'opposto dell'altro.

Poi noi SCEGLIAMO di parlare solo di uno dei due problemi, ma l'altro non l'abbiamo mica mai negato.
E poichè questo spazio è nostro e lei non ci paga per scrivere, dovrebbe intuire da solo di non avere alcun titolo per dirci di cosa occuparci.
Perchè poi le dà fastidio che in un blog si parli dei falsi abusi?
Se domani dovessimo decidere di occuparci di football, di siccità africana o di macachi giapponesi, lei vorrà perseguitarci ancora coi suoi appelli a parlare dei bambini violati? La prego...

A proposito, le faccio anche presente che invece il progetto Girasole di Montecchi, il PM Mansi, la GIP Tamburelli, le perite Fraschetti Battisti, Giganti & co...
tutti costoro noi invece LI STIAMO PAGANDO. Sono nostri "dipendenti" (come direbbe Grillo).
Capisce adesso perchè noi invece abbiamo il sacrosanto diritto di criticarli, se agiscono in una direzione sola e si dimenticano del rischio di falsi abusi?

Agire a senso unico: c'è chi può e chi non può. Noi può, essi no.

Continui a leggerci e critichi liberamente i contenuti che ritiene errati, ma se vuole decidere anche di cosa bisogna parlare, dovrà aprirsi un proprio blog. Non si preoccupi, non saremo così "ossessivi" da venire nei suoi commenti a ricordarle di cosa lei dovrebbe parlare.

 
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