martedì 5 giugno 2007

Paladini

Sabato 9 giugno, Massimiliano Frassi, presidente dell'associazione anti-pedofilia Prometeo, agenzia a cui viene consentito di interferire attivamente in drammatici casi giudiziari (ad es. gli asili di Brescia) e che annovera nel proprio comitato scientifico anche magistrati della repubblica (come Jacqueline Magi) e rappresentanti della Polizia e dei Carabinieri, ha pubblicato nel proprio blog un nuovo editoriale sulla propria filosofia, in forma di pseudo-intervista (una trovata ispirata da qualcuno?).

Merita sempre tenere l'attenzione sul pensiero di Frassi, che invito a leggere direttamente dal suo blog, affinchè ciascuno possa farsi una chiara idea del personaggio, dello stile, della capacità di oggettività e neutralità (ricordando al contempo la stupefacente facilità con cui gli viene accordato credito da parte di magistrati o di testate giornalistiche Rai e Mediaset).
Riporto qui solo l'incipit:
  • D: Perché hai sempre preso le difese dei casi di pedofilia nelle scuole materne italiane?
  • R: Perché ho visto e conosciuto molti di quei bambini. Toccato con mano il loro malessere. La loro fortissima sofferenza. Ho visto la loro paura, ancora viva. La certezza che per aver chiesto aiuto prima o poi verranno uccisi. O perderanno i genitori….
Ecco dunque un altro lampante esempio della propaganda agitata da Frassi. Si vorrebbe choccare la nazione sostenendo che nelle paure (o addirittura nel destino) dei bambini di Brescia e Rignano Flaminio vi sarebbe l'assassinio o l'assassinio dei genitori. Per la colpa di aver denunciato. Non viene detto da parte di chi, probabilmente si suggerisce per vendetta da parte delle potentissime e violente organizzazioni di pedofili, che avrebbero preso di mira i nostri asili per stuprare e minacciarne i piccoli ospiti (ciò secondo Frassi e secondo molti altri che ne parlano come di un fatto certo, eppure nessuno in Italia le ha mai viste).
Frassi non specifica certo le proprie fonti (non ve ne sono), né precedenti che possano sostenere l'ipotesi (non ve ne sono). Puro e semplice terrorismo gratuito. Anzi, non gratuito, in quanto l'associazione Prometeo riceve una gran messe di contributi pubblici e privati per sostenere questa opera di informazione trash (contributi che potrebbero invece essere destinati ad altro, ad esempio alla prevenzione dell'abuso sessuale sui minori).
Questa esternazione, questo articolo e tutto il blog di Frassi non sono che un lampante di "appeal to fear" e di FUD ("Fear, Uncertainty and Doubt"), ovvero fallacie del ragionamento applicate a scopi di marketing.

Si noterà inoltre che Frassi, il quale non è né psicologo né operatore sanitario o giuridico, ammette seraficamente di aver conosciuto personalmente molti dei bambini coinvolti nelle vicende degli asili (Brescia? Rignano? non è specificato). Egli ne avrebbe dunque "toccato con mano il malessere".
Ci si domanda chi e cosa lo abbia autorizzato a venire a contatto con questi bambini.
Si tratta di una scelta ingenua da parte dei genitori stessi, che hanno condotto i bimbi a colloquio con Frassi, non si sa a che titolo? Sono forse ravvisabili in questi contatti dei veri e propri abusi di posizione e di ruolo, in violazione del diritto alla privacy ed alla tutela dei bambini stessi e della loro attendibilità processuale? Non lo sapremo, a meno che la magistratura ed il garante della privacy non decidano (finalmente) di far luce.
Frassi, tra le tante domande che ha inventato per la propria pseudo-intervista, non sembra invece porsi affatto questi dubbi e non sembra interessato a riflettere sui limiti del proprio intervento, nel rispetto dei ruoli e della deontologia (effettivamente, non essendo iscritto ad alcun ordine professionale, non insiste su di lui alcun codice deontologico). Le regole ed i ruoli sono per gli altri.

Egli è un paladino.

Nella pseudo-intervista egli infatti si rivolge questa domanda:
  • D: In una recente intervista registrata per la Rai l’intervistatrice ti ha detto che tra le varie critiche che ti muovono c’è quella di essere lo Zorro dell’antipedofilia?
Bizzarra critica, ci sembra infatti che dare dello "Zorro" a qualcuno, sia tutt'altro che un insulto. Zorro è un bel personaggio, difende i poveri dall'oppressione dei potenti malvagi. A tutti noi piaceva vestire i panni e la mascherina di Zorro a Carnevale quand'eravamo piccoli. Volendo proprio citare una critica o un insulto, Frassi ne ha collezionati di ben peggiori tra i quali avrebbe potuto scegliere la citazione.

Scartato Zorro, possiamo suggerire noi stessi un possibile accostamento con un altro noto paladino nostrano:

Gabriele Paolini, "il profeta del condom"

Ognuno potrà giudicare da sé quanto questo accostamento sia riuscito, o meno.
Molte sono le somiglianze tra i due personaggi, altrettante le differenze: si consideri ad esempio il fatto che a Gabriele Paolini sono state dedicate già due puntate di Matrix, trasmissione a cui invece Massimiliano Frassi non è ancora riuscito a partecipare, nonostante il clamore del recente caso dell'asilo degli orchi.

Avviso tuttavia che sarebbe ormai impossibile dare a qualcuno del "Gabriele Paolini della pedofilia", per il semplice motivo che lo stesso Paolini ha già annunciato la sua discesa in campo nella redditizia crociata contro la Pedofilia. Lo scopriamo dalla homepage del suo sito, con l'avvertenza che si tratta di un sito con linguaggio ed immagini forti e di cattivo gusto.
Cioè, un nuovo competitor che rischia di togliere spazio mediatico a Frassi, usando le sue stesse armi.
Speriamo almeno che a Paolini non venga concesso di tenere a colloquio i bambini di Brescia o Rignano Flaminio. Stanno già tanto male, Frassi ha toccato con mano il loro malessere.

Ugo

Aggiornamento (sett. 2007): Gabriele Paolini ha rimosso dalla propria homepage ogni riferimento ad una propria campagna ed impegno anti-pedofilia, che dunque sembra per lui non essere più all'ordine del giorno (resta all'interno del sito solo una traccia generica del suo programma anti-pedofilia).
 
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