domenica 3 giugno 2007

Onda d'urto

Vagando per la rete, ho ripescato questo documento audio (file MP3 scaricabile; durata 18'.28'').
Si tratta di una intervista rilasciata dall'Avv. Ricci a Radio Onda D'Urto, emittente privata di Brescia. Cito dal sito dell'emittente:

LOTTA ALLA PEDOFILIA O CACCIA ALLE STREGHE?
12.34 - 27 Aprile
Sull'inchiesta che ha portato in carcere 6 persone, tra le quali 3 maestre ed una bidella scuola materna di Rignano Flaminio, con l'accusa di aver commesso reati di pedofilia contro alcuni bambini abbiamo intervistato l'avv Andrea Ricci, legale di una delle maestre coinvolte e processate a Brescia nell'inchiesta sulla scuola materna Sorelli (8 persone processate: 6 maestre, 1 bidello ed un sacerdote, tutte assolte perchè il fatto non sussiste);gli abbiamo chiesto delle particolari analogie tra l'inchiesta bresciana e quella di Rignano, del ruolo di alcune associazioni come la Prometeo che ritroviamo sia a Brescia che a Rignano; inoltre alcune considerazioni sul modo di fare informazione, superficiale e sensazionalsitico, in queste delicate e drammatiche vicende.

Consiglio l'ascolto diretto dell'intera testimonianza, qui trascrivo solo i passaggi dell'intervista in cui si fa riferimento in specifico al ruolo avuto dall'associazione Prometeo nelle vicende:
  • 3' 08'' - RICCI (sta parlando delle coincidenze tra Brescia e Rignano e del fatto che queste dipendono dall'utilizzo delle stesse erronee metodologie di indagine ed intervista dei minori): "ma noi sappiamo benissimo a questo punto delle cosiddette associazioni anti-pedofilia, che sono poi dietro a queste vicende, è chiaro che con questa metodologia di interrogatorio dei bambini, se questa è l'ipotesi di chi fa le domande, alla fine essendo la stessa ipotesi, perchè le associazioni son sempre quelle, salta fuori sempre lo stesso risultato. Cioè se Prometeo è convinto di una ipotesi di questo genere e questo è quello che suggerisce ai genitori, sulla base di questo i genitori interrogano e alla fine i bambini dopo probabilmente mesi in cui sono stati tartassati, finiscono per dire le cose che vengono chieste a loro. Vere o non vere che siano, perchè sono bambini che hanno 3, 4, 5 anni".
  • 8' 50'' Intervistatore: "ecco c'è un'altra questione a cui lei ha già fatto riferimento anche, la presenza di alcune associazioni come la Prometeo di Massimiliano Frassi che sembrano essere diventate le associazioni supporto per i genitori che a Rignano hanno denunciato appunto le maestre. E questa associazione Prometeo ha avuto un ruolo anche particolarmente attivo nel processo bresciano. Ecco, a questo proposito cosa si può dire? Cioè il fatto stesso anche addirittura abbia fornito, così sembra, le psicologhe, comunque che abbia indicato le psicologhe a cui rivolgersi".
  • segue - RICCI: "ma, nel dettaglio io non so a Rignano cosa abbiano fatto. Però quella testimonianza della mamma che citavo prima nell'intervista a Repubblica, si dice che il rapporto con Prometeo è stato un rapporto stretto, cioè loro questo supporto lo propongono sempre. Da noi sappiamo che c'è stato. Siccome c'è stato evidentemente anche nel, per quello che riguarda il processo delle, che è stato fatto contro le due suore di Bergamo, che si è concluso con l'assoluzione in corte d'appello alla fine dell'anno scorso, e oltre a Prometeo ci sono anche altre associazioni, per esempio Hansel e Gretel, che fanno cose di questo genere. Mah, il ruolo secondo me è un ruolo che andrebbe indagato con attenzione, perchè loro stanno facendo una campagna a tutto campo contro non tanto la pedofilia, io credo, ma contro gli asili, perchè poi alla fine il risultato è che loro supportano soltanto queste indagini, contro le maestre, mentre non mi risulta che ci siano stati altri processi conclusi diversamente da questi, nei quali loro abbiano contribuito a accertare delle verità che poi si siano riconosciute effettivamente. Quindi credo che sarebbe un ruolo da indagare quello di queste associazioni, perchè alla fine in realtà sono associazioni che inquinano fortemente le indagini in corso. Nel momento in cui la Procura della Repubblica dei singoli tribunali lascia che per settimane questi agiscano dando indicazioni, consigli, fornendo psicologi, dando dei criteri con i quali interrogare i bambini per far dire le cose, non ascoltare i bambini, ma far dire ai bambini le cose, è chiaro che poi il risultato dell'indagine è compromesso. E quindi, in realtà sono delle fonti di inquinamento delle indagini queste associazioni, per una metodologia che è una metodologia assolutamente contraria a tutti i criteri scientifici e giuridici che devono essere seguiti in questi casi. C'è una Carta di Noto, che indica i criteri che si devono seguire per procedere ad interrogare i bambini in ipotesi di abuso, in nessuno di questi processi è mai stato seguito il criterio che viene indicato dalla Carta di Noto che è un criterio che viene aggiornato anno per anno e che è elaborato da psicologi e psichiatri e operatori giuridici di alto livello. Loro fanno tutt'altro, cioè nel nostro processo le psicologhe indicate da questi personaggi sono arrivate al punto di suggerire alle mamme di dire ai bambini che le maestre erano state tutte messe in prigione. Questo per farli parlare. E a questo punto si capisce che ai bambini è stato già dato un quadro dell'asilo che era un quadro di asilo popolato da persone cattive. Se vegono messi in prigione, questi son bambini di 4 anni, se vengono messe in prigione le persone vuol dire che sono cattive, no? Quindi quello che viene suggerito di proporre che le persone sulle quali si dovrebbe, attorno alle quali si dovrebbe chiedere, siano già le persone cattive, viene già proposta la risposta facendo così. E questo è quello che hanno fatto. Ovviamente siamo lontanissimi da un criterio che permetta di arrivare ad un qualsiasi risultato attendibile".
Se comprendiamo bene le dure parole dell'avv. Ricci, da esse uscirebbe una immagine sconsolante del ruolo di Prometeo:
  • le false ipotesi iniziali da parte dei "grandi" sui reati presunti (che tramite opera di suggestione vengono indotte nelle testimonianze dei bambini) potrebbero venire proprio dalle stesse convinzioni degli operatori di Prometeo, più che dai genitori dei bimbi, e questo spiegherebbe anche le somiglianze delle accuse tra i casi di Brescia e Rignano (questo argomento di Ricci mi sembra sintonico con quanto suggerito come possibile in questo blog);
  • sarebbero gli operatori di Prometeo e le psicologhe fornite dall'associazione a consigliare ai genitori l'utilizzo di un metodo insistente ed incessante di interrogatorio, mirato a far dire ai bambini le cose che ci si aspetta e non ad ascoltarli;
  • Prometeo supporterebbe solo le indagini in questo tipo di processi contro le maestre, mentre non risulterebbero a Ricci processi diversi da questi ed in cui vi sia stato un contributo significativo di Prometeo nell'accertamento della verità;
  • l'intervento di Prometeo, permesso dal lassismo di certe procure che concedono troppa libertà d'accesso alle famiglie dei bambini, sarebbe in realtà una fonte di grave inquinamento delle prove e comprometterebbe i risultati delle indagini;
  • Prometeo utilizzerebbe metodologie assolutamente contrarie ai criteri scientifici e giuridici necessari, lontanissime dalla possibilità di arrivare ad un risultato attendibile.
Questo il parere di un legale che ha partecipato ai lunghi processi bresciani della scuola Sorelli. Sull'opinione dell'avv. Ricci ho trovato anche un articolo di Tiziano Zubani, nella cui intervista ritroviamo sostanzialmente gli stessi temi. Purtroppo se ne trova solo il testo riportato in un forum, non la fonte originale, per cui non so se sia verificato.

Non mi risultano invece ancora dichiarazioni da parte di legali delle maestre di Rignano sul ruolo di Prometeo. Sarebbe interessante sapere se ve ne sono, qualcuno ci aiuta?

Ugo
 
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